{"id":110,"date":"2018-12-03T17:38:10","date_gmt":"2018-12-03T16:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=110"},"modified":"2018-12-04T20:22:31","modified_gmt":"2018-12-04T19:22:31","slug":"affettivita-e-carcere-un-binomio-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=110","title":{"rendered":"Affettivit\u00e0  e  Carcere:  un  binomio  (im)possibile?"},"content":{"rendered":"<h4>Coniugare carcere e affettivit\u00e0 non \u00e8 impossibile, in molti istituti, in Italia e all&#8217;estero, \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-111 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/affettivit\u00e0-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"355\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/affettivit\u00e0-300x201.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/affettivit\u00e0-110x74.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/affettivit\u00e0-420x282.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/affettivit\u00e0.jpg 505w\" sizes=\"auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/>Bella domanda. Posso iniziare il mio articolo parlando di una \u201cMia Ferita\u201d, sempre aperta e sanguinante\u2026l\u2019Affettivit\u00e0.<br \/>\nAh, dimenticavo la mia presentazione; il mio nome \u00e8 Luca, ho 41 anni e mi trovo recluso da quasi 11 anni e mezzo. In tutto ho \u201cvisitato\u201d diversi istituti penitenziari, ho fatto un sacco di cose, ho pensato ai miei sbagli passati, ho riflettuto sul presente e sul futuro ed ho sempre pregato e prego tuttora. Ma c\u2019\u00e8 una cosa che non ho Mai smesso di fare, coltivare l\u2019Affettivit\u00e0 della Mia Amata Famiglia, dei Miei Cari Genitori, Pap\u00e0 e Mamma, che mi aspettano fuori, e che io, ogni volta, aspetto che vengano qui dentro da me, per i colloqui.<br \/>\nE\u2019 un\u2019attesa costante e dolorosa che si protrae da anni, da una regione all\u2019altra, e da carcere a carcere.<br \/>\nLoro sono anziani ed hanno i loro problemi di salute uniti alle difficolt\u00e0 economiche; il tutto accompagnato dall\u2019incombenza per dover raggiungere le varie strutture penitenziarie ove sono stato, indurita dal dolore e dalla sofferenza per tale situazione. Sono le uniche Due persone che non mi hanno Mai abbandonato, sostenendomi sempre in tutti i modi e dandomi la Forza ed il Coraggio per andare avanti, alla ricerca di una Vita Nuova e di un Futuro Migliore; gli voglio un mare di bene e darei la Vita per loro.<br \/>\nI colloqui visivi, per me, sono giorni \u201cBenedetti da Dio\u201d, e sono \u201ca sorpresa\u201d, poich\u00e9 non so mai quando vengono, anche se li aspetto sempre con tanta gioia; per fare un esempio che renda bene l\u2019idea, un po\u2019 come un bimbo che, dopo aver scritto la sua letterina, aspetta l\u2019arrivo di Babbo Natale.<br \/>\nIn questi ambienti l\u2019Affettivit\u00e0 \u00e8 un bene prezioso per noi detenuti, da conservare e preservare, ma, nel contempo, \u00e8 rara, \u00e8 come l\u2019acqua nel deserto, pu\u00f2 salvare la Vita.<br \/>\nUscendo da un discorso soggettivo e volendo ampliarlo al \u201cPianeta Carcere\u201d , si evince che, un\u2019interessante iniziativa, in collaborazione con Antigone (Associazione per i diritti e le garanzie del sistema penale) e con l\u2019avallo dell\u2019On. Rita Bernardini, dalla Presidenza del Partito Radicale, ha posto in essere l\u2019attenzione sul tema interdisciplinare dell\u2019Affettivit\u00e0 in carcere. All\u2019esame da parte delle Commissioni Speciali del Parlamento dello schema di decreto sulla riforma dell\u2019Ordinamento Penitenziario, s\u2019impone, infatti, una riflessione sul binomio \u201clibert\u00e0-dignit\u00e0\u201d anche (e soprattutto) all\u2019interno della realt\u00e0 carceraria, ove il rispetto del detenuto e, in particolare, la tutela della sua sfera affettiva, sono destinati ad assumere una grande rilevanza.<br \/>\nLe restrizioni dovute all\u2019ingresso in carcere del detenuto non si arrestano alla primaria privazione della libert\u00e0, ma vanno oltre, comportando la sospensione dei rapporti umani e delle relazioni personali, familiari ed intimo-affettive. All\u2019interno del carcere, salvo rare eccezioni e qualche \u201cbacio rubato\u201d durante i colloqui, la sfera affettiva e sessuale del detenuto \u00e8 del tutto negata. Interrompere il flusso dei rapporti umani ad un singolo individuo significa \u201camputarlo\u201d di quelle dimensioni sociali che lo hanno generato, nutrito e sostenuto. Il carcere demolisce, anno dopo anno, quella che si potrebbe definire \u201cl\u2019identit\u00e0 sociale del detenuto\u201d.<br \/>\nIl Consiglio dei Ministri Europeo ha raccomandato agli Stati membri di permettere ai detenuti di incontrare il\/la proprio\/a partner senza sorveglianza visiva durante la visita (Raccomandazione R (98)7, regola n. 68). Parimenti, anche l\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa ha raccomandato di mettere a disposizione dei detenuti dei luoghi per coltivare i propri affetti (Raccomandazione 1340 (1997) relativa agli effetti della detenzione sui piani familiari e sociali).<br \/>\nBen 31 Stati su 47 componenti del Consiglio d\u2019Europa prevedono nel proprio ordinamento interno, attraverso svariate procedure, la possibilit\u00e0 per il detenuto di accedere a visite affettive con il proprio partner. Ricordiamo, tra gli altri, Russia, Francia, Olanda, Svizzera, Finlandia, Norvegia, ed Austria. In Germania e Svezia, addirittura, negli istituti penitenziari sono stati edificati dei miniappartamenti dove il detenuto \u00e8 autorizzato a vivere per alcuni giorni con la famiglia.<br \/>\nAnche fuori dall\u2019Europa accade similmente. In Canada le visite coniugali avvengono, dal 1980, in apposite roulotte esterne al carcere. In America, fin dagli anni \u201990, in un campo di lavoro nel Mississipi, ogni domenica i prigionieri hanno la possibilit\u00e0 di ricevere in visita una \u201cprofessionista del sesso\u201d. Le visite intime sono ammesse anche in India, Israele e Messico; e l\u2019elenco potrebbe continuare.<br \/>\nIn Italia, c\u2019\u00e8 stata la proposta di legge 653\/86 (poi abrogata), che ha considerato l\u2019idea di introdurre delle apposite \u201ccelle per l\u2019amore\u201d, in modo che il detenuto potesse mantenere un legame di coppia preesistente. Inutile dire come l\u2019argomento abbia suscitato cos\u00ec tante perplessit\u00e0 da essere presto stato messo da parte.<br \/>\nIl controllo visivo violerebbe, in buona sostanza, la dignit\u00e0 umana del detenuto, non permetterebbe il pieno sviluppo della sua personalit\u00e0, andando ad incidere negativamente sulla rieducazione e sulla salute, soprattutto poich\u00e9, di fatto, impedirebbe i rapporti affettivi, cos\u00ec raffigurandosi alla pari di un trattamento contrario al senso di umanit\u00e0.<br \/>\nLa proposta di introdurre delle \u201cstanze dell\u2019affettivit\u00e0\u201d o \u201clove rooms\u201d \u00e8 tornata di recente all&#8217;attenzione, soprattutto grazie agli Stati Generali sull\u2019Esecuzione Penale, una commissione di esperti nel mondo del carcere voluta dal Ministro Orlando, che ha terminato i lavori nel 2016. Per l\u2019Affettivit\u00e0 in carcere, la commissione ha proposto l\u2019istituto della \u201cvisita\u201d, diversa dal \u201ccolloquio\u201d, da svolgersi senza il controllo visivo e\/o auditivo del personale di sorveglianza in \u201cunit\u00e0 abitative\u201d collocate all&#8217;interno dell\u2019istituto, separate dalla zona detentiva con pulizia affidata ai detenuti, e da svolgersi in un \u201copportuno lasso temporale\u201d.<br \/>\nIn via sperimentale, nel carcere di Milano Opera, sono state recentemente edificate le \u201cstanze dell\u2019Affettivit\u00e0\u201d, formate da una cucina, un frigorifero, un tavolo con le sedie e da un divano con un televisore. Per un giorno intero i detenuti ammessi potranno parlare, prendere un caff\u00e8, giocare, abbracciarsi e baciarsi come una famiglia normale dimenticando di essere dentro un carcere. Al beneficio sarebbero ammesse 16 famiglie, selezionate appositamente dagli educatori, ogni anno, perch\u00e9 considerati i nuclei familiari pi\u00f9 sofferenti.<br \/>\nAugurandomi che vengano attuate delle migliorie nel \u201cNostro Mondo\u201d, e sperando di essere stato chiaro ed esauriente, concludo il mio scritto su un tema che, per sua natura, appare particolarmente complesso e delicato. A voi lettori auspico una partecipazione ampia e costruttiva, onde garantire una sinergia di vedute e vostri commenti. Grazie.<\/p>\n<p><em>Luca D.<\/em><\/p>\n<p><em>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a:<\/em>\u00a0<a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coniugare carcere e affettivit\u00e0 non \u00e8 impossibile, in molti istituti, in Italia e all&#8217;estero, \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0 Bella domanda. 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