{"id":2333,"date":"2025-05-14T16:12:33","date_gmt":"2025-05-14T14:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2333"},"modified":"2025-05-14T16:14:53","modified_gmt":"2025-05-14T14:14:53","slug":"allarme-per-il-caso-de-maria-ma-i-benefici-penitenziari-funzionano-e-i-numeri-lo-dimostrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2333","title":{"rendered":"Allarme per il caso De Maria, ma i benefici penitenziari funzionano e i numeri lo dimostrano"},"content":{"rendered":"\n<p><em>La redazione della Fenice \u00e8 tutt&#8217;ora chiusa per volont\u00e0 della Direzione. Il carcere per\u00f2 continua a far parlare di s\u00e9. Dopo un recente caso di cronaca riprendiamo un articolo di <strong>Damiano Aliprandi<\/strong> pubblicato sul quotidiano Il dubbio il 12 maggio 2025<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"195\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2334\" style=\"width:433px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-3.jpg 259w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-3-110x83.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:500\">Dopo la vicenda del detenuto evaso che si \u00e8 lanciato dal Duomo di Milano, si riapre il dibattito sulle misure alternative. I dati ufficiali per\u00f2 raccontano una realt\u00e0 diversa: ogni anno decine di migliaia di detenuti ne usufruiscono senza mai violare la legge<\/p>\n\n\n\n<p>La cronaca di Milano si \u00e8 tinta di tragedia nei giorni scorsi, quando&nbsp;<strong>Manuele De Maria<\/strong>, 34 anni, detenuto in permesso premio dal carcere di Bollate per lavorare come receptionist all\u2019hotel Berna, \u00e8 evaso, ha accoltellato un collega all\u2019alba e, dopo circa trenta ore di fuga, si \u00e8 tolto la vita gettandosi dalle terrazze del Duomo. Quel venerd\u00ec 10 maggio, purtroppo, non era la prima volta che De Maria commetteva un gesto inaudito: gi\u00e0 in precedenza aveva ucciso un\u2019altra collaboratrice dell\u2019albergo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso \u00e8 al vaglio del ministero della Giustizia e il sottosegretario&nbsp;<strong>Andrea Delmastro<\/strong>&nbsp;ha chiarito: \u00abCercheremo, per quanto possibile, di fare approfondimenti su una scelta che non dipende certamente dall&#8217;Amministrazione penitenziaria. Cercheremo capire come sia potuto accadere che venisse giudicato, evidentemente, non pericoloso socialmente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro al clamore di un caso cos\u00ec drammatico, per\u00f2, si nasconde un quadro che pochi conoscono: ogni anno decine di migliaia di detenuti ottengono permessi premio o vivono in regime di semilibert\u00e0 senza mai rendersi protagonisti di episodi criminali. Nel 2024, il&nbsp;<strong>Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria<\/strong>&nbsp;ha concesso&nbsp;<strong>35.282 permessi premio<\/strong>: pi\u00f9 di novanta al giorno, in media, distribuiti in tutte le regioni d\u2019Italia, dalla Valle d\u2019Aosta (50) alla Lombardia (14.840), fino alla Sicilia (2.205).<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>semilibert\u00e0<\/strong>, altra misura fondamentale nel percorso di reinserimento, secondo gli ultimi dati disponibili riguardava, al 30 aprile 2025, ben 1.340 persone, pari al&nbsp;<strong>2,7%<\/strong>&nbsp;dei soggetti seguiti dagli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (Uepe), su un totale di quasi 50.000 persone in misure alternative. Di queste, 424 erano nuovi incarichi emessi nel corso dei primi quattro mesi dell\u2019anno, segno che \u2013 al netto delle emergenze che catturano l\u2019attenzione dei media \u2013 la risposta del sistema penitenziario resta rivolta al reinserimento, e non esclusivamente alla detenzione in cella.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso \u00e8 tutt\u2019altro che scontato: ogni richiesta di permesso o di semilibert\u00e0 passa al vaglio del&nbsp;<strong>magistrato di sorveglianza<\/strong>, che valuta il profilo di rischio, il comportamento in carcere e i legami del detenuto con la societ\u00e0. Il fine, sancito dalla legge 354\/1975, \u00e8&nbsp;<strong>\u201crieducativo\u201d<\/strong>: anzich\u00e9 un\u2019abitudine all\u2019isolamento, il detenuto prova a riconquistare gradualmente autonomia, responsabilit\u00e0 e reputazione nel mondo esterno. Purtroppo, nei grandi numeri, possono accadere&nbsp;<strong>errori di valutazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio zero non esiste in alcun ambito. Ma non per questo bisogna rinunciare. Basti pensare, solo a titolo esemplificativo, agli errori mortali che accadono durante le operazioni chirurgiche in ospedale. Accadono. Ma non per questo si smette di operare e salvare vite umane.<\/p>\n\n\n\n<p>Semilibert\u00e0 e permessi premio non sono una concessione di gentilezza, ma un vero e proprio banco di prova: la&nbsp;<strong>legge sull\u2019ordinamento penitenziario<\/strong>&nbsp;li inserisce come alternativa alla detenzione piena, con un chiaro scopo rieducativo. Mentre il carcere tende a isolare chi lo sconta, privandolo dell\u2019idea stessa di un progetto di vita, aprire qualche ora al giorno o qualche giorno al mese significa testare la capacit\u00e0 di autonomia e di rispetto delle regole fuori dalle mura.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studi confermano che chi affronta la pena in regime di semilibert\u00e0 o con permessi premio ha minori probabilit\u00e0 di tornare a delinquere rispetto a chi rimane chiuso fra quattro mura. Mantenere un l<strong>egame con la famiglia<\/strong>, provare a rimettersi in gioco sul lavoro, ricevere un sostegno mirato dai servizi sociali: tutto questo costruisce percorsi di fiducia che difficilmente nascono dietro le sbarre. Nel marzo 2025, la&nbsp;<strong>Corte Costituzionale<\/strong>&nbsp;ha dichiarato l&#8217;illegittimit\u00e0 della norma che prevedeva una preclusione biennale alla concessione di permessi premio per i detenuti imputati o condannati per reati commessi durante l&#8217;esecuzione della pena. Questa decisione rafforza l&#8217;importanza di valutare caso per caso, evitando automatismi che potrebbero ostacolare il percorso rieducativo del detenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedersi se \u201cbuttar via\u201d questi benefici dopo un episodio come quello di De Maria sarebbe una reazione d\u2019istinto, non di ragione. Perch\u00e9 dietro ai numeri \u2013 migliaia di permessi, oltre mille semilibert\u00e0 attive \u2013 ci sono vite che, una volta rimessi in libert\u00e0 controllata, non infrangono pi\u00f9 la legge. Negare a tutti i detenuti queste opportunit\u00e0 significherebbe rinunciare a quei segnali di fiducia che, quasi sempre, funzionano. I fatti di cronaca nera colpiscono e scuotono, ma non possono cancellare l\u2019esperienza positiva di chi, dopo aver scontato parte della pena, \u00e8 riuscito a riannodare i fili del proprio futuro. \u00c8 l\u00ec che andrebbe puntata l\u2019attenzione: non sull\u2019eccezione, ma sulla regola che, ogni giorno, dimostra quanto il sistema penitenziario italiano sappia investire non solo in sicurezza, ma anche in speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La redazione della Fenice \u00e8 tutt&#8217;ora chiusa per volont\u00e0 della Direzione. Il carcere per\u00f2 continua a far parlare di s\u00e9. 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