Ieri oggi e domani… chissà

Ieri
Sembra il nome di una trasmissione che trasmettevano anni fa in televisione, e che ogni tanto replicano ancora oggi.
È bello rivedere cose degli anni passati, perché ti riportano indietro nel tempo, a quando si era più giovani, a quando uno aveva meno pensieri, meno responsabilità; quando tutto era, o perlomeno sembrava, più facile, quando la responsabilità era un optional, quando sembrava, o tu credevi , che tutto ti fosse dovuto, quando credevi che niente e nessuno ti avrebbe potuto fermare… quando in realtà la verità, la cruda verità era che ancora non avevi capito nulla.
Ma poi un giorno hai cominciato ad aprire gli occhi, hai cominciato a riflettere sulle cose. Sarà giusto? Sarà sbagliato?
Ma il problema era che la tua riflessione non era profonda come avrebbe dovuto essere; e qui è avvenuta la perdita di un’altra grande occasione, la perdita più grande, la più importante; perché non hai capito che era arrivato il momento di dare una svolta alla tua vita.
Oggi
Oggi, per via di tutto quello che purtroppo non ho capito prima, mi ritrovo con un ergastolo sulle spalle; e pesa, ma il peso è ancora più grave perché non ho commesso quello di cui sono stato accusato; e come si fa ad andare avanti, a riuscire a vivere in una situazione del genere, pensando che poi non soffro solo io, perché fuori ho lasciato mia moglie, mio figlio, che oltretutto mi ha fatto anche diventare nonno, le mie sorelle, i miei nipoti, insomma tutti coloro a cui voglio bene, e che mi vogliono bene. Questa è una pena accessoria che appesantisce ancora di più la condanna che mi è stata data.
E per come funziona, o meglio per come vengono messe in atto le leggi nel nostro tanto amato Paese, la vedo dura che prima che la mia vita giunga al termine io possa tornare a riabbracciare i miei cari, tanto più che la condanna che mi è stata data non è neanche prevista dalla nostra Costituzione e va contro i principi dell’Unione Europea alla quale l’Italia appartiene, ma, ancora di più, secondo me fa rivoltare nella tomba i padri fondatori della nostra Costituzione.
Quest’anno in base a quello che dice la legge, entro col pieno diritto fra quelli che possono usufruire di permessi premiali, e questo nonostante che io sia stato condannato al fine pena mai (9999), perciò si potrebbe aprire una finestra che mi farebbe vedere un po’ di luce.
Domani
Chissà cosa mi riserverà il mio domani, chissà se riuscirò a rivedere la libertà prima che finisca la mia vita, chissà se questa specie di “vendetta” che il sistema (in questo caso, la magistratura) usa, dimenticandosi di quello che dice l’articolo 27 della nostra Costituzione.
Chissà se lo stesso articolo un giorno verrà finalmente interpretato nel giusto modo, per quello che dice, o se continuerà ad essere usato con libera interpretazione a seconda di questo o quell’altro giudice, perché, se fosse così, allora vorrebbe dire che qualcosa non funziona.
E chissà se un giorno finalmente verrà in mente a qualcuno che sarebbe ora di mettere mano al codice di P.P. perché è dagli anni trenta che va avanti, e sarebbe ora che il nostro amato paese si uniformasse al resto dell’Europa visto che ne facciamo parte, così magari i soldi delle multe che si risparmiano si potrebbero usare per cose utili alla comunità.
A questo punto, spero che domani…

L’uomo ombra
Angelo S.

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Autore dell'articolo: feniceadmin