La realtà del carcere, dalla convivenza forzata alle ingiustizie

LA NOSTALGIA
Molti di noi stanno passando un momento duro e critico, fatto di mille pensieri e di mille domande dove non tutti troviamo una risposta.
Purtroppo questo fattore ci crea molti malesseri nel nostro stato d’animo, nell’affrontare le nostre giornate già molto lunghe in quanto non ci sono attività e come riportato nell’articolo precedente le cose che si possono fare sono pari a zero!!
Noi siamo sempre “fiduciosi in un cambiamento”, ma quel cambiamento non si vede mai arrivare… è come un tunnel dove non si vede lo spiraglio della luce!!
Eppure non ci possiamo fare veramente nulla!!
L’unica nostra risorsa è la speranza in un miracolo… ma quando arriverà? Domanda molto difficile per avere una risposta.
Ad esempio, io mi trovo ristretto in questo carcere per un reato BANALE eppure la legge ha voluto darmi una condanna non da poco…” 4 anni-8 mesi-20 giorni”, ribadisco, per un reato banale che uno potrebbe scontare pure a domicilio, invece… eccomi qui!!
Sono consapevole dello sbaglio che ho fatto quando ero in libertà, e pentito di quello che ho fatto… ma purtroppo non è possibile tornare indietro…se no tornerei indietro immediatamente.
Le cose da dirvi, sarebbero veramente tantissime, da come funziona il carcere, a cosa serve, come uno ci si sente, ecc…ecc.., però se vogliamo approfondire alcuni aspetti lo faccio molto volentieri.

Primo tema: incominciamo a parlare della CONVIVENZA FORZATA che dobbiamo avere nell’istituto…
Per prima cosa siamo situati in un corridoio dove non ci sono finestre, le uniche cose che sono presenti sono le celle …poste l’una davanti l’altra, un brutto vedere in quanto si possono vedere solo cancelli con sbarre e blindi.
Abbiamo una saletta all’inizio del corridoio che viene usata per stendere la biancheria, c’è un calcetto, un ping-pong, ( ma ancora non funzionante), poi possiamo trovare delle sedie, con 2 tavoli dove possiamo giocare a carte, e di fronte ci sono le docce.
Tutto il resto sono solo celle… non è un bel vedere… anzi, mette un senso di angoscia e di agitazione.
Nel corridoio quasi tutti fumano, e purtroppo chi non fuma si deve assorbire l’odore del fumo che si trova in corridoio.

Secondo tema: LE CELLE;
Le celle sono molto piccole e alcune abbastanza disagiate, rovinate… sono piccole all’incirca 8 mq e bisogna conviverci in 2.
Sono “arredate” con 1 letto a castello, 2 armadi di legno mezzi rovinati, 2 sgabelli, 2 tavolini fissati al muro che non si possono rimuovere!!
Poi troviamo il bagno strettissimo, con solo un wc, un piccolo lavandino con solo acqua fredda… questa è la cella!!! Che dire… un vero schifo, e se bisogna essere sinceri non è a norma una cella così per 2 detenuti… Poi ci sono detenuti purtroppo con condanna alta che hanno le celle singole.

Terzo tema: IL VITTO
Il vitto che passa l’istituto è veramente pessimo… e si presenta così:
MATTINO: latte, the, caffè annacquato con acqua come con il caffè…
PRANZO: solitamente sempre pasta o riso con dentro verdure, raramente possiamo trovare un pasto decente… Di secondo, pesce o bastoncini freddi mezzo crudi… accompagnati dall’insalata che non manca mai…
CENA: ogni sera sempre e solo minestrone, formaggio o mortadella di scarsa qualità.

LE INGIUSTIZIE
Altro argomento che fa discutere molto in carcere quando si è reclusi…
Molte volte presso molti istituti penitenziari subiamo delle proprie e vere ingiustizie anche da parte del personale che ci lavora, alcuni esempi?
Eccoli:
– rapporti gratuiti… anche se non si ha fatto nulla, magari si basano solamente sulla parola di uno o più detenuti…
– Essere ripresi senza nessun motivo…
– Punizioni delle quali nemmeno lo stesso detenuto sa il perché… e tanti altri esempi ci sarebbero!!
Comunque la nostra parola qui dentro non ha valore, non ha significato, noi siamo solo dei numeri chiamati sempre per cognome!!
Dicono che il carcere è un luogo riabilitativo, ma vi assicuro che non è così come viene detto e descritto.
Anzi è un luogo dove il detenuto diventa ancora più cattivo, in quanto ristretto presso quattro mura, senza poter fare nessuna attività, e dovendo passare tutti i giorni, tutte le ore, minuti a fare niente.
C’è il detenuto che legge, il detenuto che scrive ai propri cari, chi guarda la tv, oppure chi semplicemente tutto il giorno sta coricato sul letto a pensare …pensare!!
E certamente questa non è vita, e sicuramente non è un percorso di rieducazione/abilitazione al detenuto per quando dovrà uscire da queste mura.
Io penso che il carcere rende l’uomo più nervoso/cattivo/agitato… come capita molte volte tenendo dentro molte ingiustizie che si vedono anche qui.
Purtroppo noi siamo solo detenuti, e non abbiamo facoltà di replicare o di ribattere… perché basta una parola detta male, succede l’inevitabile:
(Il cosiddetto RAPPORTO DISCIPLINARE), che ti fa perdere l’occasione di uscire 45 giorni prima da questo inferno.

CARLO M.O.

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Autore dell'articolo: feniceadmin