I miei anni più belli

I miei anni più belli sono stati senza dubbio quelli tra i 15 e i 18 anni anche se non potevo accedere praticamente a niente, e per questo motivo io non vedevo l’ora di diventare maggiorenne anche se poi facevo già tutto quello che facevano i maggiorenni.
A 14 anni me ne sono andato in Germania e facevo il barista e il cameriere nella gelateria di mia sorella. Quanto mi divertivo a quei tempi anche perché io ero bravo e veloce nel lavoro che facevo, avevo solo 14 anni ma gestivo tutto da me, ero il direttore di quella gelateria anche se nessuno me lo aveva chiesto di farlo ma io mi sentivo tale, mio cognato mi ascoltava molto per quanto riguardava il lavoro, nemmeno lui era in grado di starmi dietro come barista e cameriere nonostante aveva già 20 anni di esperienza alle spalle.
lo, mio fratello e un altro dipendente ci alzavamo tutte le mattine molto presto per essere sicuri che per le h.08.30 la gelateria era pronta per essere aperta, quella era una gelateria che lavorava veramente tanto! Per le h.13 avevamo già venduto tutto quello che c’era in vetrina che io personalmente preparavo tutte le mattine cioè 4 torte, una alle mele, una al formaggio, una alla frutta e una zuppa romana tutte da 12 porzioni cadauno e 5 tiramisù da 6 porzioni cadauno, oltre ad avere venduto decine di toast e centinaia di caffè, cappuccini e cioccolate calde e un centinaio di birre da un litro; e tutto questo con solo 2 persone perché mia sorella e mio cognato arrivavano in tardi mattinata e uno era fisso alla finestra a vendere il gelato da asporto, cominciava a vendere il gelato dalla mattina fino alla chiusura del locale con una fila continua per tutto il giorno; e quello era solo la battaglia della mattina, perché poi avevamo circa 2 ore di lavoro leggero e dopo le h. 15.00 fino a mezzanotte e spesso anche fino all’una di notte cioè fino all’ultimo cliente c’era il caos totale, non si capiva più niente da quanta gente veniva a mangiarsi il gelato da noi fatto da un grande gelataio cioè mio cognato.
E non parliamo di tutti quei motociclisti che venivano a bere la birra da noi tutti i giorni, venivano sempre a gruppi numerosi e quando parcheggiavano le loro moto riempivano tutto il piazzale che avevamo a disposizione del locale e questi non bevevano mai meno di 5/6 birre a testa.

Ma io con loro mi divertivo molto! perché facevo sempre una scommessa con qualcuno di loro se riuscivo a servirli in un colpo solo, cioè in una unica portata e tutte le volte che mi chiedevano il conto loro mi cronometravano sempre il tempo che io ci mettevo per fare i conti (ho vinto sempre io). Vi dico questo perché oggi io sono molto bravo in matematica ma a quei tempi avevo una gran memoria, che mi bastava guardare la tavolata e base alle coppe e ai bicchieri che c’erano sul tavolo io facevo i conti più veloce di loro che avevano sempre in mano una calcolatrice; e tutte le volte qualcuno di loro si giocava un giro di Weiss bier, una birra bianca, “chi perde paga”. Hanno sempre pagato loro, non hanno mai vinto nemmeno una volta! Per fortuna che non si incazzavano mai perché io ero solo un pischello e loro erano quasi tutti dei colossi, almeno cosi io li vedevo a quella età.
E questo tran tran era praticamente tutti i giorni dall’inizio di marzo fino alla fine di ottobre per 18 ore al giorno senza nessuna giornata libera, in 8 mesi si e no ci davano a turno un pomeriggio libero ogni 2 mesi; e solo se era brutto tempo e pioveva a dirotto, perché avevamo una grandissima terrazza esterna con 20 tavoli a sedere e quei 80 posti erano sempre pieni dalle h. 9 fino alle h. 24.
Quando invece pioveva avevamo solo, per modo di dire, 20 tavoli all’interno sempre strapieni; e il problema c’era sempre quando toccava a me prendere un pomeriggio libero perché loro ce la facevano per miracolo a servire quei 20 tavoli; e quando toccava a me prendermi il giorno libero mio cognato mi diceva sempre “Saverio ora ti mando, via servi ancora quei 2 tavoli e poi vai” e senza nemmeno accorgercene era finita la giornata, il giorno dopo c’era il sole e io mi chiedevo quando sarebbe arrivato un altro diluvio universale per accedere alla mia sudatissima giornata libera (volevo dire il mio pomeriggio libero).
Comunque alla fine della giornata mio fratello, mio cognato, mia sorella e il nostro dipendente erano sempre esausti, io invece ero sempre bello fresco perciò dopo il lavoro me ne andavo a correre un’oretta.
A quei tempi gli anziani cioè mio Nonno mio Padre e il mio datore di lavoro di quando facevo il manovale edile mi dicevano che io avrei fatto una brutta vecchiaia piena di dolori perché sforzavo troppo il mio fisico facendo sempre scommesse inutili e io gli rispondevo sempre a tutti “io sarò così anche fra 50 anni chi vivrà vedrà”; e per fortuna ho avuto ragione io, perché sono passati 35 anni da allora e mi sento quasi in forma come a i miei vecchi tempi e senza nessun dolore fisico grazie a Dio.

Saverio C.

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Autore dell'articolo: feniceadmin