Come mi sono giocato la vita

Mi chiamo Saverio. Sono nato nel 1972. In poche righe vi spiego come sia stato possibile giocarmi la vita in un colpo solo.
Tutto, ogni cosa: i soldi, le mie famiglie, e alla fine la mia vita.
Avevo 6 anni e con i miei compagni di prima elementare mi giocavo le 200 lire che mia madre mi dava tutti i giorni per comprarmi la colazione. Allora ero solito giocare al “mazzetto”, che significa che vinceva chi puntava sulla carta più alta, oppure giocavo a testa o croce. Già, ma al gioco io ero scarognato già allora, e non sono mai stato fortunato con il passare del tempo.
A 10 anni avevo deciso di non andare più a scuola, cosi mio padre, dopo vani tentativi di convincermi a studiare, mi obbliga ad andare a lavorare con lui nell’edilizia con una misera paga di 5.000 lire a settimana. Mi andava bene così perché ora avevo 5.000 lire a settimana che potevo giocare al bar di sera con i ragazzi più grandi di me.
A 12 anni facevo il manovale edile per mio zio e guadagnavo 200.000 lire al mese. Mia madre ogni mese me le suonava di santa ragione perché ogni volta le raccontavo una balla diversa da quella del mese prima. Come potevo raccontarle che ogni settimana giocavo i soldi guadagnati a “mazzetto” al bar???
A 14 anni mi offrono un lavoro sempre nell’edilizia, con una paga di 60.000 lire al giorno più vitto e alloggio. Quelli sì che erano soldi veri 1.500.000 lire tutti per me!!! Ora potevo giocare quando volevo e a La Spezia le bische clandestine non mancavano di certo.
Ogni 3 mesi circa tornavo al mio paese e … non avevo mai un soldo in tasca, … me li giocavo tutti o quasi.
Poi, con il passare degli anni, sono diventato un buon impresario edile. Nel 2001 guadagnavo puliti una media di 70-80 milioni di lire al mese.
Nel 2007 costruivo autostrade, ponti, gallerie e tante palazzine. Fatturavo in quel periodo circa 3.000.000 euro l’anno e 1.500.000 euro circa era il mio guadagno pulito, più 600.000 euro dell’iva che io non ho mai versato allo Stato. Mi giocavo tutto nelle bische clandestine e nei casinò di tutta Europa.
I soldi non mi bastavano mai, e alla fine sono finito in carcere, per rapine, usura, estorsione, bische clandestine, gioco d’azzardo, lesioni personali, incendi dolosi con la chiusura di vari night club, evasione fiscale, società fittizie, permessi di soggiorno falsi, e tanti altri reati. Condanna definitiva: 25 anni.
Ora sono qui, le immagini del passato si rincorrono nella mente in un infinito, crudele gioco.
Scrivere mi aiuta a ricostruire piano piano una consapevolezza, la possibilità di vedere oltre il piacere effimero del rischio.
La mia speranza ora è che i miei racconti possano in qualche modo far riflettere chi come me ha ceduto e cede al fascino del rischio, del guadagno facile e non si rende conto che sta per perdere le poche cose che sono invece essenziali nella vita di un uomo.
Questa volta voglio vincere!

Saverio C.

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Autore dell'articolo: feniceadmin