{"id":1722,"date":"2023-06-04T17:49:20","date_gmt":"2023-06-04T15:49:20","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1722"},"modified":"2023-06-04T18:02:02","modified_gmt":"2023-06-04T16:02:02","slug":"specchio-della-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1722","title":{"rendered":"Specchio della societ\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il punto di Vespino<\/strong> (seconda parte)<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dal primo giorno di carcerazione ho subito capito come il <strong><em>\u201cDiavolo non \u00e8 cos\u00ec brutto come lo<\/em><\/strong> <strong><em>disegnano\u201d<\/em><\/strong>&#8230; questo vecchio detto fa capire come spesso sia distorta la realt\u00e0 di un detenuto vista da fuori e sicuramente influenzata da media, film o semplicemente mentalit\u00e0 bigotte e chiuse.<\/p>\n\n\n\n<p>La galera \u00e8 un piccolo spaccato della nostra odierna societ\u00e0 dove sicuramente bisogna adattarsi, ma condivisione e rispetto sono le basi da cui partire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"640\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1724\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720.jpg 960w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720-300x200.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720-768x512.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720-110x73.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720-420x280.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/reflection-2922045_960_720-645x430.jpg 645w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Naturalmente ci sono regole comportamentali soprattutto nel rapporto con graduati e personale lavorante,ma sono pi\u00f9 importanti le regole non scritte tra detenuti&#8230; quelle pi\u00f9 delicate anche da capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile davvero definire una persona un <strong><em>delinquente,<\/em><\/strong> almeno per me, in quanto non sempre a conoscenza delle ragioni che lo hanno portato a infrangere il codice penale e quindi per quanto possa meritare un periodo pi\u00f9 o meno lungo in galera non mi sento di giudicare e poi magari risulta essere una persona squisita da frequentare con cui condividere opinioni ed interessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 facile invece sapere chi non avvicinare poich\u00e9 privo di valori morali e principi, che essendo per me importantissimi, possono delinearne una personalit\u00e0 distorta e pericolosa spesso appartenenti a persone che continuano a delinquere anche in carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le regole di vita son le stesse dentro e fuori con la differenza che in galera a causa di privazioni e convivenze forzate in ambienti angusti tutto viene amplificato ed esasperato e quindi rendono i rapporti sociali delicatissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 sicuramente una questione di territorialit\u00e0, di spazi comuni da rispettare soprattutto in celle o sezioni affollate, ma smussati gli angoli e capito un po\u2019 il sistema la convivenza non \u00e8 poi cos\u00ec penosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio mi ha stupito molto la solidariet\u00e0 che molti hanno spesso coi nuovi giunti, il sostegno reciproco materiale o spirituale che lega estranei con situazioni e problematiche comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola amicizia si pronuncia di rado ma esistono rapporti che continuano anche a fine pena solo se vissuti sinceramente all\u2019interno del carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo analizzare la situazione profondamente posso anche dire che c\u2019\u00e8 una sorta di scala gerarchica con ruoli pressoch\u00e9 definiti, ma se ogni detenuto rispetta la condizione altrui c\u2019\u00e8 anche molta accettazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Paradossalmente dopo un po\u2019 di tempo le sbarre non le vedi pi\u00f9 e la sezione ti sembra una via piena di casette ognuna con le sue storie, percorsi, progetti e caratteristiche dove quasi ti senti a tuo agio e non pi\u00f9 fuori luogo e dove abitudini e consuetudini diventano <strong><em>routine<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Importantissimo, infine, diventa non perdere il contatto con la quotidianit\u00e0 esterna per non esser tagliato fuori in futuro e quindi importantissimi diventano i colloqui con familiari ed amici, la corrispondenza e la frequentazione di tutte quelle persone che ruotano attorno al carcere, per esempio volontari, professori, educatori e psicologi perch\u00e9 non diventi totalmente alienante la realt\u00e0 fuori dalle mura.<\/p>\n\n\n\n<p>La microsociet\u00e0 carceraria \u00e8 formante e pu\u00f2 esser maestra di vita e ti fa sicuramente vedere tutto con una nuova prospettiva generale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vespino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Articoli correlati:<\/em> <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1716\" target=\"_blank\"><strong>L&#8217;inizio del percorso (Il punto di Vespino &#8211; Prima parte)<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a <a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a> oppure accedi a Facebook alla pagina &#8220;La Fenice \u2013 Il giornale dal carcere di Ivrea&#8221;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto di Vespino (seconda parte) Fin dal primo giorno di carcerazione ho subito capito come il \u201cDiavolo non \u00e8 cos\u00ec brutto come lo disegnano\u201d&#8230; questo vecchio detto fa capire come spesso sia distorta la realt\u00e0 di un detenuto vista da fuori e sicuramente influenzata da media, film o semplicemente mentalit\u00e0 bigotte e chiuse. 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