Affettività in carcere

 

Cosa si intende per l’affettività in carcere ?
Solitamente è un tabù del quale non si parla con nessuno perché è un qualcosa di molto intimo e si tende sempre a tenere nascosto i propri sentimenti verso chiunque.
In carcere come anche fuori da queste strutture ogni persona tende a mantenere segreto i propri orizzonti sessuali, i rapporti tra due persone siano essi marito moglie o anche solo fidanzati, è un tema che non si può condividere con altri salvo qualche eccezione come con una persona di famiglia o un amico di vecchia data.
In carcere non ci sono “amici” o meglio anche se nascono dei rapporti con altre persone come noi detenute, non si può parlare di vera amicizia ma di un conoscersi e cercare di trascorrere il tempo insieme, d’altronde salvo rare eccezioni, il più delle persone che incontri; sono degli sconosciuti che fino a quel momento non sapevi neppure chi fossero o da dove venissero, per cui questo comporta o meglio porta sempre a guardarsi dallo esprimersi con uno sconosciuto delle proprie cose.
L’affettività in questi luoghi è qualcosa di molto sentito e ci sono pochi modi per poterlo esprimere; esistono i colloqui con le persone care per chi ha la fortuna di poterli fare ma sono troppo poco durano lo spazio di un’ora ed esistono regole che non permettono di andare oltre ad un bacio, una carezza, e tenersi le mani, questo è penalizzante non solo per chi è detenuto ma anche per la persona che viene a fare colloquio.
Poi c’è la corrispondenza dove tutto è possibile, dove le persone si dicono tutto quello che desiderano, la lettere sono molto importanti. Oggi al di fuori di qui non si usa più la posta, è una cosa che è stata soppiantata dai telefonini ma è qualcosa di freddo impersonale dove le persone disimparano addirittura a scrivere in italiano perché esistono software che lo fanno per te e rende tutti uguali, non c’è il pathos che provoca una lettera: quando la ricevi la apri ne senti il profumo che la persona che ti ha scritto ha messo sul foglio per renderti complice in quel momento di lei.
In quelle pagine c’è il mondo intero e le leggi rileggi e poi conservi e più passano gli anni, più ne accumuli e diventi geloso e guai che qualcuno vada a toccarle.
L’affettività appartiene a tutti non ci sono distinzioni, barriere, colori, è un bene prezioso da salvaguardare e proteggere, ognuno ne ha diritto e a nessuno dovrebbe essere negata mai.

Angelo N.

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Autore dell'articolo: feniceadmin