{"id":1107,"date":"2021-11-21T20:32:02","date_gmt":"2021-11-21T19:32:02","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1107"},"modified":"2021-11-22T09:37:44","modified_gmt":"2021-11-22T08:37:44","slug":"il-diritto-allo-studio-universitario-sulla-carta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1107","title":{"rendered":"Il diritto allo studio universitario&#8230;sulla carta"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un capitolo dell\u2019annuale &#8220;Rapporto sulle condizioni di detenzione&#8221; redatto dalla Associazione Antigone nel 2019 che riguarda la possibilit\u00e0 di seguire studi universitari in carcere. Ne riportiamo alcuni brani:<br><em><strong>I poli universitari in carcere<\/strong>  (a cura di Franco Prina)<br>Come per ogni aspetto della vita carceraria, non mancano norme che, &#8220;sulla carta&#8221;, affermano tra i diritti dei detenuti anche quello di perseguire gli studi, a diversi livelli, dunque anche universitari.<br>I principali richiami a tale diritto si collocano nel contesto della riforma dell&#8217;ordinamento carcerario che apr\u00ec, nel 1975, gli istituti, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, alla logica e ai discorsi, ancorch\u00e9 non al loro effettivo riconoscimento dei diritti. Le formule utilizzate non sono cos\u00ec nette come l&#8217;affermazione di un vero e proprio &#8220;diritto&#8221; richiederebbe. All&#8217;art.19 della legge 26 luglio 1975, n.354 si afferma &#8220;\u00e8 agevolato il compimento degli studi dei corsi universitari ed equiparati&#8221;. Una agevolazione (assimilabile a un favore o a una concessione) che \u00e8 cosa ben diversa dall&#8217;affermazione di un diritto pienamente esigibile.<\/em><br><em>-Un po&#8217; pi\u00f9 diffusamente la questione \u00e8 affrontata con il DPR 29 aprile 1976 n.431 (regolamento di esecuzione della L26 luglio 1975 n.354) che dedica agli studi universitari due articoli, (il 42 e il 44) in cui ribadisce il principio dell&#8217;agevolazione per il compimento degli studi attraverso &#8220;opportune intese con le autorit\u00e0 accademiche per consentire agli studenti di usufruire di ogni possibile aiuto e di sostenere gli esami&#8221;.<br>-Sulla base degli accordi sollecitati dal citato art.42, si avviano in Italia molte esperienze in differenti istituti attraverso un numero crescente di universit\u00e0. Ma poco cambia sul piano normativo quando, con il DPR 30 giugno 2000 n.230 (regolamento recante norme sull&#8217;ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libert\u00e0) si modifica quello del 1976. L&#8217;art.44 riproduce il precedente 42. Salvo l&#8217;aggiunta di un comma che pone l&#8217;attenzione sull&#8217;esigenza di garantire alcune condizione che rendano pi\u00f9 facile l&#8217;impegno per lo studio, i detenuti, studenti universitari, possono essere assegnati, ove possibile in camere e reparti adeguati allo svolgimento dello studio.<br>-Sul piano delle norme di diritto positivo in vigore, questo \u00e8 praticamente tutto.<br>Negli anni pi\u00f9 recenti, la questione del diritto allo studio universitario \u00e8 tornata ad affacciarsi, purtroppo rimanendo sul piano delle ottime elaborazioni e delle pregevoli intenzioni, nei lavori degli Stati Generali sull&#8217;esecuzione penale che, nei loro documenti e nelle loro proposte, ne hanno ripreso il senso. Intanto affermando chiaramente che si doveva entrare in un ottica diversa, quella appunto di considerare lo studio un diritto, e prospettando alcune condizioni per renderlo effettivo: l&#8217;istruzione e la formazione professionale sono da considerare come diritti permanenti e irrinunciabili della persona, nell&#8217;ottica di un processo di conoscenze e di consapevolezze che accompagna il soggetto per tutta la sua &#8220;esistenza&#8221;. Sappiamo che l&#8217;amplissimo orizzonte di riforme che dai documenti elaborati dagli Stati Generali avrebbero dovuto trarre alimento si \u00e8 tradotto in ben poca cosa. Cos\u00ec non stupisce che nei decreti legislativi di riforma dell&#8217;ordinamento penitenziario approvati il 27 settembre 2018, poco cambi dell&#8217;impostazione del quarto comma dell\u2019 art. 19 della legge 26 luglio 1975 n.354, che ribadisce come siano agevolati la frequenza e il compimento degli studi universitari e tecnici superiori, anche attraverso convenzioni e protocolli d&#8217;intesa con istruzioni universitarie. Il termine &#8220;agevolazione&#8221; resta intatto, mentre non compare alcun riferimento al diritto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1108\" width=\"485\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone.jpg 960w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone-300x200.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone-768x512.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone-110x73.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone-420x280.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/alone-645x430.jpg 645w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em> Solo aspetto interessante la modifica dell&#8217;art.42 che riguarda i trasferimenti, in cui si prospettano due cose importanti: da un lato, l&#8217;esigenza di considerare lo studio, tra i criteri da considerare per la disposizione dei trasferimenti Il ragionare di studio come diritto ha fondamento nel principio che la privazione della libert\u00e0 disposta come sanzione base al codice penale per determinati atti, non pu\u00f2 implicare la compressione di altri diritti. Tuttavia, per questo, come per altri, il riconoscimento si fonda su affermazioni normative non certamente imperative, tali cio\u00e8 da configurare una omissione in capo a responsabili delle istituzioni penitenziarie qualora non sia garantito. Di conseguenza possiamo dire che non \u00e8 mai stata formulata, in questo campo, una &#8220;politica&#8221; che definisse a livello nazionale e per tutti coloro che si trovassero nelle condizioni di voler esercitare tale diritto, condizioni, impegni e risorse indispensabili allo scopo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em> Di fatto la storia di ciascuno dei Poli negli istituti penitenziari \u00e8 storia, spesso casuale, di un incontro tra tre interessi e volont\u00e0: gli interessi esplicitati da detenuti o rappresentati alle universit\u00e0 da parte da chi \u00e8 in contatto con loro (avvocati, volontari, parenti); le sensibilit\u00e0 e volont\u00e0 di singoli docenti; le disponibilit\u00e0 di Direzioni e responsabili PRAP a favorire l&#8217;incontro tra detenuti e universit\u00e0 e, in alcuni casi, a creare le condizioni per &#8220;agevolare&#8221; il compimento degli studi dei detenuti interessati.<br>-La possibilit\u00e0 di esercitare il diritto allo studio universitario non \u00e8 data a tutti coloro che sarebbero nelle condizioni di esercitarlo e avrebbero l&#8217;interesse di farlo. Dipende dal carcere nel quale ci si trova, dalla capacit\u00e0 di attivazione presso le amministrazioni e le strutture didattiche universitarie di chi \u00e8 in contatto con il detenuto interessato, dall&#8217;interesse e sensibilit\u00e0 di alcuni docenti. Per questo molte aree (intere regioni) e molti istituti penitenziari non offrono, almeno al moment<\/em>o, questa opportunit\u00e0, n<em>on essendo questo n\u00e9 un impegno normativamente regolato sul versante delle universit\u00e0, n\u00e9 un vero e proprio diritto esigibile in maniera incondizionata.<br>Questo \u00e8 un panorama di cui per la prima volta si ha piena consapevolezza, essendo stati raccolti una serie di dati importanti riferiti all&#8217;anno accademico 2019\/20. La conferenza nazionale raggruppa al momento 30 universit\u00e0 che sono presenti, in modi e con gradi di intensit\u00e0 variabili relativamente a numero di studenti e attivit\u00e0 didattiche realizzate, in 70 istituti penitenziari (di tipi diversi). La distribuzione sul territorio di universit\u00e0 e carceri \u00e8 piuttosto ampia, anche se, vi sono alcune regioni, in cui l&#8217;incontro tra universit\u00e0 e carcere non si \u00e8 &#8220;ancora&#8221; concretizzato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell&#8217;anno accademico 2019\/20 sono, complessivamente, circa 800 gli studenti iscritti. In prevalenza detenuti, ma non mancano persone in esecuzione penale esterna che in genere hanno intrapreso gli studi in carcere e li proseguono nel momento di ottenimento di benefici (a volte essendo la prosecuzione degli studi elemento importante del programma sottoposto alla valutazione del Magistrato di sorveglianza).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Concludendo<\/strong>, avendovi spiegato dettagliatamente come funzionano gli studi e i trasferimenti, vi assicuriamo che tutto ci\u00f2 che \u00e8 previsto \u00e8 bello ma purtroppo nel senso pratico non \u00e8 cos\u00ec, bisogna lottare anche per un singolo trasferimento per studiare, o poter partecipare a concorsi proposti da altri istituti.<br>I trasferimenti per motivi di studio, professionali o lavoro dovrebbero essere garantiti, assicurati e non che devono essere valutati perch\u00e9 ci\u00f2 che si chiede fa parte del trattamento intramurario e non \u00e8 che uno non vuole restare in un determinato istituto penitenziario ma esistono istituti che non hanno nulla da offrirti, perci\u00f2 se vuoi dare una svolta alla tua vita interna devi migrare in un altro istituto mirando bene a ci\u00f2 che possa offrirti.<br>Nemmeno chiedessimo di poter andare a casa nostra, noi chiediamo semplicemente un trasferimento per poter sfruttare questo tempo al meglio, per arricchire noi stessi e poter dare una nuova immagine e tutto ci\u00f2 che di buono abbiamo appreso un giorno poterlo portare all&#8217;infuori di queste mura e magari renderlo utile per il futuro.<br><\/p>\n\n\n\n<p>A presto un saluto<br><em>OMAR P.<br>UOMO OMBRA ANGELO S.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a: redazione.lafenice@varieventuali.it oppure accedi a Facebook alla pagina La fenice \u2013 Il giornale dal carcere di Ivrea (@lafenice.giornaledalcarcere)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un capitolo dell\u2019annuale &#8220;Rapporto sulle condizioni di detenzione&#8221; redatto dalla Associazione Antigone nel 2019 che riguarda la possibilit\u00e0 di seguire studi universitari in carcere. 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