La Costituzione, l’extrema ratio e lo strapotere dei giudici

Le leggi parlano chiaro, la Costituzione parla chiaro, eppure ogni volta non viene presa in considerazione, viene calpestata.
L’Italia varò la Costituzione nel 1947, poi entrò in vigore il 1° Gennaio 1948 a firma del capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. Ancor prima nel 1930 fu emanato il codice penale a firma fascista Rocco-Mussolini, stiamo parlando di molti anni fa e in questo lasso di tempo qualche modifica è stata effettuata ma pare proprio che modifiche sostanziali non ne sono state fatte e nemmeno si sono volute o si vogliono fare, altrimenti oggi non ci ritroveremmo in condizioni pessime nell’ambito della giustizia.
Costituzione cosa vuol dire? Nel diritto, è l’atto normativo fondamentale che definisce la natura, la forma, la struttura, l’attività e le regole fondamentali di un’organizzazione ovvero il vertice della gerarchia delle fonti che definisce l’ordinamento giuridico di uno Stato di diritto. Il termine, spesso, indica la legge fondamentale di uno Stato, ovvero il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto. Il termine deriva dal latino constitutio, che si riferiva a una legge di particolare importanza. S’intende come Costituzione vera e propria (in senso stretto) un corpo di leggi fondamentali prodotte dalla sovranità del popolo, di solito per il tramite di un’assemblea costituente. Sia per queste sue origini storiche che per il ruolo esercitato nella vita istituzionale degli Stati moderni, la Costituzione svolge la funzione di “limitazione legale della politica”. Alcune costituzioni sono protette contro le modifiche, nel senso che per la loro modifica richiedono un procedimento legislativo gravato da maggiori oneri procedurali rispetto alle leggi ordinarie. Un esempio è l’Italia, dove servono due passaggi in Parlamento, distanti non meno di tre mesi l’uno dall’altro, ed una maggioranza assoluta o di due terzi dei componenti, nella seconda votazione, per le modifiche costituzionali. Se i due terzi non sono raggiunti, alcuni soggetti possono chiedere la sottoposizione a referendum del progetto. Le costituzioni si dicono “rigide” quando sono protette contro modifiche rispetto alle leggi ordinarie, ma anche quando operano organi di garanzia della Costituzione (caso della Costituzione italiana, per la quale opera la Corte Costituzionale).
Bene, ora che brevemente è stato spiegato cos’è la Costituzione, come funziona, quali ruoli svolge e che è l’organo più importante, suppongo vi sarete fatti delle domande, ovvero se è l’organo più importante, se è inviolabile, se è sovrana su tutto, se è protetta; come mai la politica e i magistrati hanno tutto questo gran strapotere? Il tutto è inspiegabile però avviene in ogni momento, ogni giorno.

Extrema ratio cosa significa? Significa l’ultima possibilità di agire dopo aver provato tutte le altre; ne parla la carta, eppure questa extrema ratio viene applicata a tutti gli individui che commettono un reato, indipendentemente da quale sia, da chi ruba del pane non avendo i soldi per sopravvivere, da chi allaccia la propria abitazione ad un palo della luce non avendo la possibilità di pagare una bolletta, a chi uccide, violenta ecc … non c’è un metro di misura, per tutti la stessa punizione, il carcere.
Eppure se si adottasse questa extrema ratio molti individui non entrerebbero nemmeno per 1 giorno in carcere, in quanto si deve valutare la pericolosità attuale dell’individuo connesso al reato commesso e quindi poter e dover applicare una misura meno afflittiva.
Extrema ratio, extrema ratio, una delle tante belle parole scritte sulla nostra carta, purtroppo come tante altre parole disapplicate e calpestate.
Entrare in carcere: ci si può ritrovare per vari motivi e in vari modi: in custodia cautelare, che prevede 3 tipi di motivi per far sì che tu ci resti: reiterazione del reato, inquinamento di prove, pericolo di fuga; e per provvedimento di esecuzione di una condanna diventata definitiva purché non superi i 4 anni e resta il fatto se alla tua condanna soggiace l’applicazione o meno del 4 bis.
Questi sono i due modi per far si che un magistrato possa metterti in carcere, c’è da dire però anche qui, molto bella la scritta sulla carta; chi deve espiare una condanna che non superi i 4 anni anche se parte residua di maggior pena già espiata e che non abbia il 4 bis deve espiarla senza nemmeno passare dal carcere ma direttamente in misura alternativa, purtroppo non è così, sia che si ha il 4 bis o no e sia che la condanna sia al di sotto dei 4 anni in carcere ci si viene lo stesso, accade tutti i giorni addirittura a persone che hanno da espiare pochi mesi.
Poi c’è da dire cos’è il 4 bis? In due parole, è la pericolosità sociale, ovvero dove si dovrebbe basare l’extrema ratio, peccato che questo articolo ormai da tempo viene quasi sempre affiancato a tutte le persone e a quasi qualunque tipo di reato. Il 4 bis ormai viene applicato quasi sempre a chi è pregiudicato, a chi commette reati con frequenza, a chi commette certe tipologie di reato che sono più frequenti rispetto ad altri e così ancora una volta l’extrema ratio va a perdersi.
So che è un articolo un po’ pesante dal punto di vista di lettura però ho cercato di essere il più sintetico possibile cercando di darvi una chiave di lettura giusta.
Ora vorrei dire, ma se un padre di famiglia che ha perso il lavoro ruba del pane è giusto che venga subito preso e portato in carcere? Che pericolosità sociale può avere? È consapevole che sta sbagliando ma deve sfamare la sua famiglia per colpa del governo italiano che lo ha messo in queste condizioni. Portarlo in carcere ha delle conseguenze ancor più gravi: viene allontanato dalla sua famiglia, gli viene macchiata la vita per sempre, può perdere una nuova occupazione lavorativa che magari gli sarebbe capitata e inoltre deve pagare le spese processuali e quelle mensili di mantenimento in carcere, sì proprio così perché in carcere non si sta gratis, tutti i mesi c’è una quota fissa da pagare e volente o nolente la devi pagare prima o poi altrimenti qualsiasi bene che hai ti viene pignorato e magari confiscato.
Più Costituzione, più garanzia dei diritti e meno potere alla magistratura, solo così si può sanare realmente questa falla, leggiamo la Carta, studiamola prima di parlare ma soprattutto impegniamoci tutti assieme a farla rispettare e non solo nell’ambito carcere, tutti i giorni anche per voi cittadini liberi lo Stato Italiano non vi tutela, non vi aiuta e non garantisce i vostri diritti.
In latino si dice: dura lex sed lex, è una legge dura ma è la legge, beh a quanto pare è dura solo per noi, gente povera, piccola e media borghesia perché per i politici e i magistrati così non è, impegniamoci noi a far rispettare la legge che loro non rispettano, uniti e coesi, so che sarà una lotta dura ma non possiamo continuare a farci sopprimere ogni giorno dalla prima persona che ha il potere in mano.
Abbiamo il diritto garantito dalla Costituzione di riunirci, allearci e creare manifestazioni pacifiche, creare movimenti e scendere nelle piazze per far sentire la nostra voce di Italiani, stanchi e stufi di dover subire la repressione dei nostri diritti. In altri paesi Europei lo fanno, perché noi no? Non dobbiamo pensare alle conseguenze, perché ripeto tutto ciò è garantito dalla Costituzione, sì è vero e lo ripeto ogni giorno viene calpestata e soppresso un nostro diritto ma se si è uniti allo stesso modo, per la stessa causa, nello stesso momento non possono sopprimere quel diritto in quel momento a tutti. La storia ce lo insegna, siamo una grande popolazione, intelligente e audace, abbiamo solo perso la fiducia che di conseguenza ci ha fatto perdere la speranza, rialziamo la testa e facciamo valere ciò che è nostro diritto, ripeto uniti e coesi si può arrivare al risultato.

Omar P.

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Autore dell'articolo: feniceadmin