{"id":2315,"date":"2025-04-24T22:10:51","date_gmt":"2025-04-24T20:10:51","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2315"},"modified":"2025-04-24T22:10:51","modified_gmt":"2025-04-24T20:10:51","slug":"dalledilizia-penitenziaria-allarchitettura-penitenziaria-una-rivoluzione-necessaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2315","title":{"rendered":"Dall\u2019edilizia penitenziaria all\u2019architettura penitenziaria: una rivoluzione necessaria"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Riprendiamo un articolo pubblicato sul quotidiano Il dubbio del 14 aprile, a firma di Giacomo Losi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ambiente carcerario per come \u00e8 stato pensato fino ad oggi nega qualsiasi possibilit\u00e0 di recupero e di reinserimento: va ripensato a cominciare dagli spazi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"299\" height=\"169\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/images.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2316\" style=\"width:423px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/images.jpg 299w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/images-110x62.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Potrebbe sembrare un mero esercizio Di stile, un sofisma linguistico destinato a rimanere \u201c<strong>lettera morta<\/strong>\u201d, ma il fatto di cambiare nome alla carica di \u201cCommissario straordinario per l&#8217;edilizia penitenziaria\u201d in \u201c<strong>Commissario straordinario per l\u2019architettura penitenziaria<\/strong>\u201d, \u00e8 un gesto ben pi\u00f9 sostanziale di quanto possa apparire di primo acchito.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea \u00e8 nata dal convegno che\u00a0<em>Cnf, Fai e Dubbio<\/em>\u00a0hanno organizzato a Perugia lo scorso 8 marzo. Un&#8217;iniziativa dedicata a carcere e donne ma dalla quale \u00e8 nata anche la proposta, accolta da buona parte della politica presente quel giorno: da Maria Elena Boschi,\u00a0Debora Serracchiani\u00a0oltre a\u00a0Maria Stella Gelmini\u00a0e Susanna Donatella Campione. Insomma, mentre il carcere vive una delle sue stagioni pi\u00f9 drammatiche &#8211; sovraffollamento record e suicidi che colpiscono detenuti e agenti di polizia penitenziaria &#8211; l\u2019idea di cambiare nome a una struttura destinata a costruire nuove carceri, potrebbe risultare decisiva per cambiare approccio e paradigma.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisiva, certo, ma anche \u201clegale\u201d,&nbsp;<strong>perch\u00e9 la detenzione non pu\u00f2 non muovere dalla nostra Costituzione, dall\u2019articolo 27<\/strong>, naturalmente, l\u00ec dove afferma che \u201cle pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere alla rieducazione del condannato\u201d. E una rieducazione in strutture pensate solo come forme di contenimento \u00e8 impossibile. E qui vengono in soccorso le decine di studi che da decenni dimostrano quanto un ambiente carcerario che non sia solo coercitivo abbatta la reiterazione dei reati creando comunit\u00e0 pi\u00f9 sicure. Insomma,&nbsp;<strong>un vantaggio per chi \u00e8 dentro ma anche per chi \u00e8 fuori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte architetti e neuropsichiatri confermano che la progettazione di nuove carceri non pu\u00f2 diventare mera costruzione di container contenitivi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE\u2019 dimostrato scientificamente che vivere in luoghi estremi varia la funzionalit\u00e0 e l\u2019anatomia del cervello umano\u00bb, spiega&nbsp;<strong>Federica Sanchez,<\/strong>&nbsp;ricercatrice in neuroscienze applicate all\u2019architettura presso la societ\u00e0 Lombardini 22\u201d. \u00abParliamo di ambiente estremo quando una o pi\u00f9 caratteristiche spaziali vengono fortemente ripetute, esasperate o ridotte, mi riferisco alla luce o alla mancanza di luce,&nbsp;<strong>alla profondit\u00e0 visiva disponibile<\/strong>, i colori, le forme, la prossemica, la distanza del corpo dalle pareti. Sono stati condotti diversi studi sulle conseguenze neurofisiologiche e psicologiche subite dai membri di spedizioni nello spazio, in Antartide e nelle attivit\u00e0 di esplorazione sotterranea, allo stesso modo esistono evidenze sugli effetti della prigione. L\u2019ambiente architettonico e quello sociale sono aspetti fondamentali per il benessere mentale delle persone, nell\u2019universo carcerario la salute viene danneggiata per diverse ragioni:&nbsp;<strong>l\u2019allontanamento della persona dalla societ\u00e0<\/strong>, la mancanza di scopi e significato della vita, le condizioni spaziali estreme come il sovraffollamento, l\u2019isolamento, l\u2019esposizione alla violenza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, l\u2019isolamento pu\u00f2 addirittura modificare la struttura anatomica e le funzionalit\u00e0 del cervello. \u00abUno dei casi pi\u00f9 noti \u00e8 quello di&nbsp;<strong>Robert King<\/strong>&nbsp;&#8211; spiega ancora Sanchez &#8211; un ex detenuto statunitense che ha trascorso 29 anni in un cella di isolamento. Una volta uscito di prigione King ha accusato la perdita delle proprie capacit\u00e0 di orientamento spaziale e di coscienza del proprio posizionamento tridimensionale nello spazio. Il caso ha interessato&nbsp;<strong>la neuroscienziata Huda Akil<\/strong>&nbsp;la quale ha ipotizzato che l\u2019isolamento protratto abbia innescato modifiche anatomiche nel cervello di King, in particolare nella zona dell\u2019ippocampo che \u00e8 un\u2019area fondamentale per la memoria, per il riconoscimento spaziale.&nbsp;<strong>La mancanza di relazioni sociali pu\u00f2 trasformare l\u2019anatomia del cervello<\/strong>&nbsp;e ridurre la massa di alcune regioni critiche per il pensiero e il controllo delle emozioni e alterare la connettivit\u00e0 tra amigdala e lobi frontali a cui si associa un aumento dei disturbi del comportamento \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Idea per la quale da anni si batte l\u2019Architetto Cesare Burdese: \u00abL\u2019edilizia ha orizzonti assai limitati, mentre l\u2019architettura \u00e8 portatrice di valori e contributi superiori, che, in maniera olistica, investono l\u2019esistenza dell\u2019individuo che utilizza l\u2019edifico e dell\u2019intera comunit\u00e0 sociale. Gi\u00e0 in passato, l\u2019architetto Sergio Lenci sosteneva la necessit\u00e0 di portare nelle facolt\u00e0 di Architettura lo studio del carcere, dove ancora oggi,\u00a0<strong>salvo rarissime eccezioni<\/strong>, \u00e8 scarsamente considerato\u00bb. E ancora: \u00abI nostri istituti sono\u00a0 architettonicamente informati secondo logiche securitarie, con soluzioni che sconfinano\u00a0<strong>nell\u2019afflittivit\u00e0<\/strong>, a scapito della funzione rieducativa della pena\u00bb. Insomma, un cambio di paradigma che \u00e8 necessario per far tornare il carcere nella Costituzione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendiamo un articolo pubblicato sul quotidiano Il dubbio del 14 aprile, a firma di Giacomo Losi L\u2019ambiente carcerario per come \u00e8 stato pensato fino ad oggi nega qualsiasi possibilit\u00e0 di recupero e di reinserimento: va ripensato a cominciare dagli spazi. 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