{"id":1929,"date":"2023-12-07T15:49:48","date_gmt":"2023-12-07T14:49:48","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1929"},"modified":"2023-12-07T15:56:44","modified_gmt":"2023-12-07T14:56:44","slug":"riflesso-alla-biblioteca-di-vercelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=1929","title":{"rendered":"Riflesso in biblioteca"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"592\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/books-2596809_640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1930\" style=\"aspect-ratio:1.0810810810810811;width:523px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/books-2596809_640.jpg 640w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/books-2596809_640-300x278.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/books-2596809_640-110x102.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/books-2596809_640-420x389.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/books-2596809_640-465x430.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Qui, nel carcere di Ivrea, grazie ad alcuni Agenti del personale di Polizia Penitenziaria, fui segnalato e proposto come scrivano e successivamente, anche come volontario bibliotecario.<br>Gi\u00e0 in passato, moltissimi anni fa, in altro carcere sempre in Piemonte, svolsi per anni le attivit\u00e0 lavorative come bibliotecario e scrivano e quindi avevo gi\u00e0 una discreta preparazione in merito, ricevendo complimenti da avvocati e non, per come impostavo e formulavo, in base agli articoli di legge, le istanze alle varie e diverse autorit\u00e0.<br>All\u2019epoca, leggevo molto per motivi personali il codice di procedura penale, codice penale e ordinamento penitenziario: avevo sulle spalle una condanna lunghissima e volevo sapere, conoscere e apprendere le varie leggi e il cosiddetto pensiero giuridico, per poi avanzare istanze a mio favore.<br>Tenevo sempre e scrupolosamente pulito, in ordine, e i libri ben catalogati e, per quanto fosse in ordine un numero considerevole di libri, a volte, guardando gli scaffali, provavo come una sensazione di disordine: che quel romanzo non fosse al suo posto, quel libro di poesie forse si trovava sullo scaffale sbagliato e cos\u00ec via; avvertivo un qualcosa in me che mi suggeriva insistentemente di mettere in ordine.<br>Era tutto in ordine.<br>Sicuramente, mi faceva questo effetto perch\u00e9 mi mancavano ormai ancora un paio di anni per pagare per intero il mio debito con la giustizia e verso la societ\u00e0 e sarei ritornato ad essere un uomo libero.<br>A pensarci oggi, direi che quel disordine che io \u201cvedevo\u201d nella biblioteca era in realt\u00e0 dentro di me, quasi una sorta di introspezione inconscia, come a volermi dire cosa e come dovevo comportarmi una volta fuori dal carcere: tanti progetti, i sogni a occhi aperti, tante speranze mi balenavano per la mente.<br>Ero talmente sicuro e convinto di tutta la mia buona volont\u00e0 di riprendermi la mia vita e godermela attimo per attimo che non presi neppure in considerazione il fatto che quando avrei varcato quel cancello da uomo libero, non avrei avuto un posto in cui andare a dormire, mangiare, lavarmi, ripararmi e per di pi\u00f9 in una localit\u00e0 a me sconosciuta, senza amici n\u00e9 conoscenti.<br>Ero troppo euforico, eccitato e andavo in palestra a scaricare tutta quella adrenalina; mi esercitavo con la chitarra; mi dedicavo alla biblioteca, alle varie istanze; la sera mi cucinavo: non stavo mai fermo.<br>Il solo pensiero che da l\u00ec a poco sarei uscito e sarei ritornato nuovamente in seno alla societ\u00e0, mi faceva sognare ad occhi aperti.<br>Le priorit\u00e0 da dare a questo o quel progetto; dove e come trovarmi un lavoro e vivere onestamente; trovarmi una compagna che mi amasse ed accettasse per quello che ero, con la quale mi sarei ricostruito una famiglia, un proprio nucleo familiare in virt\u00f9 di un futuro sereno e tranquillo e, soprattutto, lontano e alla larga dai guai.<br>Non mi passava neppure pi\u00f9 per la mente di rientrare nel \u201cgiro\u201d o riprendere certi vecchi contatti: avevo fatto e firmato un \u201ccontratto\u201d (Art. 58 Ter: collaboratore di giustizia) con la giustizia. <\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente avrei rifiutato il programma di protezione speciale per essere stato deluso profondamente dalla stessa giustizia e non volevo pi\u00f9 saperne niente.<br>Volevo solo riprendermi la mia vita e lasciarmi alle spalle quel passato: il passato di malavitoso e quello di collaboratore di giustizia.<br>Non volevo pi\u00f9 essere etichettato; volevo solo, come dissi a un Presidente di una Corte che mi vedeva come testimone contro un altro collaboratore di giustizia sotto programma di protezione, \u201cfarmi dimenticare dalla malavita e giustizia\u201d.<br>Dichiarazione che fu messa agli atti anche per volere dello stesso Presidente il quale mi disse che il mio era un motivo pi\u00f9 che valido.<br>Forse era sicuramente questa la visione di quel disordine che vedevo in quella biblioteca.<br>Ma non l\u2019avevo capito.<br>Tutto cambia, passa e va!\u2026 <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"493\" height=\"640\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bookshelf-6405185_640.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1931\" style=\"aspect-ratio:0.7703125;width:380px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bookshelf-6405185_640.png 493w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bookshelf-6405185_640-231x300.png 231w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bookshelf-6405185_640-85x110.png 85w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bookshelf-6405185_640-324x420.png 324w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bookshelf-6405185_640-331x430.png 331w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ora, a distanza di molti anni, questa biblioteca nel carcere di Ivrea, per quanto ordinata, pulita e con scaffali di libri ben catalogati, o quasi, in cui presto la mia attivit\u00e0 come volontario, non mi suscita pi\u00f9 quella stessa sensazione di disordine, di ansia; n\u00e9 pi\u00f9 il pensiero di farmi progetti futuri, o sperare e sognare ancora una vita da uomo libero; avverto una certa quiete interiore.<br>Speranza: \u00e8 bellissima e profonda questa parola, ma altrettanto vuota, priva di significato per me.<br>Fra tutte le carcerazioni del passato, in questa, per la prima volta e con profonda tristezza, devo ammettere che in questa biblioteca, di questo carcere, tutto mi sembra al posto suo: io sono nel posto giusto\u2026 .<br>Di riflesso, istintivamente, guardo gli scaffali e ripiani dei libri e guardo e scruto dentro di me e vedo invece una sorta di resa, di rassegnazione, con una reale consapevolezza e, con un pizzico d\u2019amaro nel cuore il mio pensiero \u00e8: \u201ccome i libri che devono stare sugli scaffali, qui, al proprio posto, in attesa che qualche altro detenuto venga a prenderli, io devo stare qui, rinchiuso in una piccola cella, avvolto in un\u2019attesa indifferente dal tempo che scorre via lentamente, quasi statico, mentre il mondo e la vita al di l\u00e0 del muro di cinta cambiano e si evolvono velocemente.<br>La societ\u00e0 ignora la mia esistenza e la giustizia mi ha scaricato qui, in questo sempre pi\u00f9 abbandonato \u201ccarnaio umano,\u201d dove tutto ti \u00e8 permesso (pensare) ma niente ti viene concesso: qui non hai patria n\u00e9 bandiera; sei soltanto un numero di matricola; e, come i libri sugli scaffali, io passivamente, rester\u00f2 qui in attesa forse dell\u2019ultimo respiro, perch\u00e9 nessuna mano mai si allungher\u00e0 in avanti verso di me.<br>Questo triste, penoso e funesto pensiero, pregno di profonda solitudine e corali pentimenti, come una saetta a volte si fa spazio con prepotenza nella mia mente.<br>Solitudine in vita e in morte.<br>Sicuramente il tutto scaturisce dal fatto che devo ancora imparare a maturare il pensiero di perdonarmi, di fare pace con me stesso. Non \u00e8 facile.<br>Ho ucciso una persona senza un perch\u00e9, senza un motivo, se non quello apparente dei soldi, di quello sporco e maledettamente comodo motivo del dio denaro, e ho distrutto non solo la mia vita, ma cancellai i colori dell\u2019amore dal cuore di colei che mi aveva accettato per quello che ero: mi aveva reso un uomo libero.<br>\u201cNon lo voglio pi\u00f9 sentire: per me \u00e8 morto!\u201d, mi mand\u00f2 a dire la stessa donna dal mio Avvocato,<br>dopo una settimana, dieci giorni dall\u2019arresto.<br>Lei, come molti, non lo sa: io cessai di vivere ancor prima di quel suo messaggio, nel momento in cui presi coscienza e consapevolezza di ci\u00f2 di cui mi ero reso tristemente protagonista, e se non sono ancora fisicamente morto, lo devo a quella traditrice e meretrice della morte, la quale, ancora una volta, mi \u201csput\u00f2\u201d in faccia\u2026<br>Io stesso, come un masochista, sono complice accondiscendente di questa mia resa e rassegnazione, e quasi indifferente alla mia stessa vita.<br>Consapevole mi lascio trasportare in silenzio sempre pi\u00f9 in quell\u2019abisso buio della solitudine e dell\u2019abbandono, e di quel pensiero che ogni tanto si fa spazio nella mia mente: \u201cfarla finita\u2026\u201d.<br>Quando quelle poche volte mi capita di parlare con qualche persona che non sia un detenuto, mi tengo sulle mie e parlo senza dire niente; non mi piace essere compatito per il solo fatto di essere un detenuto, un detenuto e basta; uno dei tanti \u201cpoveri\u201d diavoli in questo inferno e alla domanda \u201dcome stai?\u201d, con un sorriso sulle labbra rispondo sempre: \u201cbene, grazie\u2026\u201d.<br>Non mi piacciono quei \u201ccolloqui\u201d freddi e distaccati e \u201ctecnici\u201d di circostanza e comunque, non apro a loro i miei fatti personali e intimi.<br>Forse non \u00e8 per sfiducia, ma il fatto stesso che ci vediamo oggi, di sfuggita, per farti redigere una relazione e poi chi s\u2019\u00e8 visto s\u2019\u00e8 visto, trovo che non sia il modo migliore di seguire, conoscere ed aiutare concretamente un detenuto.<br>Sono anni ormai che mi sono chiuso in me stesso: quante volte mi sono rivoltato come un calzino,<br>facendomi delle introspezioni a tu per tu con la mia coscienza di uomo in cerca di risposte, di chiarezza, e d\u2019impulso, quasi autopunitivo, mi lascio andare alla sorte passivamente: \u201cmea culpa\u201d, faccio dentro di me.<br>Quando esco fuori dalla cella e arrivo alla rotonda per andare in biblioteca o in \u201claboratorio,\u201d mi faccio vedere sempre o quasi sorridente, tranquillo e cordiale: non devono sapere, nessuno deve sapere quello che mi porto dentro in silenzio.<br>La vergogna e pentimento che mi porto dentro non voglio condividerla con nessuno, e parlarne, mi<br>fa star male il solo pensiero.<br>A volte mi capita di guardare fuori dalle sbarre della finestra e vedo case, edifici, automobili, o qualche persona che passeggia insieme al suo amico fedele a quattro zampe e non provo e non sento pi\u00f9 quel sentimento di nostalgia per quel mondo al di l\u00e0 da queste mura: mi \u00e8 tutto indifferente, quasi fosse morto, come io per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel ponte che un tempo ci univa \u00e8 crollato, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9: l\u2019ho distrutto con la mia stupidit\u00e0 in un<br>momento di follia.<br>Bench\u00e9 siano trascorsi molti anni, quel ponte non mi riesce ancora di visualizzarlo con gli occhi<br>della mente. Non lo vedo pi\u00f9.<br>Questa forse la causa principale di non avere pi\u00f9 un buon rapporto con me stesso.<br>Mi viene a volta da pensare in modo quasi dubbioso se io sia mai esistito prima, per qualcuno, con<br>qualcuno.<br>In conseguenza al \u201cmeccanismo di difesa\u201d che la mia mente ha adottato, rimuovendo il tutto di quel<br>mio barbaro crimine e di tutto lo scenario del contesto del paesino in cui vivevo, ho coniato forse io<br>la seguente frase, o forse devo averla letta o sentita da qualche parte, non lo so, non ricordo, ma<br>sento che \u00e8 una frase partorita dal mio cervello, dal mio stato d\u2019animo d\u2019abbandono di quel<br>momento: \u201cnon sto bene, ma sto bene come sto\u2026\u201d.<br>Questo scherzo che la mia memoria mi ha fatto e continua a farmi, tutto sommato mi sta aiutando,<br>per adesso, a sopravvivere, e vivo cos\u00ec, senza ricordi.<br>Quasi come se non avessi vissuto certi momenti, certi periodi; a volte, quando ci penso e per un<br>motivo o per un altro, con non poca fatica mentale, cerco di rievocare alla mente determinati<br>episodi, fatti, cose o addirittura volti di persone a me care e non affiorano, mi sento come se fossi<br>vuoto, come se non avessi un vissuto passato.<br>\u00c8 triste quando ci rifletto sopra, ma nel contesto della triste e penosa situazione in cui mi trovo, non<br>mi lamento, non ho nulla di cui lamentarmi: fui arrestato, giudicato, processato e condannato; non<br>fui messo davanti ad un plotone d\u2019esecuzione e fucilato.<br>Mi rinchiusero in una piccola cella di un carcere e come condanna mi decurtarono dalla mia vita 20<br>anni: questa la punizione, ma non mi ammazzarono fisicamente come io purtroppo, feci con la vittima; no, credo invece che sto bene come sto.<br>Sono solo, non ho pi\u00f9 nessuno, non ho pi\u00f9 una famiglia, non faccio colloqui, non scrivo e non<br>ricevo, non telefono a nessuno e l\u00ec fuori, al di l\u00e0 di queste sbarre, non c\u2019\u00e8 nessuno che mi aspetta o<br>sta in pensiero per me.<br>Penso per\u00f2 a volte alla famiglia di quel giovane uomo da me ucciso che non hanno pi\u00f9 un figlio;<br>bene o male, qui in carcere, vero o falso, un abbraccio lo ricevo, ma quella famiglia non potr\u00e0 mai<br>pi\u00f9 riabbracciare il proprio caro.<br>Ancora oggi, a distanza di anni, ho una fottutissima paura di chiedere perdono, come avrei invece<br>dovuto fare all\u2019inizio, quando mi resi consapevole, ma la profonda vergogna e sensi di colpa me lo<br>impedirono. Mi suonava come una sorta di offesa e per la memoria della vittima e per la sua famiglia.<br>Il perdono, il perdono non cancella, non cancella niente e non restituisce niente: rimane sempre e<br>comunque una crepa invisibile incisa sul cuore.<br>Come posso e con quale autorit\u00e0 perdonare me stesso per un crimine barbaro e vergognoso che vive<br>pesantemente come un\u2019onta nella mia coscienza di uomo?<br>In questa biblioteca che \u00e8 diventata ormai da anni il mio rifugio, trascorro il tempo scrivendo la mia<br>storia; dovrei invece leggere per tenere la mente allenata e per aprirmi a nuovi orizzonti; ci ho provato qualche volta, ma evidentemente non sono mentalmente sereno e faccio fatica a recepire e quindi trovo sfogo nel mio passato: lo stesso passato che ora mi vede e tiene qui.<br>Sicuramente per me il carcere \u00e8 la conseguenza delle delusioni, solitudini e sconfitte che la vita mi ha sbattuto in faccia fin dall\u2019infanzia e, non potevo che prendere, nel corso della vita, scelte e percorsi fuori da ogni regola sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019istituzionalizzato<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui, nel carcere di Ivrea, grazie ad alcuni Agenti del personale di Polizia Penitenziaria, fui segnalato e proposto come scrivano e successivamente, anche come volontario bibliotecario.Gi\u00e0 in passato, moltissimi anni fa, in altro carcere sempre in Piemonte, svolsi per anni le attivit\u00e0 lavorative come bibliotecario e scrivano e quindi avevo gi\u00e0 una discreta preparazione in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1930,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-1929","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vita-in-carcere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1929"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1934,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1929\/revisions\/1934"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}