{"id":190,"date":"2019-02-26T17:49:51","date_gmt":"2019-02-26T16:49:51","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=190"},"modified":"2019-02-26T17:52:41","modified_gmt":"2019-02-26T16:52:41","slug":"salute-e-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=190","title":{"rendered":"Salute e carcere"},"content":{"rendered":"<h3>L&#8217; Assistenza sanitaria in carcere, oltre pregiudizi, ideologie e risorse limitate.<\/h3>\n<p>Questo \u00e8 un argomento molto delicato da trattare in modo sensibile e veritiero. Secondo i dati del Ministero della Giustizia si contano nelle carceri italiane 58.745 detenuti di cui 19.860 stranieri al 17\/07\/2018.<br \/>\nIl D.M. Giustizia del 5 Dicembre 2012 ha istituito la Carta dei diritti e doveri del detenuto e il D.L. n. 146 del 23\/12\/2013 ha istituito il Garante Nazionale dei diritti dei detenuti.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-191 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/medico-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"387\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/medico-300x169.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/medico-110x62.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/medico-420x236.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/medico.jpg 654w\" sizes=\"auto, (max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/>L\u2019Ordinamento Penitenziario \u00e8 ispirato a garantire la tutela della salute dei reclusi ugualmente a quella dei cittadini liberi, nel rispetto della dignit\u00e0 umana, a ridurre il sovraffollamento carcerario ed a conferire all\u2019esecuzione penale un reale valore rieducativo, finalizzato al recupero sociale del recluso, come previsto dall\u2019art. 27 della Costituzione.<br \/>\nLa pena pu\u00f2 svolgere una funzione rieducativa solo in una persona capace di comprendere il significato di pena giusta.<br \/>\nLa Corte Costituzionale con sentenza n. 21748\/2007 ha affermato che la salute non si identifica con la sola assenza di malattia, ma con lo stato di completo benessere fisico e psichico della persona.<br \/>\nL\u2019assistenza sanitaria rappresenta solo uno dei tanti fattori determinanti per il benessere psicofisico.<br \/>\nAi sensi dell\u2019art.11 della legge n. 354\/1975 (O.P.), sono previsti in carcere tre tipi di controlli sanitari, effettuabili indipendentemente dal consenso informato dell\u2019interessato recluso (legge n. 219\/2017): la visita medica generale per i nuovi giunti all\u2019atto d\u2019ingresso per attivare un piano di cura individuale e integrata da un colloquio psicologico (art.23 del D.P.R. n. 230\/2000), la visita medica periodica e la sorveglianza sanitaria medica per i detenuti adibiti a mansioni lavorative (D. Lgs. n. 81\/2008).<br \/>\nLa prima visita del nuovo giunto verifica anche l\u2019eventuale presenza di segni di maltrattamenti, a tutela del detenuto.<br \/>\nAll\u2019ingresso in istituto, e durante il periodo di detenzione, viene attivata \u201cl\u2019osservazione scientifica della personalit\u00e0\u201d del recluso per valutare e trattare le cause del disadattamento sociale ritenute alla base della condotta deviante, secondo l\u2019art. 13 dell\u2019O.P. e gli artt. 28 e 29 del DPR 230\/2000.<br \/>\nL\u2019equipe d\u2019osservazione \u00e8 composta da educatore, assistente sociale, personale di polizia penitenziaria, medico e, quando necessario, da psicologo e psichiatra (art. 80 O.P. o dell\u2019Azienda Sanitaria).<br \/>\nLa detenzione in carcere, il distacco dalla propria quotidianit\u00e0 e famiglia, il futuro incerto per le conseguenze dei reati commessi possono indurre nel detenuto un disturbo di adattamento e richiedere un monitoraggio degli indizi comportamentali di rischio suicidario.<br \/>\nLa prevenzione del rischio suicidario \u00e8 una priorit\u00e0 che richiede una presa in carico congiunta del recluso da parte di tutti gli operatori coinvolti nella cura e custodia, secondo protocolli condivisi tra Istituto Penitenziario e Azienda Sanitaria, conformi al Piano Nazionale per la Prevenzione del Suicidio in Carcere e alle evidenze della letteratura scientifica.<br \/>\nCompete al medico penitenziario il rilascio di certificazioni sanitarie e valutazioni medico-legali, quando vi sia una vincolante richiesta da parte di un\u2019autorit\u00e0 competente.<br \/>\nIl medico deve tutelare la vita e la salute dei detenuti da rischi prevedibili ed evitabili ed, allo stesso tempo, deve vigilare su eventuali aggravamenti di patologie esistenti.<br \/>\nLa tenuta diligente della cartella clinica \u00e8 un preciso dovere per garantire la tracciabilit\u00e0 di valutazioni ed interventi sanitari. (Cassazione civile, sez III, ordinanza 23\/03\/2018 n. 7250). Il foglio unico di terapia (FUT) deve essere compilato in modo chiaramente leggibile ed esauriente (Raccomandazione Ministeriale Sanit\u00e0 n. 7 Marzo 2008 per la prevenzione della morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica).<br \/>\nSecondo il Garante della Privacy l\u2019assistito ha il diritto all\u2019accesso ai suoi dati sanitari che pertanto devono essere sempre chiaramente decifrabili e comprensibili (Provvedimenti Garante Privacy 30\/09\/2002 e 26\/03\/2001).<br \/>\nMi avvio alla conclusione del mio scritto sperando di essere stato chiaro ed esauriente nell\u2019esplicarne il suo contenuto.<br \/>\nAttendo i vostri, sempre graditi, commenti.<\/p>\n<p><em>Luca D.<\/em><\/p>\n<p><em>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a: <a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217; Assistenza sanitaria in carcere, oltre pregiudizi, ideologie e risorse limitate. 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