Lo sciopero della Giustizia

Prima Voltaire poi Dostoevskij sottolinearono: “Il grado di civiltà di un paese si misura dalle condizioni carcerarie e dal tasso di lavoro.”
I detenuti alzano la voce: “Abbandonati dalla politica, entrano in sciopero della fame fino alle elezioni” La Stampa, Torino, agosto 2022, dal Carcere Lorusso e Cutugno denominato “Le Vallette”.

Quarantadue detenuti della sezione maschile e cinquantadue detenute della sezione femminile stanno mettendo in atto uno sciopero della fame, per protestare contro i gravi problemi degli Istituti Penitenziari, dal sovraffollamento all’assenza delle misure alternative.
I detenuti parlano: “Il vero crimine è stare con le mani in mano!”. I detenuti che chiedono l’indulto, ricordano i recenti suicidi avvenuti a Torino la scorsa estate, due in un mese.
Lo sciopero è partito dalla sezione femminile alla fine di agosto, le cinquantadue donne hanno dato il via ad una “staffetta”. Divise in gruppi, hanno iniziato a scioperare — smettendo di mangiare e di bere —per cinque giorni consecutivi ogni gruppo.
Tra le richieste legate alla manifestazione di protesta: la liberazione anticipata.
Le detenute appoggiano le proposte di Rita Bernardini, la presidentessa di “Nessuno tocchi Caino”, in digiuno da svariati giorni per “sollecitare” un provvedimento urgente del Governo sullo “stato disastroso in cui versano le Carceri Italiane”.
Dopo le donne, (sempre in maniera pacifica) hanno iniziato anche gli uomini, oltre quaranta detenuti del padiglione B, alcuni, oltre al cibo, rifiuterebbero anche la terapie.
Enunciano i detenuti: “Andremo avanti fino al 25 Settembre”, lo hanno confermato firmando una lettera intitolata “Il vero crimine”.
Lo sciopero è anche per l’insufficienza di risorse del Sistema Penitenziario, che non assicurerebbe la possibilità di lavorare o di espiare le pene in maniera alternative, rispetto alla mera permanenza in cella!
I detenuti, sia uomini che donne, scioperano a pranzo ed a cena rifiutando il “carrello”, l’intenzione sarebbe quella di coinvolgere altri carcerati, fino al 25 Settembre, giorno delle elezioni.
Sovraffollamento arrivato a tassi elevatissimi, condizioni di insalubrità delle celle: molti hanno denunciato la presenza di topi e blatte all’interno delle celle, cibo scadente, assenza di personale (sia per quantità che per differenziazione di ruoli.)
Gargantuesca assenza di rieducazione, socialità e lavoro per la popolazione detenuta… insomma una situazione ad alta criticità, a cui il Governo dovrà mettere mano al più presto possibile, anche se, come evidenziato dallo sciopero, a questa situazione vergognosa per ora nessuno intende provvedere.

Alessandro M.

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Autore dell'articolo: feniceadmin