{"id":2284,"date":"2025-04-01T10:02:31","date_gmt":"2025-04-01T08:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2284"},"modified":"2025-04-01T10:02:31","modified_gmt":"2025-04-01T08:02:31","slug":"il-dramma-dei-suicidi-tre-nello-stesso-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2284","title":{"rendered":"Il dramma dei suicidi: tre nello stesso giorno"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Dal quotidiano Il dubbio del 24 marzo riprendiamo un articolo di Damiano Aliprandi relativo all&#8217;aumento dei numeri di suicidi nelle carceri italiane<\/em><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Suicidi in carcere: tre vite spezzate in un solo giorno<\/h1>\n\n\n\n<p>Salgono a 24 i casi dall\u2019inizio dell\u2019anno. Le vittime: un giovane egiziano a Trieste, un settantenne a Genova, un detenuto senza nome ad Avellino<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"945\" height=\"970\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2285\" style=\"width:466px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia.jpg 945w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia-292x300.jpg 292w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia-768x788.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia-107x110.jpg 107w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia-409x420.jpg 409w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/istockphoto-1061203788-2048x2048-copia-419x430.jpg 419w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un weekend di sangue, l\u2019ultimo atto di una strage senza fine.<strong>&nbsp;Ventiquattro suicidi in tre mesi, tre dei quali consumati in appena 24 ore<\/strong>. Nelle carceri italiane, da Nord a Sud iper affollate, si continua a respirare aria di morte, dove la disperazione si trasforma in un gesto estremo. Un bollettino di guerra che macchia la coscienza di un Paese immobilizzato tra indifferenza e propaganda politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto inizia domenica mattina, quando l\u2019avvocato&nbsp;<strong>Gianpaolo Catanzariti<\/strong>, presidente dell\u2019<strong>Osservatorio carceri delle Camere Penal<\/strong>i, annuncia con \u00abenorme sofferenza\u00bb la morte di&nbsp;<strong>un giovane egiziano di 28 anni<\/strong>, senza fissa dimora, rinchiuso nel carcere di&nbsp;<strong>Trieste<\/strong>. A informarlo \u00e8 l\u2019avvocato&nbsp;<strong>Enrico Miscia<\/strong>, difensore del ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua colpa? Aver \u00abrubato uno zainetto in un bar\u00bb. Per questo era in custodia cautelare, in un istituto con un&nbsp;<strong>tasso di sovraffollamento del 169%.<\/strong>&nbsp;Nei giorni precedenti, il giovane era stato aggredito e isolato. Gioved\u00ec aveva tentato di impiccarsi, trovando per\u00f2 ancora la forza di resistere. Portato in ospedale, domenica mattina ha chiuso gli occhi per sempre. \u00abUna misera esistenza terrena\u00bb, la definisce Catanzariti, mentre denuncia l\u2019ipocrisia di una politica che, invece di intervenire, alimenta \u2013 attraverso taluni magistrati \u2013 lo&nbsp;<strong>stigma delle \u201ccelle aperte\u201d&nbsp;<\/strong>e della necessit\u00e0 di maggiore isolamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Poche ore dopo, \u00e8 la volta di&nbsp;<strong>Genova<\/strong>.&nbsp;<strong>Gennarino De Fazio<\/strong>, segretario generale della&nbsp;<strong>Uilpa Polizia penitenziaria<\/strong>, rivela la morte di&nbsp;<strong>un detenuto italiano di 70 anni<\/strong>, trovato impiccato nella cella della Casa circondariale di Marassi. Condannato fino al 2033 per reati contro il patrimonio, l\u2019uomo aveva da poco spento le candeline del compleanno. I soccorsi sono stati inutili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA Marassi ci sono 670 detenuti per 534 posti, con 330 agenti contro i 551 necessari\u00bb, spiega De Fazio, sottolineando come il carcere ligure sia un simbolo del collasso nazionale: carenze strutturali, personale allo stremo, attrezzature insufficienti. \u00abSono ben altre le misure necessarie, non certo quelle della mozione approvata dalla maggioranza alla Camera\u00bb, attacca il sindacalista, riferendosi a un testo definito \u00abminestra riscaldata\u00bb, incapace di affrontare l\u2019emergenza. Con 16mila detenuti in eccesso e 18mila agenti mancanti, i nuovi padiglioni promessi dal ministro Nordio appaiono \u00abuna goccia in un oceano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte di domenica, il terzo suicidio: un uomo muore nel carcere di&nbsp;<strong>Avellino<\/strong>.&nbsp;<strong>Aldo Di Giacomo<\/strong>, segretario generale dello<strong>&nbsp;Spp<\/strong>, traccia un bilancio agghiacciante: \u00abTre morti in un giorno, sei negli ultimi otto giorni, 24 dall\u2019inizio dell\u2019anno. Con questo trend supereremo il record del 2024, quando morirono 91 persone. Morire in carcere non pu\u00f2 essere un evento ordinario\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri urlano.\u00a0<strong>Le carceri italiane ospitano 16mila detenuti oltre la capienza, mentre il personale penitenziario \u00e8 ridotto al lumicino.<\/strong>\u00a0A Trieste, Genova, Avellino, come in molti altri istituti, si vive ammassati in celle malsane, senza assistenza adeguata, spesso vittime di violenze o abbandonati a se stessi. Eppure, la risposta delle istituzioni sembra ferma al Medioevo: pi\u00f9 repressione, pi\u00f9 silenzio. Lo dimostra\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/giustizia\/carceri-affollate-parlamento-vuoto-e-il-governo-nicchia-i04zbb3z\"><strong>la mozione approvata alla Camera<\/strong><\/a>, definita da De Fazio \u00abinutile\u00bb e \u00abretorica\u00bb, mentre il ministro Nordio promette nuovi spazi, vecchio mantra che ha attraversato intere legislature. Intanto, ogni mese, 300 nuovi detenuti si aggiungono a un sistema gi\u00e0 allo sfascio. <\/p>\n\n\n\n<p>Andando ad analizzare i dati, emerge che\u00a0<strong>la maggior parte dei sucidi sono avvenuti nel circuito della media sicurezza<\/strong>, cio\u00e8 in sezioni a custodia chiusa, tra cui celle di isolamento o ad alto rischio. In queste celle sovraffollate la maggioranza dei detenuti vive, per oltre 20 ore al giorno ed esce solo nelle cosiddette\u00a0<strong>\u201core d\u2019aria\u201d.<\/strong>\u00a0Troppi detenuti vengono, di fatto, lasciati soli con la loro disperazione. Sovraffollamento che paradossalmente convive con l\u2019isolamento psichico coatto. Sebbene non vi sia una correlazione diretta, \u00e8 impossibile ignorare il legame tra suicidi e condizioni carcerarie. Lo ha confermato autorevolmente il<strong>\u00a0Presidente della Repubblica<\/strong>\u00a0nel discorso di fine anno 2024: \u00abL\u2019alto numero di suicidi \u00e8 indice di condizioni inammissibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDalle nostre prigioni sale un puzzo di morte insopportabile\u00bb, denuncia l\u2019avvocato Catanzariti. Un fetore che macchia la democrazia, le istituzioni, ogni cittadino che preferisce voltarsi dall\u2019altra parte. Mentre il Paese si divide su polemiche strumentali, come il recente caso del manifesto di Ventotene, nelle celle si consumano tragedie annunciate.&nbsp;<strong>I detenuti non sono numeri<\/strong>: sono il giovane migrante recluso per uno zainetto, l\u2019anziano condannato a marcire per reati minori, l\u2019uomo senza nome di Avellino. Vittime di un sistema che trasforma la pena in tortura, in un Paese dove persino i magistrati \u201ctelegenici\u201d giurano che \u00abc\u2019\u00e8 ancora posto per i delinquenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOccorre fermare la scia di morte\u00bb, implora De Fazio. Servono deflazione del sovraffollamento, pi\u00f9 agenti, assistenza sanitaria reale, riforme strutturali. Ma soprattutto,&nbsp;<strong>serve rompere il muro di indifferenza.<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 ogni suicidio \u00e8 un fallimento collettivo, un\u2019ammissione di barbarie.&nbsp;<strong>Morire in carcere non \u00e8 un destino inevitabile. \u00c8 anche una scelta politica<\/strong>. E finch\u00e9 il Parlamento preferir\u00e0 ascoltare i \u201cmestatori di professione\u201d anzich\u00e9 il rumore dei corpi che cadono, lo Stato rester\u00e0 complice di questa mattanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal quotidiano Il dubbio del 24 marzo riprendiamo un articolo di Damiano Aliprandi relativo all&#8217;aumento dei numeri di suicidi nelle carceri italiane Suicidi in carcere: tre vite spezzate in un solo giorno Salgono a 24 i casi dall\u2019inizio dell\u2019anno. 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