{"id":1193,"date":"2022-03-24T16:38:29","date_gmt":"2022-03-24T15:38:29","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1193"},"modified":"2022-03-24T16:39:39","modified_gmt":"2022-03-24T15:39:39","slug":"il-carcere-dallantichita-ad-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1193","title":{"rendered":"Il carcere dall&#8217;antichit\u00e0 ad oggi"},"content":{"rendered":"\n<p>INTRODUZIONE<br>Carcere: Luogo in cui sono custoditi, o perch\u00e9 in attesa di giudizio (carcere giudiziario) o per scontare una pena detentiva (istituto di pena), i soggetti ritenuti autori di reati. Nel tempo esso ha subito, in quasi tutte le societ\u00e0, un&#8217;evoluzione<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mamertino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1194\" width=\"405\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mamertino.jpg 259w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mamertino-110x82.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>SOCIETA\u2019 ANTICHE E ANCIEN R\u00c9GIME<br>Secondo il Codice giustinianeo, il carcere doveva &#8220;presiedere alla custodia, non alla punizione&#8221;, in quanto il reo scontava pene diverse: morte, esilio, lavori forzati. Il carcere era quindi un luogo di custodia, spesso sotterraneo per ragioni di sicurezza, come, per esempio, il Carcere Mamertino a Roma. Anche nelle civilt\u00e0 orientali, come in Europa, si possono vedere luoghi di custodia, spesso inseriti in castelli o fortificazioni, come le celebri &#8220;segrete&#8221;. Ma non si trattava di luoghi di detenzione prolungata, se non in casi rarissimi, come quelli di personaggi molto potenti, tolti dalla circolazione dai loro rivali e tenuti prigionieri in veri e propri alloggi custoditi, non di rado confortevoli secondo gli standard dell&#8217;epoca: celebre \u00e8 il caso della torre di Londra.<br>La pena pi\u00f9 diffusa per i reati comuni, una volta superato lo stadio della vendetta, consistette invece a lungo \u2014 e in molti paesi consiste tuttora \u2014 non nella detenzione, ma nei lavori forzati, che nell&#8217;antica Roma venivano svolti perlopi\u00f9 nelle miniere e ai remi delle navi, consuetudine ripresa anche dalla Repubblica di Venezia, che ha in tal modo consegnato alla lingua italiana il sinonimo di carcere: la galera. Il confine tra pena e schiavit\u00f9 era quindi piuttosto labile.<br>Il carcere rest\u00f2 anche per l&#8217;Inquisizione un luogo privilegiato della custodia del reo in attesa di giudizio. Neppure la Bastiglia era un vero e proprio carcere: quando fu presa d&#8217;assalto, il 14 luglio 1789, vi erano rinchiuse sette persone.<\/p>\n\n\n\n<p>LA DETENZIONE COME PENA PRIVATIVA E RIABILITATIVA<br>In et\u00e0 moderna, col capitalismo e il sopravvento del lavoro salariato, al concetto di libert\u00e0 individuale cominci\u00f2 a fare da contrappeso quello di privazione della libert\u00e0 come pena, soprattutto davanti a insolvenza pecuniaria. Grazie in seguito alla diffusione dell&#8217;opera di Cesare Beccaria, si fece poi strada il concetto di recuperabilit\u00e0 del reo, per cui alla detenzione, volta soprattutto a porre la societ\u00e0 al riparo dalla contaminazione di colui che ne aveva violato le regole, venne collegata la riabilitazione, dapprima con l&#8217;intervento puramente edificante dei religiosi, e quindi, in tempi pi\u00f9 recenti, con l&#8217;introduzione di programmi formativi e ricreativi appositi, contemplanti anche una attivit\u00e0 lavorativa retribuita.<\/p>\n\n\n\n<p>GLI ISTITUTI DI PENA IN ITALIA<br>Secondo la Costituzione italiana le pene &#8220;non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere alla rieducazione del condannato.&#8221; In omaggio al dettato costituzionale, la riforma carceraria del 1975 ha sostituito il sistema vessatorio ed esclusivamente punitivo risalente al regime fascista con un trattamento penitenziario il pi\u00f9 possibile aderente alla personalit\u00e0 individuale o di gruppo, che riserva un ruolo fondamentale alle attivit\u00e0 formative, in particolare di formazione professionale.<\/p>\n\n\n\n<p>DALL&#8217;ANTICHITA&#8217; DEL CARCERE AL CARCERE &#8220;MODERNO<br>Nel 1986 a ci\u00f2 si \u00e8 aggiunta la legge che prende il nome dal suo presentatore in parlamento, il senatore Giovanni Gozzini, con la quale \u00e8 stato strutturato un sistema di misure alternative alla pena detentiva (assistenza sociale, semilibert\u00e0, permessi per lavoro, periodi di attivit\u00e0 esterna, abbreviazione dei termini) da applicare caso per caso e in presenza di determinate condizioni, tendente, oltre che a fini riabilitativi, anche a sollevare il sistema penitenziario da un carico eccessivo di detenuti.<br>Sempre e sempre ancora carcere, nulla o poco \u00e8 cambiato. Si parlava in grandi epoche fa di reinserimento e rieducazione e non accadeva, oggi si parla di reinserimento e rieducazione e nulla accade. Sono grandi parole lasciate al vento, mai applicate o applicate a modo proprio a seconda del carcere, saremo ripetitivi ma oggi vi abbiamo voluto portare indietro nel tempo per farvi capire che non sempre il tempo sistema o migliora le cose.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Omar P<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a: redazione.lafenice@varieventuali.it oppure accedi a Facebook alla pagina La Fenice &#8211; il giornale dal carcere di Ivrea<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTRODUZIONECarcere: Luogo in cui sono custoditi, o perch\u00e9 in attesa di giudizio (carcere giudiziario) o per scontare una pena detentiva (istituto di pena), i soggetti ritenuti autori di reati. 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