COME RIDURRE LA RECIDIVA … QUALCHE SUGGERIMENTO

Buongiorno a tutti eccomi nuovamente qui con un nuovo articolo dove vi spiegherò con  dati di fatto cosa succede  quando alcuni detenuti vengono rimessi in libertà.

Oggi si esce dal carcere con meno risorse di quanto se ne posseggano al momento dell’ingresso: il carcere è debilitante come tutti sappiamo.

I fortunati trovano all’uscita la famiglia (se c’è, se non s’è stancata, è una grossa risorsa) come quasi unica risorsa positiva.

Pochi altri trovano una associazione, una cooperativa, delle persone amiche.

La stragrande maggioranza non trova altre risorse, se non i vecchi ambienti della devianza che li ricondurranno in carcere in tempi brevi.

Del resto, come mostrano i dati ministeriali, le risorse professionali e il livello di istruzione possedute prima delle detenzioni non sono, in genere, elevate .

Occorre intervenire in questo circolo vizioso di devianza e impoverimento delle risorse individuali: molte buone intenzioni, propositi, riflessioni, maturate nella sofferenza e privazione del carcere naufragano nell’impatto con una realtà esterna dura.

Troppo dura per le scarse forze possedute.

Rafforzare concretamente queste intenzioni è l’unica speranza per ridurre la recidiva e riportare alla legalità le persone detenute.

Ricordiamo inoltre che se un detenuto che all’esterno di queste quattro mura non ha nulla e nessuno, è giusto che il servizio sociale e gli enti di competenza se ne prendano cura, aiutandolo a trovare un lavoro onesto, un’abitazione anche minuscola, così che possa rialzarsi e rincominciare da capo.

Purtroppo quando vieni rimesso in libertà dopo un lungo o breve periodo di detenzione, ci vuole un momento per potersi rimettere in sesto, in quanto l’ex detenuto deve rincominciare quasi tutto da zero se non ha “parenti, amici”. Un aiuto in più è la soluzione migliore per non rivedere l’ex detenuto nuovamente rinchiuso in queste quattro mura di tortura.

Un altro fattore molto importante è migliorare la qualità di vita delle persone detenute e delle loro famiglie.

La semplice considerazione che l’ultimo periodo di detenzione se speso in una attività utile al ritorno alla libertà, al reinserimento sarà in grado di modificare da subito e sostanzialmente la condizione della persona detenuta.

La fiducia che qualcuno si occuperà con te e dei problemi che ti aspetteranno fuori, li rende meno spaventosi e, forse, affrontabili.

Un sostegno, un aiuto può valere moltissimo per un qualsiasi detenuto che viene rimesso in libertà, anche se al momento gli enti esterni d’aiuto al sostegno del detenuto non funzionano come dovrebbero … infatti in molti casi chi esce rientra in carcere.

Dovrebbero essere potenziate le istituzioni esterne; “assistenza sociale”, tutte le istituzioni che dovrebbero sorreggerti per rincominciare una nuova vita, un nuovo cammino a base di sola legalità senza fare mai più ingresso in questo contesto di tortura”.

Una cosa molto importante da rilevare è che l’ozio del carcere non serve a nessuno e qui ne abbiamo molto. La speranza che traspare da molti di noi è che il “trattamento” inizi a funzionare davvero nella sezione. Personalmente ho conosciuto tanti detenuti che, come me, hanno veramente voglia di cambiare e di provare a fidarsi delle persone, come quelle che ci seguono, ma vediamo che è quasi impossibile farlo, a causa degli ostacoli burocratici e di situazioni interne che bloccano tutti i buoni propositi di far iniziare questo trattamento.

La colpa è un po’ nostra e un po’ della “sicurezza, della burocrazia” è colpa dei pregiudizi da parte di entrambi.

Quindi se le cose si mettessero in moto al più presto, molte cose potrebbero cambiare in carcere anche per noi detenuti.

Perché come si sa, moltissime volte, nel 99% dei casi, noi detenuti non abbiamo voce in capitolo o possibilità di farci avanti per chiedere cose che ci spettano come prevede l’ordinamento penitenziario.

Spesso l’ordinamento penitenziario viene messo da parte, in un cassetto, e non viene applicato come si dovrebbe!

Insomma … non è una situazione semplice come può sembrare.

Con questo breve articolo vi ho voluto spiegare come dovrebbe veramente funzionare il percorso di uscita dal carcere, come dovrebbero funzionare le cose all’interno dell’istituto, cosa dovrebbe sempre essere garantito dall’ordinamento penitenziario.

Vi ringrazio per la vostra attenzione  A presto!!!

M.O.CARLO

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Autore dell'articolo: feniceadmin