{"id":1811,"date":"2023-08-23T23:25:43","date_gmt":"2023-08-23T21:25:43","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1811"},"modified":"2023-08-23T23:25:44","modified_gmt":"2023-08-23T21:25:44","slug":"renuccio-lergastolano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1811","title":{"rendered":"Renuccio l&#8217;ergastolano"},"content":{"rendered":"\n<p>TRA FINZIONE E REALTA\u2019<br><br>Novella scritta dall\u2019<em>Anonimo Toscano<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"288\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ottava-rima.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1812\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ottava-rima.jpg 400w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ottava-rima-300x216.jpg 300w, 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meditare su ci\u00f2 che aveva fatto, osserva va quel cielo prigioniero che a causa delle sbarre non poteva ammirare per intero.<br>Le lacrime rigavano il suo volto e ripensava a quella pietra maledetta che vita altrui aveva interrotto.<br>\u201dAh se quella pietra avesse rimbalzato, magari sbattendo contro un ramo, tornando indietro la mia testa poteva colpire e forse oggi non ero qui a soffrire!\u201d<br>Cos\u00ec ragionava il povero Renuccio osservando una formica nera che in barba a quei rami ferrosi con sfacciata impertinenza poteva far avanti ed indietro dalla sua cella, raccogliendo le briciole di pane che agli occhi suoi sembravan quelle pietre che la sua vita altrui avevan rovinato.<br>Un tintinnio di chiavi scosse i suoi pensieri, l\u2019assistente carcerario con tono imperativo lo invit\u00f2 a prendere un po\u2019 d\u2019aria pura seppur passeggiando intorno a quattro mura.<br>Al povero Renuccio non sembrava vero, quell\u2019imprevista novit\u00e0 seppur assai contenuta, regalo straordinario in un mondo quello carcerario, quale ogni gesto o parola posson esser fonte d\u2019iraconda emozione o di lacrima profonda.<br>Che ci fosse sole, pioggia o vento, il buon Renuccio non rinunciava a quell\u2019incontro con il cielo sopra le mura di mattone grigio e come se s\u2019aprisse il Paradiso.<br>Lento era l\u2019incedere del suo cammino, cos\u00ec da poter mirare spesso anche da fermo quel gioco di colori e luci che il sole realizzava tra le nubi.<br>Un mattino come tanti altri mentre s\u2019apprestava a vivere l\u2019ennesima emozione d\u2019\u2019immergere lo sguardo in quell\u2019azzurro cielo, not\u00f2 sopra una torretta delle anguste mura carcerarie, un folto gruppo di uccellini intento a costruire i loro nidi di sterpaglie, abbellendo senza consapevolezza quella vetta di lamiera che faceva da tettoia a quel punto di controllo, zona di confine con il vivo mondo.<br>Essendo uomo di natura, nei suoi trascorsi chiantigiani simil creature aveva gi\u00e0 mirato e quella macchia color sangue gli fece ricordare gli antichi pettirossi della fanciullezza sua che con fiducia genuina venivano a beccare sulla sua manina molliche e vermicelli per poi spiccare il volo sul ramo pi\u00f9 vicino.<br>Nella speranza di ricreare tale emozione, ogni d\u00ec un po\u2019 di briciole di pane appoggiava ai pi\u00e8 della torretta, cos\u00ec facendo una mattina sent\u00ec solleticare la sua mano, ormai adulta e frutto di peccato, una mollica rimasta sopra il palmo per un pettirosso pi\u00f9 audace fu un\u2019ottima occasione e la cosa si ripet\u00e9 per molti giorni ancora.<br>Nel far questo restava accoccolato stendendo la sua mano al piccolo uccellino e non s\u2019accorse o forse fu Piet\u00e0 Divina che quel muro che da anni cingeva la sua vita, ormai pi\u00f9 non gli apparteneva, la sua vita era passata e mirando il suo corpo mortale rannicchiato in quell\u2019ultimo gesto d\u2019amore, or che la coscienza non era pi\u00f9 terrena, fu chiaro che la mollica era la pietra, la sua mano era tornata intonsa, il batter d\u2019ali lo<br>Spirito Divino che il suo peccato aveva allontanato, si sentiva finalmente perdonato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRA FINZIONE E REALTA\u2019 Novella scritta dall\u2019Anonimo Toscano Renuccio, figlio di una famiglia chiantigiana a cui piaceva tanto la damigiana, in quella terra di Toscana tra colline e vigneti, galline ruspanti e cani scodinzolanti, aveva mosso i suoi primi passi fanciulleschi e in quella semplice ruralit\u00e0 quotidiana si trasform\u00f2 in uomo, arando la terra e 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