{"id":2416,"date":"2025-08-15T11:28:23","date_gmt":"2025-08-15T09:28:23","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2416"},"modified":"2025-08-15T20:14:02","modified_gmt":"2025-08-15T18:14:02","slug":"celle-forno-e-senza-bagni-linferno-di-regina-coeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2416","title":{"rendered":"Celle forno e senza bagni, l\u2019inferno di Regina Coeli"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Se pensiamo che le nostre case siano torride, proviamo a pensare alle condizioni di chi vive chiuso in una cella dentro un carcere che \u00e8 un enorme forno. La detenzione \u00e8 la pena per un reato, non la tortura. <br>Proponiamo un articolo di Conchita Sannino\u00a0(Repubblica, 13\/8\/2025) che testimonia sulla situazione a Regina Coeli, ma non \u00e8 tanto diverso (pu\u00f2 essere peggio) nelle altre carceri italiane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"554\" height=\"352\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Caldo-nelle-carceri.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2417\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Caldo-nelle-carceri.png 554w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Caldo-nelle-carceri-300x191.png 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Caldo-nelle-carceri-110x70.png 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Caldo-nelle-carceri-420x267.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agosto in cui ministro Nordio e governo alzano il tono sulle carceri, dicono calmi, nessun allarme, siamo nella media, metti piede a Regina Coeli, superi il quinto varco metallico e, lungo il tetro corridoio, li trovi tutti. Gli spettri, gli uomini trattati da bestie: 1102 persone dietro le sbarre, ragazzi e vecchi, stranieri e romani, incensurati finiti l\u00ec per stalking o sospettati di mafia, e comunque quasi il 50 per cento di nordafricani, in un istituto in cui i posti effettivi sono meno della met\u00e0, 513. E con un solo agente di polizia penitenziaria per oltre 90 detenuti, a volte anche pi\u00f9 di 150, dipende dai turni, e dalle malattie.<\/p>\n\n\n\n<p>Entri e il buongiorno te lo d\u00e0 la distesa di sacchi di immondizia, aspettano l\u00ec da ore. Un po\u2019 di luce dal fondo, \u00e8 un aborto di cortile, rettangolo di quattordici metri quadrati con l\u2019asfalto rovente: sarebbe lo spazio dell\u2019ora d\u2019aria, su cui un ragazzo maghrebino, Hashir, lui da solo, sta facendo ossessivamente dieci, venti o forse trenta giri al minuto. Fa segno a gesti che la terra brucia e alla fine schizza dentro, stremato. Qualche recluso ride. Altri immobili, uno ciondola. Da qualche buco arriva un vento che \u00e8 tanfo, urine, cacca, a terra cicche, sporcizia. Ma qui a piano terra sono fortunati. Sono celle di 9 metri quadri e sono in 3 su un unico letto a castello: ai piani di sopra, nello stesso spazio, ci stanno anche in sei. E senza un vero wc, solo pochi hanno quello in alluminio, gli altri un foro in terra e il lavandino attaccato. E gridano perch\u00e9 non hanno un tavolo, e ogni tanto gettano escrementi dalla finestra tra dileggio e \u201cche schifo\u201d urlato dagli altri. Questa \u00e8 Regina Coeli, nell\u2019estate italiana del \u201csiamo nella media\u201d, qui il sovraffollamento \u00e8 a +200 per cento, con le brande che hanno occupato la barberia, la sala socialit\u00e0, tutto, ogni spazio. Con i suicidi a quota 48 in Italia e i morti di prigione totali arrivati a 148 fino al 31 luglio scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la famigerata Settima Sezione, la peggiore. \u00c8 l\u2019Alcatraz che tutti conoscono, che tutto schiaccia in un tempo primitivo senza diritto n\u00e9 legge \u2013 non solo carcerati, ma direttori, comandanti, agenti penitenziari, tutti diversamente vittime \u2013 quella dove ieri sono arrivati Roberto Giachetti, deputato di Iv che si batte per la liberazione speciale anticipata, insieme con Rita Bernardini, alla centesima missione di Nessuno Tocchi Caino e all\u2019ennesimo sciopero della fame, e con Renata Polverini.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre ore. Non dimenticabili persino per chi, dei penitenziari del Paese, tocca di continuo la non-dignit\u00e0. E lo sfaldamento dell\u2019articolo 27 della Costituzione. \u00abQuello che abbiamo visto a Regina Coeli supera qualunque peggiore immaginazione. Un quadro in cui i maiali nelle porcilaie, grazie alla normativa europea, vivono meglio dei detenuti nel carcere\u00bb, rileva Giachetti. Che presenter\u00e0 una denuncia \u00abmolto dettagliata alla Procura di Roma. E sia chiaro: la colpa non \u00e8 di quel direttore o di quel comandante o degli agenti, ma di un sistema che si vuole perpetuare cos\u00ec. Anche per furore ideologico, anche se riconosco la buona volont\u00e0 di La Russa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre docce per 60-70 detenuti. Ma la domenica zero. \u00abIn che senso?\u00bb, chiede Giachetti. Oscar si fa sotto, tatuato: \u00abAvete capito, la domenica possiamo puzzare\u00bb. Risate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, pi\u00f9 avanti, \u00abla cella dei gay\u00bb. In tre. Loro li chiameremo Federico, John e Sami, vivono chiusi 23 ore su 24, in un \u201cforno\u201d. \u00abCi fanno uscire alle 8 per la doccia \u2013 racconta \u201cFede\u201d \u2013 rientriamo e stiamo qui fino alla mattina dopo. Dicono: meglio per voi. Come omosessuali corriamo rischi\u00bb. Salvo, sui 50, \u00e8 di Procida: reato associato ai clan, tumore alla prostata e nessuna certezza di cura. Cesare spunta in parte dalla cella, fa impressione, sembra un fachiro: ha sviluppato l\u2019abilit\u00e0 di premere le orecchie e far passare il capo nell\u2019unico spazio tra le sbarre, l\u00ec dove passa \u201cil rancio\u201d. Ma \u00e8 al piano di sopra che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 (ancora) pi\u00f9 calpestata. Qui sono in 6 negli stessi 9 metri: gli egiziani Ziaid e Kabra hanno 19 e 24 anni, l\u2019algerino Roman ne ha 40, Abdul di 24, Ami di 50 e Sidique di 33. I letti lasciano 160 centimetri per passare. Tre parole sanno dire, quelle che servono: \u00abQuesto-no-umano\u00bb. Ma \u00ablo stato pi\u00f9 inaccettabile, brado \u2013 dice il deputato renziano \u2013 \u00e8 quello che ho visto nella cella 23: da mostrare a tutta l\u2019Europa\u00bb. In tre, Aboubakar, Buba e Pistamos, tra i 20 e i 30 anni, non hanno un wc, ma un foro: il muro pieno di sputi, fanno pip\u00ec in terra da giorni, cacca, uno si protegge con un lenzuolo sudicio, \u00absale un fetore che opprime il respiro\u00bb, sottolinea il deputato di Iv. Resistere? Per ubriacarsi con nulla, racconta Jose, si fa macerare la frutta per giorni nei secchi, ne esce una specie di alcol: ne hanno sequestrati 26, recipienti marci. Ma fossero quelle le \u201csostanze\u201d da stoppare. Corrono i traffici potenti. Due: droga e telefonini. Ci sono gli schiavi e ci sono i padroni. Come fuori, peggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSentire Nordio, governo, e tristemente anche il Garante nazionale dei detenuti, dire che la situazione sia sotto controllo fa orrore. \u00c8 fuori controllo la situazione, sono fuori controllo il ministro e questa maggioranza\u00bb, dice Giachetti. La vicedirettrice Antonella Rasola saluta, torna in ufficio. Tornano ai loro posti anche il dirigente della penitenziaria Fernando Stazzone, che da facente funzioni prova a sopperire a buchi, mancanze, e il vicecomandante Emanuele Ripa. Padre Vittorio Trani, il francescano, \u00e8 sempre dentro coi fantasmi. \u00abZurka, perch\u00e9 a piedi nudi?\u00bb, domanda. Gli hanno rubato vestiti e scarpe. Lui segna: gambiano Z., pantofole. Se ne va con tanti appunti, Giachetti: \u00abQualcuno dovr\u00e0 rispondere di quello che sta accadendo\u00bb. E di quello che non si sta facendo per evitare che accada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se pensiamo che le nostre case siano torride, proviamo a pensare alle condizioni di chi vive chiuso in una cella dentro un carcere che \u00e8 un enorme forno. La detenzione \u00e8 la pena per un reato, non la tortura. 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