L’incubo dell’isolamento

Buongiorno a tutti, oggi vi voglio raccontare cos’è l’isolamento, come funziona, e cosa si prova.

Per incominciare intendo precisare che io personalmente l’ho vissuto sulla mia pelle,  5 mesi di isolamento e vi posso garantire che non è facile da sopportare, sia a livello mentalmente che fisicamente e psicologicamente.

Quasi un anno fa ero ristretto presso un altro carcere, (non specifico quale per motivi di privacy),  ero un detenuto ubicato presso una normale sezione, dopo un periodo mi è capitato una sgradevole situazione, ho subito delle violenze da parte di altri detenuti, e sono stato obbligato ad abbandonare la sezione.

 Sono stato messo in una cella di sicurezza, chiusa tutto il giorno, con il blindo chiuso tutto il giorno. Non potevo avere contatti, parlare con nessuno per motivi di sicurezza.

L’unico momento che avevo di apertura era alla sera, alla chiusura delle altre celle, quando finalmente mi aprivano per 5/10 minuti così  potevo  andare a farmi una doccia.

E poi, dopo,  venivo rinchiuso in quella maledetta cella.

Questo calvario è durato “5 mesi”, e vi posso assicurare che al posto di essere una misura di sicurezza a mia tutela, era una vera tortura.

Il direttore e il  comandante,  appena successo il fatto, mi comunicarono che a breve sarei stato trasferito in un altro istituto per poter continuare a scontare il resto della mia pena in maniera umana … ma purtroppo non erano pochi giorni come dicevano, passarono ben 5 mesi.

Nella cella di sicurezza dove ero stato messo, non c’era nulla, quello che c’era era solo UN LETTO, UN TAVOLINO per mangiare e scrivere.

Niente TV, niente radiolina personale per poter ascoltare un po’ di musica, nessuna rivista da leggere.

Le mie giornate erano molto pesanti, stressanti, infinite. L’unica cosa che potevo fare era scrivere a casa ai miei cari, e dormire tutto il giorno almeno per far passare il tempo più velocemente, senza soffrire troppo questa chiusura.

Il brutto di quando mi svegliavo, era che i miei occhi vedevano sempre le stesse cose.

Con il passare del tempo ciò mi ha comportato diversi scompensi fisici, psicologici ad esempio:  il non avere appetito,  gli occhi che mi facevano male a guardare la luce essendo che vedevo solo sbarre e non potevo andare all’aria a vedere un po’ la luce del sole.

Dopo 2 mesi ho incominciato a parlare da solo, con l’armadietto, camminavo come un pazzo dentro alla cella.  Su e giù in una cella di  6 metri quadrati.

A quel punto ho chiesto aiuto per avere un supporto psicologico, per poter parlare un pochino con un’ essere umano e non con un mobile o da solo come mi stava capitando.

Ho conosciuto uno psicologo molto bravo, che mi parlava, mi faceva sfogare, mi diceva cerca di tenere duro che tutto sarebbe passato.

Quando finiva il colloquio, il mio incubo rincominciava non appena rimettevo piede dentro quella maledetta cella di tortura.

Intendo precisare che non sono stato messo in isolamento perché ho creato casini o altro, sono stato messo lì perché purtroppo mi è capitata una cosa bruttissima che non mi va di spiegare essendo molto delicata.

Ora vi spiego cosa si prova a stare in isolamento;

° 1) senso di rabbia ….    2) frustrazione …..     3) depressione ….    4) voglia di piangere, urlare dal male e dalla rabbia, la sensazione dell’abbandono totale, è come essere uno “scatolone depositato in una stanza dove nessuno ti vuole  vedere, ascoltare”!!

Insomma, l’isolamento non può essere definito come una misura di tutela, o di punizione, al massimo si può definire una STANZA DEGLI ORRORI.

L’isolamento solitamente è fatto per chi crea problemi, per chi viola il regolamento, per chi fa caos e per tanti altri motivi.

La cosa più  assurda, che siamo nel 2021 e ancora tutt’ora esiste questa punizione orrenda, questa cella di tortura.

E pensare che ci sarebbero molte altre soluzioni per chi sbaglia, che sicuramente sarebbero molto più umane e funzionerebbero, ad esempio fare del volontariato.

Cari lettori, purtroppo questa è la realtà di cosa accade all’interno delle carceri e di quello che ho passato io personalmente e che passano molti altri detenuti!!

QUESTO NON È UMANO … È DISUMANO ESSERE TRATTATI COSÌ!

M.O.CARLO

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Autore dell'articolo: feniceadmin