Sanità penitenziaria: i salti mortali per ottenere un intervento chirurgico e riuscire a riabilitarsi

Testimonianze sull’inefficienza della sanità penitenziaria ne sono state fatte molte, ma io vorrei
addentrarmi un po’ di più in questo discorso visto che da poco ho avuto una frattura scomposta
pluriframmentaria all’omero destro e frattura a una parte del gomito.

Circa un mese fa, accidentalmente, causa mia, mi sono arrecato queste fratture, una settimana dopo
i fatti mi hanno operato all’ospedale di Ivrea con un intervento di riduzione ossea, applicandomi una placca in titanio di 20cm x 3cm e ricostruendomi una parte del gomito.
Un piccolo inciso: prima di essere operato la mano e il polso funzionavano perfettamente.
Ebbene, vengo operato, riportato in carcere nella cella dove ero prima e da lì inizia il calvario.
Passato l’effetto della anestesia il dolore che mi provocava e provoca tutt’ora il braccio è lancinante,
qui in carcere per riuscire a farmi dare un farmaco che mi è stato prescritto: “depalgos”, a base di
ossicodone, un agonista oppioide completo con azione simile alla morfina perché solo con questo
farmaco mi si attenua il dolore, ho dovuto fare la “guerra” come se io volessi quel farmaco chissà
per quali scopi, tenete ben a mente l’intervento che ho subito con una cicatrice di mezzo metro che
parte dalla spalla e arriva al gomito, circa 160 punti di sutura più circa 80 graffe.
Dopo aver fatto la guerra sono riuscito ad ottenerlo ma solo per qualche giorno e da un mese a
questa parte continuo a lottare ogni volta per farmelo rinnovare. Inoltre nessuno si preoccupa di te,
tu devi chiedere di essere medicato, visitato ecc … nessuno ti fa un programma minimo per seguirti,
nemmeno dopo un intervento di questo tipo. Infine con un’operazione importante appena fatta
dovrei stare in un reparto di degenza quanto meno il più vicino all’infermeria, reparto che qua non
esiste, vicino all’infermeria esiste l’isolamento.

Detto ciò non finisce qua il tutto, l’ospedale una volta dimesso ti prescrive i farmaci e ti lascia qualche campione gratuito ma dopodiché sei tu che dal carcere devi acquistare i farmaci. Vi faccio un esempio: io per un farmaco per i nervi spendo fino a 36 euro per una scatola, e se non avessi questa possibilità? Come mi riabiliterei? Come mi curerei? Come potrei alleviare il dolore costante che provo tutti i giorni? Per curarmi spendo all’incirca 100 euro al mese, ma non è finita qua.

Dopo l’intervento ho subito un danno alla mano, c’è stata una lesione al nervo radiale e ora con tutta probabilità alla prossima visita dovrò essere messo in attesa per un intervento di neurolisi perché per ora la mano non risponde, è invalida. Se fuori già è complicato subire un intervento e poi fare tutto l’occorrente per riprendersi, nel carcere risulta quasi impossibile. Inoltre se anche puoi e vuoi non ti danno la possibilità di scegliere in quale ospedale subire l’intervento, nemmeno se lo volessi a pagamento.

Ora io mi trovo in questa situazione che mi crea angoscia e disagio: non so quando mi “sistemeranno” quello che non va, e la mia paura più grande è di non tornare più come prima.

Omar

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Autore dell'articolo: feniceadmin