{"id":2346,"date":"2025-05-26T10:44:02","date_gmt":"2025-05-26T08:44:02","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2346"},"modified":"2025-05-27T14:14:03","modified_gmt":"2025-05-27T12:14:03","slug":"lotta-alla-droga-ecco-i-numeri-del-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2346","title":{"rendered":"Lotta alla droga: ecco i numeri del fallimento"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato il 25 maggio sul quotidiano Il dubbio.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:500\">Lo Stato spende miliardi per alimentare il sistema penale: il risultato \u00e8 carceri piene di\u00a0piccoli spacciatori e SerD\u00a0carenti. Il 7 e 8 novembre a Roma la Contro-Conferenza nazionale sulle dipendenze<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/pexels-photo-7668045.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2347\" style=\"width:508px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/pexels-photo-7668045.jpeg 600w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/pexels-photo-7668045-300x225.jpeg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/pexels-photo-7668045-110x83.jpeg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/pexels-photo-7668045-420x315.jpeg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/pexels-photo-7668045-573x430.jpeg 573w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il modello repressivo, in Italia, non ha n\u00e9 fermato il consumo n\u00e9 ridotto l\u2019offerta di sostanze. Al contrario, ha prodotto costi umani e sociali altissimi. Le carceri esplodono di detenuti arrestati per droga; le persone con dipendenze restano senza percorsi di cura; chi finisce nel circuito penale si porta addosso per tutta la vita il marchio di \u201cspacciatore\u201d o \u201ctossicodipendente\u201d; le grandi organizzazioni criminali continuano a prosperare su un mercato che la repressione non riesce a scalfire. E intanto lo Stato spende miliardi tra forze dell\u2019ordine, magistratura e carceri, senza risultati concreti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un sistema che continua a divorare risorse pubbliche per mantenere in piedi il proprio stesso apparato, mentre investe poco o nulla in prevenzione e supporto a chi avrebbe bisogno di aiuto. Le carceri italiane sono ben oltre la soglia di sicurezza: il tasso di sovraffollamento \u00e8 al 133,52%, secondo l\u2019ultimo rapporto del Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria. Pi\u00f9 di un terzo dei detenuti \u00e8 in carcere per reati legati alla droga. E l\u2019Italia continua ad avere una delle legislazioni pi\u00f9 severe d\u2019Europa su detenzione e spaccio, al punto da aver mandato dietro le sbarre, per anni, anche chi veniva trovato con piccole quantit\u00e0 per uso personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, i servizi sanitari per le dipendenze restano carenti. I SerD \u2014 i servizi pubblici per le dipendenze \u2014 operano sotto organico e con dotazioni insufficienti. Dal 2018 al 2023, il personale specializzato si \u00e8 ridotto di 252 unit\u00e0. Oggi, il rapporto tra operatori e utenti \u00e8 di 4,7 ogni 100 persone, contro il 7,2 dei servizi dedicati all\u2019alcologia. L\u2019approccio della riduzione del danno, che prevede interventi come distribuzione di siringhe sterili, counselling a bassa soglia, informazione tra pari, \u00e8 stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma resta inapplicato in molte regioni. Mancano strutture per il consumo controllato, programmi di somministrazione del naloxone, centri per il trattamento delle patologie infettive legate all\u2019iniezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il peso dello stigma resta enorme. La parola \u201ctossicodipendente\u201d agisce come un timbro indelebile: si perdono lavoro, casa, reti di sostegno. E la paura di essere riconosciuti come consumatori allontana anche chi vorrebbe iniziare un percorso di cura. L\u2019idea della riduzione del danno, nel suo senso pi\u00f9 ampio, parte proprio da qui: accogliere senza giudicare. Ma nel contesto italiano manca ancora un\u2019effettiva cultura della non discriminazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In carcere, intanto, finiscono quasi sempre i \u201cpesci piccoli\u201d: consumatori, microspacciatori. I grandi trafficanti, quelli con logistica, capitali e protezioni, restano fuori. E si arricchiscono. Nel 2023 \u2014 secondo i dati della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga \u2014 le forze dell\u2019ordine hanno aumentato le operazioni (+ 6%) e sequestrato 89 tonnellate di stupefacenti (+ 17%). Ma il mercato non rallenta. Il narcotraffico, come sottolinea il Dipartimento Antidroga, \u00e8 ormai una \u201cmultinazionale del crimine\u201d, in grado di adattarsi a ogni crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, ogni euro speso per alimentare il sistema penale sottrae risorse a prevenzione, trattamento, reinserimento. I fondi per programmi alternativi si sono ridotti negli ultimi anni, mentre il meccanismo repressivo continua a girare a vuoto, alimentando un circolo vizioso da cui sembra impossibile uscire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NASCE LA CONTRO-CONFERENZA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, la societ\u00e0 civile italiana prepara una risposta netta. Il 7 e 8 novembre 2025, negli stessi giorni in cui a Roma si terr\u00e0 la Conferenza Nazionale sulle Droghe organizzata dal governo, andr\u00e0 in scena una Contro- Conferenza nazionale autoconvocata. L\u2019obiettivo: smontare la retorica securitaria, rivendicare i diritti negati e proporre un nuovo paradigma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSulle droghe abbiamo un piano. Fermiamo la guerra alla droga, contro il governo della paura garantiamo diritti civili e sociali\u00bb : \u00e8 lo slogan dell\u2019iniziativa promossa da una coalizione ampia e radicata, che comprende Antigone, ARCI, CGIL, Associazione Luca Coscioni, Forum Droghe, Gruppo Abele e oltre dieci altre realt\u00e0 impegnate ogni giorno sul campo. La distanza tra governo e societ\u00e0 civile sul tema delle sostanze stupefacenti non \u00e8 mai stata cos\u00ec netta. Da una parte, l\u2019esecutivo Meloni spinge sull\u2019acceleratore dell\u2019approccio securitario: dal decreto anti- rave al decreto Caivano, passando per le modifiche al codice della strada e l\u2019ultimo Decreto Sicurezza, che \u00e8 riuscito a criminalizzare perfino la canapa industriale, priva di effetti psicoattivi. Dall\u2019altra, un fronte sempre pi\u00f9 compatto di esperti, attivisti e operatori denuncia il fallimento strutturale della &#8216; guerra alla droga&#8217; e chiede un cambio di passo: meno repressione, pi\u00f9 salute pubblica e diritti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019annuncio pubblicato da Antigone non lascia spazio a dubbi: \u00abA differenza della Conferenza del 2021 \u2014 aperta alla partecipazione della societ\u00e0 civile e culminata con un innovativo Piano Nazionale poi ignorato dall\u2019attuale esecutivo \u2014 il governo Meloni ha escluso le realt\u00e0 esperte e le persone che usano sostanze. Di fronte a questo, non intendiamo restare in silenzio\u00bb. La Contro- Conferenza sar\u00e0 il momento finale di un percorso fatto di iniziative diffuse sul territorio, incontri con i cittadini, dialogo con amministrazioni locali, comitati di quartiere, studenti, sindacati e tutte le forze politiche disposte al confronto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA SCIENZA CONTRO L\u2019IDEOLOGIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente contestate sono le dichiarazioni del sottosegretario Alfredo Mantovano, delegato alle politiche sulle droghe, che ha messo in discussione l\u2019efficacia della Riduzione del Danno. Un approccio riconosciuto e sostenuto a livello internazionale, forte di decenni di evidenze scientifiche, che dimostra di ridurre i danni sanitari, contenere le infezioni, prevenire l\u2019overdose e migliorare la convivenza civile, abbattendo stigma e pregiudizi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl governo ignora deliberatamente i dati\u00bb, denunciano gli organizzatori. \u00abLa Riduzione del Danno non \u00e8 solo una prassi sanitaria, \u00e8 una scelta culturale e politica, necessaria per affrontare l\u2019evoluzione dei consumi e delle sostanze\u00bb. Nonostante sia stata formalmente inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza, la sua applicazione resta a macchia di leopardo. In molte regioni, chi ha bisogno resta scoperto.<\/p>\n\n\n\n<p>La Contro- Conferenza non si limita a criticare: vuole mettere in campo un\u2019alternativa concreta. Al centro del confronto ci saranno proposte precise: depenalizzazione e decriminalizzazione dell\u2019uso personale, anche sul piano amministrativo; regolazione legale della cannabis; attuazione uniforme dei LEA per la Riduzione del Danno; potenziamento delle misure alternative alla detenzione, con particolare attenzione per le madri detenute. L\u2019obiettivo \u00e8 costruire un nuovo paradigma basato su salute pubblica, giustizia di comunit\u00e0 e diritti umani. \u00abIl fallimento del modello repressivo \u00e8 documentato anche nei report ufficiali delle Nazioni Unite\u00bb, sottolineano le organizzazioni. \u00abServe una svolta radicale: non pi\u00f9 guerra alla droga, ma governo sociale del fenomeno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La coalizione promotrice si allarga. Oltre alle quindici sigle gi\u00e0 aderenti ( tra cui A Buon Diritto, CNCA, Comunit\u00e0 San Benedetto al Porto, LILA, ITANPUD, ITARDD, L\u2019Altro Diritto, Meglio Legale, Tutela Pazienti Cannabis), il fronte riformista punta a coinvolgere anche le citt\u00e0 aderenti alla rete ELIDE, alcune regioni considerate virtuose e le reti europee attive sul tema. Le adesioni restano aperte sul sito www.conferenzadroghe.it, dove \u00e8 disponibile anche il programma dell\u2019iniziativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato il 25 maggio sul quotidiano Il dubbio. Lo Stato spende miliardi per alimentare il sistema penale: il risultato \u00e8 carceri piene di\u00a0piccoli spacciatori e SerD\u00a0carenti. 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