La redazione

Vengo molto spesso qui in redazione seppure molte volte non ho ben chiaro in mente di cosa scrivere. Semplicemente prendo posizione davanti al computer che mi è stato assegnato, apro la cartella della musica e comincio ad ascoltare la mia musica preferita, cercando l’ispirazione giusta che mi porti a scrivere un bell’articolo.

Vengo qui anche per stare un po’ con me stesso, purtroppo in sezione sono pochi i momenti o i luoghi dove puoi startene semplicemente con te stesso e i tuoi pensieri a parte il bagno. Qui nessuno mi disturba, mi metto le cuffiette e inizio a viaggiare con la mente ascoltando musica e poi attacco a scrivere senza sapere precisamente cosa e dove andrò a finire scrivendo.

Oggi mi va di scrivere di questo.

Non tutto deve sempre e  per forza avere un senso logico.

Vengo qui e semplicemente me ne sto un po’ per i fatti miei pensando e immaginando, scrivendo e cancellando più volte prima di trovare l’ispirazione giusta per scrivere un articolo.

Qui mi sento a mio agio non devo per forza parlare con qualcuno, in redazione ci sono altre persone che vengono qui per svariati motivi, magari qualcuno per il mio stesso motivo, per evadere un po’ dalla routine quotidiana fatta di solite persone, corridoio nel quale passeggiare assieme ad altri detenuti e chiacchiere per lo più sempre sui soliti argomenti.

La redazione è uno dei pochi spazi che sono dedicati esclusivamente a noi detenuti e ovviamente ai volontari che poi pubblicano i nostri scritti, la maggior parte delle persone che frequenta questo posto lo sfrutta per sfogarsi scrivendo di questo o di quell’altro argomento, ascoltare musica e giocare a qualche gioco sul computer.

Mi piace quando vengo in redazione, in particolar modo quei primi 10 minuti in cui mentre fumo una sigaretta ancora non ho deciso di cosa scrivere o se scrivere o meno e ascoltare solamente musica, cosa che non faccio quasi mai. Scrivere è una cosa che mi piace molto e mi aiuta a sfogarmi e a volte anche a rilassarmi staccando per un po’ di tempo la mia mente dalle vicissitudini carcerarie, dalle situazioni delle quali non ho nessun tipo di interesse, argomenti che troveresti facilmente da un parrucchiere dove si sparla un po’ di tutto e di tutti.

Ci sono persone e argomenti che proprio non riesco a tollerare dopo nove anni filati di carcere. Quindi prendo e vengo a rifugiarmi nel mio piccolo banco con sopra il computer, posacenere e la mia agenda sempre a portata di mano per prendere appunti o altro.

Passo svariate ore qui dentro senza stancarmi di starci, anzi sì, dopo aver scritto su di un paio di argomenti mi sento stanco, eppure non me ne vado, resto fin quando non è proprio l’ora di tornare in sezione.

Quindi come potete immaginare la Redazione non è solo un luogo dove scrivere articoli, ma un vero e proprio luogo dove ognuno di noi trova il suo piccolo spazio di intimità personale, dove sei te stesso e basta, raramente vengo disturbato da qualcuno mentre scrivo o mentre comunque sono al PC.

A meno che non siano gli Assistenti a chiamarmi per qualche motivo, chi mi conosce sa che almeno fin che sono al computer non amo essere disturbato.

Oggi è cosi che va, sono qui a scrivere di questo posto,  sono molto grato a chi ha contribuito a creare e ha messo in piedi questo progetto.

Sono pochi gli spazi dedicati solo ai detenuti a parte le ore di aria e le due volte a settimane in cui si può accedere al campo sportivo e disputare qualche partitella di calcio tra noi detenuti.

Questo è un luogo magico dove, mentre ascolti musica e scrivi, puoi viaggiare con la mente ed essere un po’ dove ti va appunto di essere. Senza dimenticare che la scrittura è un modo costruttivo per sfogarsi e tirare fuori le cose che si hanno dentro e che non riesci magari a tirare fuori a voce: stati d’animo, emozioni, sentimenti e via discorrendo. E comunque venire qui in redazione anche solo per ascoltare musica è sempre molto meglio che restare in sezione a non fare niente o giocare a carte o passeggiare su e giù per il corridoio.

Finché mi sarà concesso verrò e continuerò a scrivere pezzi della mia vita vissuti all’interno dei vari istituti penitenziari in cui sono stato. Ma oggi è della redazione che volevo raccontare.

Un posto creativo, ma anche un posto come dicevo prima dove vengo per stare con me stesso lontano dalla negatività di alcuni detenuti che inevitabilmente ti scaricano addosso come un virus tutto il marcio che hanno dentro.

Arrivo mi siedo davanti al computer accendo una sigaretta, metto la mia musica preferita, inizio a scrivere e penso che alla fine non tutto è perduto. Che c’è ancora un speranza per me.

Penso che c’è del bello e del buono in tante persone volontarie che si danno da fare per noi detenuti persone che sono dimenticate da tutti ma non da queste persone di grande umanità che ci aiutano a passare meglio la nostra carcerazione. Grazie di vero cuore a tutti voi. E un grazie speciale volevo dedicarlo anche a mia Madre la quale non si stanca mai di supportarmi in tante brutte situazioni.

Valerio R.

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Autore dell'articolo: feniceadmin