{"id":2321,"date":"2025-04-29T21:59:01","date_gmt":"2025-04-29T19:59:01","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2321"},"modified":"2025-04-29T21:59:01","modified_gmt":"2025-04-29T19:59:01","slug":"carcere-la-lunga-storia-di-una-vergogna-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2321","title":{"rendered":"Carcere, la lunga storia di una vergogna di Stato"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Dal quotidiano Il Dubbio del 28 aprile riprendiamo un articolo del prof. Alessandro Diddi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Le condizioni disumane negli istituti penitenziari e le violazioni dei diritti umani aprono una riflessione sulle responsabilit\u00e0 politiche nell\u2019ignorare le sollecitazioni del Papa e del Capo dello Stato per una riforma penitenziaria<\/p>\n\n\n\n<p><em>Alessandro Diddi<\/em> (professore di Diritto Penale e promotore di Giustizia del Vaticano) <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2322\" style=\"width:539px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg 750w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-110x62.jpeg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-420x236.jpeg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Il Santo Padre il 9 maggio 2024<\/strong>, durante i secondi Vespri della Solennit\u00e0 dell\u2019Ascensione, in occasione della consegna della Bolla di indizione del Giubileo ordinario alle Chiese dei cinque continenti,\u00a0<strong>aveva sollecitato i governi di tutto il mondo ad assumere nell\u2019Anno del Giubileo iniziative \u00abper restituire speranza<\/strong>; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in s\u00e9 stesse e nella societ\u00e0; percorsi di reinserimento nella comunit\u00e0 a cui corrisponda un concreto impegno nell\u2019osservanza delle leggi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cogliere questa sollecitazione sarebbe stata&nbsp;<strong>per il governo Meloni<\/strong>&nbsp;una grande occasione per risolvere l\u2019enorme problema del sovraffollamento carcerario che da anni affligge incessantemente il nostro sistema penitenziario e che, purtroppo,&nbsp;<strong>nessuno dei governi che si sono succeduti nel corso degli ultimi anni ha tentato di affrontare seriamente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Governare vuol dire risolvere i problemi che si presentano in un determinato momento storico ma, per farlo, occorre una profonda conoscenza della loro origine.&nbsp;<strong>Solo quando si hanno bene a mente le coordinate delle questioni che si affrontano se ne possono individuare le soluzioni.&nbsp;<\/strong>\u00c8 come quando si cura una malattia: senza averne fatto una diagnosi precisa non si potr\u00e0 mai debellarla. Se ne potranno, al limite, lenire i sintomi, ma se non si risale alla causa, essa non potr\u00e0 mai essere sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Da pi\u00f9 parti si avverte la grave crisi che sta vivendo oggi il nostro sistema penitenziario&nbsp;<strong>soffocato dalle ataviche condizioni delle carceri,<\/strong>&nbsp;vecchie, del tutto inadeguate ad assicurare un trattamento dignitoso, sovraffollate e, soprattutto,&nbsp;<strong>totalmente disorganizzate ed inidonee&nbsp;<\/strong>ad attuare l\u2019unico scopo che la Costituzione riconosce alla pena: la funzione rieducativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SERGIO MATTARELLA NEL 2022: RESTITUIRE LA DIGNIT\u00c0<\/h2>\n\n\n\n<p>A tale riguardo, viene subito alla mente il Messaggio che in data 3 febbraio 2022, in occasione del suo secondo giuramento, il neoeletto Presidente della Repubblica,&nbsp;<strong>Sergio Mattarella<\/strong>, rese al Parlamento: \u00abDignit\u00e0 \u00e8 un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa \u00e8 anche la migliore garanzia di sicurezza \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, ancora di recente, sfogliando i repertori di giurisprudenza, non \u00e8 inconsueto imbattersi in decisioni della Corte di cassazione che, al termine dei procedimenti risarcitori&nbsp;<strong>ex art. 35-ter l. n. 354 del 1975<\/strong>, hanno accolto i ricorsi di detenuti da cui emergeva che durante il periodo di detenzione, oltre a non essere stato loro assicurato lo spazio minimo vitale di 3 mq&nbsp;<strong>(nella specie di 1.20 mq &#8216;<em>pro capite<\/em>&#8216; a causa dell&#8217;ingombro di un tavolino &#8211; da riporre in bagno per potersi coricare nel letto)<\/strong>, non erano stati loro neppure garantiti gli elementi minimali del trattamento penitenziario a causa dell\u2019assenza dell\u2019acqua calda; dell&#8217;inadeguatezza del riscaldamento;&nbsp;<strong>del turno doccia,<\/strong>&nbsp;reso possibile tre volte a settimana con acqua fredda e la permanenza complessiva all&#8217;interno della cella per quindici ore giornaliere (cos\u00ec nella vertenza decisa da Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 29\/03\/2023, n. 8878 (rv. 667241-01).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/carcere\/ottantanni-di-liberta-ma-il-carcere-e-ancora-fuori-dalla-costituzione-vctw6hz8\"><\/a>Ancora,\u00a0<strong>\u00e8 possibile incappare in decisioni che si sono dovute occupare di istanze risarcitorie<\/strong>\u00a0avanzate da detenuti che hanno lamentato l&#8217;assenza di una effettiva e completa separazione tra il locale bagno ed il resto della camera detentiva\u00a0<strong>(Cass. pen., Sez. I, 23\/01\/2019, n. 15306) o, ancora, la prolungata assenza di acqua potabile (Cass. pen., Sez. I, 08\/02\/2024, n. 21590).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La grave situazione in cui versano le carceri italiane pu\u00f2 essere definita, come detto, un problema atavico che si presenta sistematicamente e nella stessa drammaticit\u00e0 da quando esiste l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">FILIPPO TURATI NEL 1904: LE CARCERI SONO UNA VERGOGNA NAZIONALE<\/h2>\n\n\n\n<p>Filippo Turati, nel 1904, in un discorso alla Camera dei deputati disse che \u00ab le carceri italiane, nel loro complesso, sono la maggiore vergogna del nostro Paese.&nbsp;<strong>Esse rappresentano l\u2019esplicazione della vendetta sociale, nella forma pi\u00f9 atroce che si abbia mai avuto<\/strong>: noi crediamo di aver abolita la tortura, e i nostri reclusori sono essi stessi un sistema di tortura, la pi\u00f9 raffinata; noi ci vantiamo di aver cancellato la pena di morte dal codice penale comune, e la pena di morte che ammanniscono a goccia a goccia le nostre galere \u00e8 meno pietosa di quella che era data per mano del carnefice;&nbsp;<strong>noi ci gonfiamo le gote a parlare di emenda dei colpevoli<\/strong>, e le nostre carceri sono fabbriche di delinquenti, o scuole di perfezionamento dei malfattori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">FRANCESCO CARNELUTTI NEL 1945: SEGNI MANIFESTI DI INCIVILT\u00c0<\/h2>\n\n\n\n<p>Francesco Carnelutti, 40 anni dopo, in un prezioso contributo pubblicato nel 1945 dovette constatare come occorresse giungere ad una profonda revisione, \u00ab delle nostre idee o delle nostre abitudini in ordine al fabbisogno finanziario del processo.&nbsp;<strong>Non v&#8217;\u00e8 alcun&#8217;altra funzione dello Stato<\/strong>, la quale debba passare avanti alla funzione giudiziaria, e di questa la funzione penale \u00e8 la guisa suprema. Che finora a questa funzione siano state dedicate minori cure e minori spese che ad altre, senza confronto meno essenziali \u00b7ai fini dello Stato,&nbsp;<strong>\u00e8 ancora uno dei segni manifesti della nostra incivilt\u00e0<\/strong>. D&#8217;altra parte \u00e8 ora di smettere, almeno in Italia, il malvezzo di far prevalere il decoro estrinseco della funzione alla intrinseca idoneit\u00e0 dell&#8217;organo, che la esercita: avere speso enormi\u00b7&nbsp;<strong>somme per la costruzione di monumentali palazzi di giustizia<\/strong>&nbsp;lasciando incredibili deficienze tecniche nei tribunali e nei reclusori, io spero che d&#8217;ora innanzi non sar\u00e0 pi\u00f9 tollerato\u00bb (Il problema della pena, Tumminelli, pag. 78).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/carcere\/viaggio-dentro-rebibbia-il-carcere-e-un-buco-nero-ascoltateci-uhzfec5k\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/download-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2323\" style=\"width:420px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/download-1.jpg 275w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/download-1-110x73.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">PIETRO CALAMANDRE NEL 1948: TUTTO \u00c8 RIMASTO FERMO<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1948&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/carcere\/avvocato-in-costituzione-il-si-delle-toghe-riflette-la-scelta-di-calamandrei-sul-csm-gpcsiu0a\"><strong>Pietro Calamandrei<\/strong><\/a>&nbsp;raccolse in un Volume edito dalla rivista Il ponte i contributi di autorevoli voci che descrivevano le situazioni in cui versavano le carceri italiane dell\u2019epoca ed \u00e8 incredibile dover constatare come tutto sembri essere rimasto fermo. \u00c8 come se il tempo, in questo settore, non fosse riuscito a scalfire le disfunzioni nonostante i legislatori che si sono succeduti non siano certamente rimasti totalmente inerti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I 50 ANNI DALLA RIFORMA PENITENZIARIA DEL 1975<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Quest\u2019anno si celebrer\u00e0 il cinquantesimo compleanno della l. n. 354 del 1975<\/strong>\u00a0che ha riformato l\u2019ordinamento penitenziario soppiantando il regolamento carcerario emanato in piena era fascista che, al suo interno, prevedeva norme che, oggi, ci possono apparire in un certo senso assurde,\u00a0<strong>come il fatto che i detenuti dovessero essere chiamati per numero<\/strong>, che agli stessi, per motivi disciplinari, potesse essere somministrato pane e acqua e che, per ragioni di sicurezza, potessero essere anche applicate misure di contenzione.<a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/carcere\/viaggio-dentro-rebibbia-il-carcere-e-un-buco-nero-ascoltateci-uhzfec5k\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo \u00e8 stato superato ma, come \u00e8 stato autorevolmente notato, per molta parte quella legge \u2013 che certamente ha fatto passi da gigante rispetto al vecchio regolamento \u2013 \u00e8 rimasta un gran bel libro dei sogni perch\u00e9, nonostante le numerose prescrizioni&nbsp;<strong>che dovrebbero garantire un trattamento penitenziario conforme ad umanit\u00e0 ed in grado di assicurare la dignit\u00e0 delle persone<\/strong>&nbsp;(come, ad esempio, il fatto che gli istituti penitenziari devono essere dotati di locali per le esigenze di vita e di locali per lo svolgimento di attivit\u00e0 lavorative, formative; che i locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati debbano essere di ampiezza sufficiente,&nbsp;<strong>illuminati con luce naturale e artificiale in modo da permettere il lavoro e la lettura<\/strong>, areati e riscaldati per il tempo in cui le condizioni climatiche lo esigano e dotati di servizi igienici riservati, decenti e di tipo razionale o, ancora, che ai detenuti ed agli internati deve essere assicurato l\u2019uso adeguato e sufficiente di servizi igienici e docce fornite di acqua calda),&nbsp;<strong>come si \u00e8 visto<\/strong>, ci sono ancora detenuti rispetto ai quali questi \u2018lussi\u2019 costituiscono ancora un miraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 vero che la civilt\u00e0 di un popolo si misura dalla qualit\u00e0 delle sue prigioni piuttosto che da quella dei suoi palazzi&nbsp;<strong>(come, secondo taluno, avrebbe detto Voltaire),<\/strong>&nbsp;si dovrebbe provare vergogna anche solo a pensare che oggi vi possano essere cittadini che subiscono trattamenti del tipo di quelli che si sono descritti,&nbsp;<strong>oltretutto nel pi\u00f9 imbarazzante silenzio dell\u2019opinione pubblica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019IMPEGNO DEL GOVERNO DRAGHI PER UNA RIFORMA<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 13 febbraio 2021si era insediato il governo Draghi, sostenuto da una coalizione ad ampio spettro a cui avevano preso parte anche quelle stesse forze politiche&nbsp;<strong>(si pensi a Lega e M5S)<\/strong>&nbsp;che, cavalcando le onde del populismo, nella precedente legislatura, non avevano mancato di imprimere sul sistema penitenziario le ombre della pi\u00f9 violenta deriva giustizialista e securitaria (al governo Conte sostenuto dalla coalizione giallo-verde, infatti,&nbsp;<strong>si deve uno dei pi\u00f9 aberranti ritocchi all\u2019art. 4-bis della l. n. 354 del 1975<\/strong>&nbsp;quello apportato attraverso l\u2019art. 1, comma 6, lett. a) e b) della l. 9 gennaio 2019, n. 3, che aveva introdotto nel catalogo dei reati rispetto ai quali trova applicazione lo speciale regime dei divieti di concessione dei benefici penitenziari i reati contro la pubblica amministrazione).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/cronache\/papa-francesco-e-lultima-carezza-ai-detenuti-di-roma-donati-200mila-euro-xb8y6bfc\"><\/a>Ebbene, nonostante l\u2019eterogeneit\u00e0 delle forze di sostegno, sin dal momento del suo insediamento, quel governo presieduto dall\u2019ex presidente della Bce aveva lanciato chiari segnali di nuovi impulsi riformatori destinati a riflettersi sul diritto penitenziario e a segnare,\u00a0<strong>almeno nelle intenzioni,<\/strong>\u00a0una significativa inversione di rotta rispetto alle esperienze del passato. Le linee pi\u00f9 chiare di questo nuovo corso possono essere certamente rivenute nelle comunicazioni della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, sulle linee programmatiche del suo Dicastero in materia di giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019articolato discorso presentato alla 2\u00aa Commissione permanente (Giustizia) del Senato, in data 18 marzo 2021, nel tracciare la mappatura dei \u00ab problemi pi\u00f9 urgenti e improcrastinabili \u00bb da affrontare per riuscire a \u00ab contribuire a rispondere almeno ad alcune delle domande di giustizia che ardono in vari ambiti del nostro paese\u00bb, la professoressa Marta Cartabia ha rivolto lo sguardo anche alla \u00abfase dell&#8217;esecuzione penale\u00bb&nbsp;<strong>promettendo l\u2019impegno del governo<\/strong>&nbsp;anche in tale settore non solo perch\u00e9 \u00abla qualit\u00e0 della vita dell&#8217;intera comunit\u00e0 penitenziaria, di chi vi opera, con professionalit\u00e0 e dedizione, e di chi vi si trova per scontare la pena, \u00e8 un fattore direttamente proporzionale al contrasto e alla prevenzione del crimine\u00bb, ma perch\u00e9 \u00abperseguire lo scopo rieducativo della pena&nbsp;<strong>non costituisce soltanto un dovere morale e costituzionale come si legge inequivocabilmente nell&#8217;art. 27 della Costituzione<\/strong>&nbsp;&#8211; ma \u00e8 anche il modo pi\u00f9 effettivo ed efficace per prevenire la recidiva e, quindi, in ultima analisi, per irrobustire la sicurezza della vita sociale\u00bb.<br><em>(fine prima parte \u2013&nbsp;Per gentile concessione di \u201c(in)GIUSTIZIA, Parola alla difesa\u201d, Camera Penale di Cosenza)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal quotidiano Il Dubbio del 28 aprile riprendiamo un articolo del prof. 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