La miglior vendetta non è il perdono

La miglior vendetta è il perdono … (dicono)

Vendicarsi, perdonare, praticamente è come porsi un dilemma; chissà se chiedessimo a tutti gli Ebrei torturati e morti nei forni crematori, cosa direbbero della famosa frase! Cosa penserebbero di Hitler, e cosa ne penserebbero tanti altri milioni di uomini, donne e bambini che a loro volta sono state vittime di torture per il nauseante piacere di qualche pazzo tiranno nel corso dei secoli.
Pochi giorni fa, c’è stato l’anniversario del “giorno della memoria “, ma non è anche quello in un certo senso una tortura?
Ogni anno il ricordo di quello che è successo, un ricordo che fa soffrire.
Sono ormai circa otto anni che in un giorno di un determinato mese ricorre il mio giorno della memoria.
Le parole di questo titolo le ho lette poche volte, ma in compenso le ho sentite dire fino alla nausea; comunque per come la vedo io, sia che la senti, sia che la legge è una grandissima …
Mi piacerebbe sapere, per semplice curiosità, chi è stato il primo a farsela venire in mente.
Parlando di me, posso dire che potrei perdonare tante cose, anche gravi; ma non potrei e non voglio perdonare chi per un suo interesse mi toglie la vita.
Si, perché essere condannato all’ergastolo, al fine pena mai, è come essere condannato a morte e anche peggio, perché il FINE PENA MAI è una lenta tortura; il fine pena mai è la condanna che rende ridicolo, inutile, quello che dice l’articolo 27 della nostra Costituzione, quello che dice la Corte Europea, sui diritti dell’uomo.
Perciò secondo il titolo, io, dopo essere stato condannato al fine pena mai, per vendicarmi dovrei perdonare. E chi dovrei perdonare? Me stesso per non aver commesso il reato che mi ha portato alla condanna? Le forze dell’ordine per come hanno fatto le indagini? Indagini che sono state una farsa, a senso unico; hanno fatto e disfatto a loro piacimento.., ma è inutile che ne parlo, tanto ormai, come ho scritto sopra, sto scontando l’ottavo anno di detenzione, e come all’inizio di questa storia non mi ha voluto ascoltare nessuno, compresi i media ai quali mi sono rivolto con insistenza per cercare di far sentire la mia voce; ma loro magari li posso capire, perché per loro il mio caso faceva “poca audience”, e si sa che se non c’è abbastanza interesse, non interessa, anche se pensandoci bene, visto che i media vanno in cerca della verità, potevano provare ad ascoltare la mia verità. Detto questo, come si fa a dire che la migliore vendetta è il perdono?
Parlando di Media, loro sì che li dovrei perdonare; specialmente Mediaset, che dopo aver mandato a famose loro trasmissioni la mia storia, e posto domande e quesiti ai loro famosi “esperti”, hanno avuto il coraggio di dirmi di non aver mai ricevuto i miei scritti, mentre invece io ho nelle mie mani tutte le ricevute con il loro timbro dell’avvenuto ricevimento nella loro sede di Milano. Potevano dirmi che il mio caso non gli interessava, e non portarlo alle lunghe aspettando che io mi stufassi di contattarli. Pazienza.
Pazienza, perché solo una grande pazienza ti permette di sopportare determinate cose; ma non perdonare il menefreghismo di certe persone che davanti ad una telecamera fanno i giustizialisti sulle spalle degli altri, è troppo comodo.
Perciò, anche se a tanti può non piacere sentirlo o leggerlo, per me la migliore vendetta non è il perdono.

L’uomo ombra
Angelo S.

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Autore dell'articolo: feniceadmin