{"id":2385,"date":"2025-07-14T16:51:33","date_gmt":"2025-07-14T14:51:33","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2385"},"modified":"2025-07-14T16:54:11","modified_gmt":"2025-07-14T14:54:11","slug":"carceri-lordine-dei-giornalisti-difende-i-giornali-scritti-dai-detenuti-il-diritto-allinformazione-vale-anche-dietro-le-sbarre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2385","title":{"rendered":"Carceri, l\u2019Ordine dei giornalisti difende i giornali scritti dai detenuti: \u00abIl diritto all\u2019informazione vale anche dietro le sbarre\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Proponiamo l&#8217;articolo di Damiano Aliprandi pubblicato il 12 luglio sul sito <a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.ildubbio.news\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ildubbio.news<\/a> sul diritto di informazione nel e dal carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio nazionale dell\u2019Ordine dei giornalisti ha approvato un ordine del giorno firmato dai consiglieri Pallotta e De Robert per \u00abtutelare i giornali dove collaborano i detenuti\u00bb. Un atto di richiamo all\u2019articolo 21 della Costituzione e all\u2019articolo 18 dell\u2019Ordinamento penitenziario, che chiedono il rispetto del diritto di libera informazione anche dietro le sbarre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Italia le carceri restano luoghi isolati, dove la trasparenza fa fatica a farsi strada.<\/strong> Il tasso di sovraffollamento \u00e8 giunto a sfiorare il il 135%, nelle carceri italiane, e mette a repentaglio perfino le vite degli oltre 62 mila reclusi. Numeri che spiegano perch\u00e9 un laboratorio di scrittura in carcere non sia mai solo un esercizio creativo, ma un presidio di democrazia e di umanit\u00e0. Eppure, in pi\u00f9 strutture sono stati imposti controlli preventivi sui testi o bloccati persino gli acquisti di libri: \u00e8 successo con \u201cUn\u2019altra storia inizia qui\u201d dell\u2019ex ministra della giustizia Marta Cartabia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella Casa di reclusione di Roma Rebibbia, dove si pubblica il giornale \u201cNon tutti sanno\u201d,<\/strong> frutto del laboratorio condotto da un giornalista professionista, in un primo tempo la Direzione ha comunicato che la persona detenuta autore dell\u2019articolo dovesse richiedere autorizzazione per poterlo firmare con nome e cognome, visto che la pubblicazione degli articoli era prevista con le iniziali del nome e cognome, nome di fantasia o di battesimo. Solo recentemente, il diritto alla firma con nome e cognome \u00e8 stato finalmente riconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella Casa circondariale di Lodi, la Direzione dell\u2019Istituto \u201cchiede\u201d una lettura preventiva<\/strong> dei testi elaborati dalla redazione di \u201cAltre storie\u201d e pubblicati dal quotidiano della citt\u00e0 Il Cittadino e di entrare nel merito della scelta degli argomenti da trattare, vietando temi sensibili come, per esempio, quello dell\u2019immigrazione. Nella Casa circondariale di Ivrea, il 15 giungo 2025, mesi di sospensione \u201ctecnica\u201d del giornale \u201cLa Fenice\u201d, edito dall\u2019Associazione Rosse Torri, sospensione imposta dalla Direzione, la stessa ne ha deciso la chiusura, ha annullato gli incontri, bloccato i computer e sospeso l\u2019autorizzazione all\u2019ingresso in carcere ai volontari che portavano avanti il laboratorio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella Casa circondariale a Trento, dopo dieci anni di presenza in carcere come volontario,<\/strong> non \u00e8 stata rinnovata l\u2019autorizzazione all\u2019ingresso al Direttore del periodico \u201cNon solo dentro\u201d. Guarda caso, successivamente alla pubblicazione di articoli che evidenziavano una serie di criticit\u00e0 della realt\u00e0 penitenziaria. Sono fatti che ledono i diritti fondamentali: l\u2019articolo 21 stabilisce che \u00abla stampa non pu\u00f2 essere soggetta ad autorizzazioni o censure\u00bb, mentre l\u2019articolo 18 dell\u2019Ordinamento penitenziario garantisce \u00abil diritto a una libera informazione e di esprimere le proprie opinioni\u00bb agli utenti del carcere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Consiglio nazionale dell\u2019Ordine chiede al ministro della Giustizia e al capo del Dap di intervenire subito<\/strong>, perch\u00e9 il controllo preventivo non diventi prassi. L\u2019ordine del giorno sottolinea anche il valore rieducativo di questi laboratori: non sono semplici corsi di scrittura, ma un percorso di responsabilizzazione e di reinserimento sociale. Il Consiglio si impegna a monitorare la situazione insieme al coordinamento dei giornali e delle realt\u00e0 dell\u2019informazione carceraria, per evitare che un diritto costituzionale si trasformi in un privilegio concesso a discrezione delle direzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La posta in gioco non riguarda solo i detenuti, ma l\u2019intera comunit\u00e0:<\/strong> concedere a chi vive dietro le sbarre di raccontare la propria storia significa rafforzare il sistema democratico, migliorare la trasparenza e contrastare la sfiducia verso le istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se tenere un giornale in carcere diventa un pretesto per impedirne l\u2019uscita,<\/strong> perde senso il concetto stesso di pena rieducativa. \u00abQuando i detenuti denunciano il sovraffollamento, le celle fatiscenti o la mancanza di acqua calda, alcune Direzioni vedono un\u2019immagine \u201cnegativa\u201d da censurare. Ma quei problemi sono reali, e tacere non li risolve\u00bb, aveva denunciato Francesco Lo Piccolo, giornalista e direttore di Voci di dentro, trimestrale scritto da detenuti ed ex detenuti. Il prossimo passo sar\u00e0 verificare che le parole dell\u2019Ordine non restino appese a un comunicato, ma trovino applicazione concreta in tutte le carceri italiane.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"458\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ordine-giornalisti-difende-stampa-in-carcere.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2386\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ordine-giornalisti-difende-stampa-in-carcere.png 690w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ordine-giornalisti-difende-stampa-in-carcere-300x199.png 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ordine-giornalisti-difende-stampa-in-carcere-110x73.png 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ordine-giornalisti-difende-stampa-in-carcere-420x279.png 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ordine-giornalisti-difende-stampa-in-carcere-648x430.png 648w\" sizes=\"auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proponiamo l&#8217;articolo di Damiano Aliprandi pubblicato il 12 luglio sul sito ildubbio.news sul diritto di informazione nel e dal carcere. 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