{"id":170,"date":"2019-02-15T17:08:09","date_gmt":"2019-02-15T16:08:09","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=170"},"modified":"2019-02-19T17:07:55","modified_gmt":"2019-02-19T16:07:55","slug":"un-cane-abbandonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=170","title":{"rendered":"Un cane abbandonato"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019abbandono di un detenuto come metafora della vita, il percorso a ostacoli sulla strada del reinserimento.<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-171 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cane-abbandonato-539020.610x431-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cane-abbandonato-539020.610x431-300x212.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cane-abbandonato-539020.610x431-110x78.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cane-abbandonato-539020.610x431-420x297.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cane-abbandonato-539020.610x431.jpg 610w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cane-abbandonato-539020.610x431-609x430.jpg 609w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/>Un detenuto, dal giorno in cui viene arrestato ed accompagnato in una delle patrie galere di questo bellissimo paese chiamato Italia, deve passare attraverso delle trafile di routine che si usano come prassi presso gli istituti penitenziari.<br \/>\nMatricola: compilazione della scheda personale, foto segnaletiche, impronte digitali, segni particolari (tatuaggi, cicatrici, voglie etc.).<br \/>\nDopo l\u2019obbligatorio passaggio in matricola ci si occupa delle sue problematiche di salute e di dipendenza dalle sostanze, tramite medici, infermieri, assistenti sociali, psichiatri, psicologi\u2026 Una volta fatto ci\u00f2 viene assegnato ad una sezione, ad una cella e ad una branda; gli vengono fornite lenzuola e suppellettili. Successivamente, con il passare del tempo, ci si preoccupa di inserirlo in qualche contesto scolastico e\\o lavorativo.<br \/>\nQuindi immaginate voi quante risorse umane e materiali vengono investite per la buona riuscita di tutto ci\u00f2. Specialisti, professionisti, agenti di custodia e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta vengono messi in campo.<br \/>\nPoi ci sono i volontari religiosi, i pastori, i ministri di culto che, puntualmente, ogni settimana predicano per far conoscere la parola di Dio, studiano la Bibbia con commenti, metafore e punti di vista sui vari passi.<br \/>\nCi sono volontari che si occupano del lato giuridico, tipo richieste di pensione di invalidit\u00e0, disoccupazione, la spiegazione dettagliata di un articolo penale ecc. ecc. Questo tipo di volontariato si chiama sportello giuridico, al quale si pu\u00f2 accedere una volta alla settimana su richiesta del detenuto.<br \/>\nTroviamo poi i volontari della Caritas che, in collaborazione con i religiosi interni all\u2019istituto, si occupano del vestiario (usato) per i pi\u00f9 bisognosi, come gli extracomunitari, o chi fuori dalle mura del carcere non ha pi\u00f9 nessuno, o anche chi, per la gravit\u00e0 del reato, \u00e8 stato abbandonato dai propri cari. Ed infine troviamo le benedette cooperative sociali, le quali si occupano di formare una parte dei detenuti, per la maggior parte soprattutto quelli che hanno una pena da espiare abbastanza lunga, che sia di almeno 5 anni. Queste cooperative, grazie ai tanti bravi professionisti che ogni giorno accedono agli istituti penitenziari per insegnare un mestiere agli ultimi, la dignit\u00e0 a chi la dignit\u00e0 l\u2019aveva perduta assieme all\u2019autostima, cercano di fortificare l\u2019anima, la mente ed il corpo di ogni singolo lavoratore detenuto, al punto tale che, a volte, riescono a farli sentire orgogliosi di mandare a casa ogni mese, attraverso un vaglia postale, una bella somma di denaro, 200-300 \u20ac, pi\u00f9 gli assegni famigliari, per chi ha figli a carico.<br \/>\nLi fa sentire orgogliosi di riuscire a far fronte alle spese processuali e offrire generosamente 112 \u20ac al mese al Ministero che li prende in automatico da ogni busta paga di ogni detenuto lavorante, per riuscire a pagare una somma di denaro come risarcimento danni dovuto alle vittime.<br \/>\nAdesso, amici ed amiche lettori, vi chiedo pi\u00f9 attenzione nel prosieguo della lettura.<br \/>\nImmaginate quindi un detenuto che \u00e8 entrato in carcere nel 2005, con recidiva di rapinatore, spacciatore ecc. ecc. con una condanna da espiare di 10 anni, che viene scarcerato nel 2013 grazie ad uno sconto di pena di 2 anni per via della buona condotta intramuraria tenuta, visto che ha lavorato come centralinista al call center, come pasticcere, come operaio addetto all\u2019assemblaggio bici, oppure come operaio manovale, occupandosi della ristrutturazione dello stesso istituto.<br \/>\nLo chiamano nell\u2019ufficio matricola e gli comunicano che la sua condanna \u00e8 finita, di prepararsi tutta la sua roba e di lasciare il carcere.<br \/>\nAmici e amiche lettori insisto chiedendovi sempre pi\u00f9 attenzione nella lettura.<br \/>\nIl detenuto, per la gioia dovuta alla notizia, inizia ad urlare: \u201cSono libero! sono libero! sono libero!\u201d. Saluta gli amici con cui per anni ha condiviso gioie e dolori, e si appresta a varcare i pesanti cancelli di ferro, destinazione Libert\u00e0. Cos\u00ec, tutto d\u2019un tratto, nel giro di qualche ora, si ritrova sputato dallo Stato nel mondo della societ\u00e0 civile.<br \/>\nLa prima cosa che fa \u00e8 alzare gli occhi al cielo e sussurrare la frase: \u201cGrazie Dio\u201d.<br \/>\nSi affretta ad un bar per riprovare la piccola gioia di prendere un caff\u00e8 in una tazza di porcellana, mescolando lo zucchero usando un cucchiaino di metallo, piccole cose assolutamente negate, nelle carceri.<br \/>\nQuelli che hanno ancora i propri cari \u201ccorrono\u201d verso casa, affacciandosi dal finestrino del loro mezzo per sentire il vento accarezzargli il volto ed osservare il paesaggio, una vista per cos\u00ec tanto tempo negata.<br \/>\nQuelli che non hanno pi\u00f9 nessuno ad aspettarli, e nemmeno una casa, si recano in una pensioncina per affittare una camera a poco prezzo con i soldi messi da parte in tutti gli anni di lavoro svolti nel carcere.<br \/>\nNei giorni successivi l\u2019ormai ex detenuto si reca negli uffici esterni della cooperativa dove lavorava all\u2019interno del carcere chiedendo di essere assunto anche all\u2019esterno del penitenziario, ma gli viene detto che non \u00e8 possibile assumerlo.<br \/>\nAllora lui non si scoraggia e si reca dai volontari della chiesa chiedendo se lo possono aiutare per un inserimento lavorativo; gli viene detto: \u201cSe sappiamo qualcosa al riguardo ti facciamo sapere\u201d.<br \/>\nSi reca successivamente dal pastore evangelista che aveva conosciuto in carcere, chiedendogli aiuto, sempre per un inserimento socio-lavorativo.<br \/>\nMa anche dal pastore gli viene detto: \u201cTi faremo sapere\u201d.<br \/>\nA quel punto si reca presso le agenzie interinali, chiedendo di essere inserito nella lista di attesa per un occupazione lavorativa.<br \/>\nIn tutto ci\u00f2 passano circa due mesi, durante i quali soldi iniziano a scarseggiare; tutte le porte a cui bussava, e che lui sperava fossero aperte, gli vengono sbattute in faccia.<br \/>\nSi rende conto della realt\u00e0, che si trova ancora una volta da solo in mezzo alla societ\u00e0 per bene.<br \/>\nTutte le speranze, tutti i progetti e tutti i sogni svaniscono tutto d&#8217;un tratto.<br \/>\nCos\u00ec, l\u2019ex detenuto, restando senza pi\u00f9 denaro in tasca, si reca in un minimarket e con coltello alla mano lo rapina.<br \/>\nLa sua breve fuga dura un\u2019ora; viene arrestato e condotto nel carcere che lui aveva lasciato solo 3 mesi prima.<br \/>\nDopo la solita prassi di routine, gli agenti di custodia lo accompagnano in una cella.<br \/>\nOrmai il detenuto, sapendo della sua recidiva come rapinatore, era consapevole che meno di 8 anni di pena non gli avrebbero dato; cos\u00ec, aspettando la sera, dopo aver detto l\u2019ultima preghiera, con la cintura dell\u2019accappatoio legata alla finestra del bagno, si lascia andare e, finalmente, almeno la sua anima ritrova la libert\u00e0.<br \/>\nAmici ed amiche lettori, dopo aver conosciuto questa storia attraverso questo articolo, io propongo allo Stato di questo paese una soluzione per il sovraffollamento delle carceri, per la recidiva e per la sicurezza stessa della societ\u00e0: propongo una sorta di sostegno di minimo 6 mesi del detenuto al momento della sua scarcerazione, con inserimento socio-lavorativo e monitoraggio delle sue condizioni sociali ed economiche, attraverso gli uffici dell\u2019assistenza sociale e gli organi competenti; cos\u00ec facendo potremmo forse un giorno paragonarci ai paesi pi\u00f9 sicuri e civili d\u2019Europa, come la Norvegia o la Finlandia, per esempio.<br \/>\nE voi, cosa ne pensate???<br \/>\nSiamo aperti ad ogni proposta e riflessione in merito\u2026<\/p>\n<p><em>Francesco C.<\/em><\/p>\n<p><em>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a: <a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019abbandono di un detenuto come metafora della vita, il percorso a ostacoli sulla strada del reinserimento. 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