{"id":2505,"date":"2025-11-14T12:38:21","date_gmt":"2025-11-14T11:38:21","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2505"},"modified":"2025-11-14T12:48:34","modified_gmt":"2025-11-14T11:48:34","slug":"aboliamo-quei-cimiteri-dei-vivi-chiedere-pene-piu-umane-non-significa-dimenticare-le-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2505","title":{"rendered":"Aboliamo quei cimiteri dei vivi: chiedere pene pi\u00f9 umane non significa dimenticare le vittime"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il carcere \u00e8 oggi solo l\u2019ultimo colpo della spada brandita minacciosa in una mano come appare nell\u2019iconografia della giustizia. Visita al carcere di Monza.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo di Mario Sacchi, <em>Vicesindaco del Comune di Usmate Velate<\/em>, su L&#8217;Unit\u00e0 del 9 novembre.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/casacircondariale2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2506\" style=\"width:435px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/casacircondariale2.jpg 259w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/casacircondariale2-110x82.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Casa Circondariale di Monza<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&amp;url=https:\/\/www.unita.it\/2025\/11\/09\/cimiteri-vivi-pene-umane-significa-dimenticare-vittime\/&amp;title=Aboliamo%20quei%20cimiteri%20dei%20vivi:%20chiedere%20pene%20pi%C3%B9%20umane%20non%20significa%20dimenticare%20le%20vittime\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Aboliamo%20quei%20cimiteri%20dei%20vivi:%20chiedere%20pene%20pi%C3%B9%20umane%20non%20significa%20dimenticare%20le%20vittime&amp;url=https:\/\/www.unita.it\/2025\/11\/09\/cimiteri-vivi-pene-umane-significa-dimenticare-vittime\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?s=100&amp;display=popup&amp;title=Aboliamo%20quei%20cimiteri%20dei%20vivi:%20chiedere%20pene%20pi%C3%B9%20umane%20non%20significa%20dimenticare%20le%20vittime&amp;u=https:\/\/www.unita.it\/2025\/11\/09\/cimiteri-vivi-pene-umane-significa-dimenticare-vittime\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"whatsapp:\/\/send?text=Aboliamo%20quei%20cimiteri%20dei%20vivi:%20chiedere%20pene%20pi%C3%B9%20umane%20non%20significa%20dimenticare%20le%20vittime%20%E2%86%92%20https:\/\/www.unita.it\/2025\/11\/09\/cimiteri-vivi-pene-umane-significa-dimenticare-vittime\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 novembre 2009 ho iniziato a pensare che cosa sia la giustizia e cosa significhi chiedere giustizia. Il 30 ottobre 2025, sedici anni dopo, una visita al&nbsp;<strong>carcere di Monza<\/strong>&nbsp;me l\u2019ha chiarito.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono entrato nella Casa Circondariale insieme all\u2019Associazione <em>Nessuno tocchi Caino<\/em>, ad altri amministratori locali e imprenditori del territorio, al garante dei detenuti di Monza e Brianza&nbsp;<strong>Roberto Rampi.<\/strong>&nbsp;Un\u2019esperienza che scuote, genera domande, intensifica l\u2019ascolto, stimola l\u2019impegno a fare di pi\u00f9 per le nostre comunit\u00e0. Nella delegazione del mio Comune&nbsp;<strong>Usmate Velate<\/strong>&nbsp;c\u2019erano anche la Presidente del Consiglio Comunale&nbsp;<strong>Stefania Brigatti<\/strong>&nbsp;e la Consigliera<strong>&nbsp;Francesca Tornaghi,<\/strong>&nbsp;con le quali abbiamo provato a dare voce a quello che accade in un non-luogo della nostra societ\u00e0, dove a perdere la voce sono le persone detenute ma anche chi qui lavora con professionalit\u00e0, umanit\u00e0 e impegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra societ\u00e0 e nel panorama politico c\u2019\u00e8 chi si indigna davanti alla proposta di abolire il carcere. Ma \u00e8 ora di abolire quello che<strong>&nbsp;Filippo Turati<\/strong>, pi\u00f9 di un secolo fa, gi\u00e0 definiva<em>&nbsp;\u201cil cimitero dei vivi<\/em>\u201d. C\u2019\u00e8 chi mi ha chiesto, a fronte della mia posizione, che posto abbiano le vittime nel mio cuore. Rispondo che la notte del 13 novembre 2009 mia zia Cristina fu vittima di un incidente stradale. Avevo 14 anni e frequentavo il primo anno di liceo. Da quel momento le vite della mia famiglia sono cambiate. Credo di avere una certa empatia verso la sofferenza delle vittime e delle persone a loro care, cos\u00ec come credo di sapere quanto sia importante il riconoscimento della vittima in quanto tale. La sofferenza la vivo ogni giorno nel cuore. Da quel 13 novembre di sedici anni fa per\u00f2 mi interrogo su cosa sia la giustizia, su cosa significa chiedere giustizia per un torto e se il modello che la nostra societ\u00e0 utilizza per farsi giustizia sia effettivamente giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti sostengono che il carcere non sarebbe&nbsp;<em>\u201cuno strumento di vendetta\u201d<\/em>&nbsp;e affermano che la pena avrebbe &#8220;una funzione alta e nobile&#8221; perch\u00e8 volta a punire l&#8217;atto ingiusto con una risposta proporzionata<a href=\"https:\/\/www.unita.it\/2024\/08\/12\/carcere-pena-vendetta-suicidi-fallimento-societa\/\">,<\/a>&nbsp;a proteggere la sicurezza della collettivit\u00e0 e a rieducare. Ritengo che quanto visto al&nbsp;<strong>carcere di Monza<\/strong>&nbsp;smentisca immediatamente questa idea. Al momento la situazione delle&nbsp;<strong>carceri italiane<\/strong>&nbsp;\u00e8 pi\u00f9 vicina a quanto parte dell\u2019opinione pubblica e di una certa destra pensa debbano diventare gli istituti penitenziari, ovvero un luogo dove sbattere in cella il colpevole e buttare via la chiave. Il carcere \u00e8 oggi solo l\u2019ultimo colpo della spada brandita minacciosa in una mano come appare nell\u2019iconografia della giustizia. Un\u2019arma che incute timore e separa il lecito dall\u2019illecito, il legittimo dall\u2019illegittimo, il bene dal male. La separazione del reo diventa segregazione, esclusione fisica, morale e sociale. Non c\u2019\u00e8 nulla di alto e nobile in questo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLe pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0\u201d<\/em>&nbsp;recita<strong>&nbsp;l\u2019articolo 27<\/strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Costituzione.<\/strong>&nbsp;Al contrario, ci troviamo di fronte una situazione di sovraffollamento inumano nelle carceri&nbsp;\u2013 a Monza la capienza massima del carcere sarebbe di 411 detenuti, il giorno della visita erano 722. La cifra delle persone detenute che tornano in carcere perch\u00e9 recidivi \u00e8 altissima: nessuna sicurezza per la societ\u00e0 e nessuna rieducazione. Basterebbe leggere la realt\u00e0 dei numeri per capire che il modello \u00e8 pi\u00f9 ingiusto che giusto. Il nostro modello culturale di giustizia \u00e8 retributivo, repressivo e punitivo. \u00c8 una giustizia che calcola, che misura nei termini di ci\u00f2 che spetta e ci\u00f2 che deve essere negato. La responsabilit\u00e0 \u00e8 verso il fatto e la norma, mentre si cancella la responsabilit\u00e0 verso l\u2019altro offeso, verso la vittima, che a sua volta \u00e8 semplicemente dimenticata. Penso che questo modello non risponda al sentimento di giustizia che proviamo davanti all\u2019ingiustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono alternative, purtroppo poco utilizzate nel nostro Paese. Ne \u00e8 un esempio la giustizia riparativa, contenuta peraltro in una Raccomandazione del Consiglio d\u2019Europa del 1999 e i Principi Base sull\u2019Uso di&nbsp;<strong>Programmi di Giustizia Riparativa<\/strong>&nbsp;in questioni criminali (2000-2002) delle&nbsp;<strong>Nazioni Unite.<\/strong>&nbsp;Voler cambiare l\u2019attuale sistema di reiterazione della sofferenza delle carceri non significa dimenticarsi delle vittime, come invece fa l\u2019attuale modello, ma \u00e8 al contrario la spinta a tenere viva la domanda di giustizia cercando per\u00f2 una risposta umana, cos\u00ec come ci ricorda la nostra Costituzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il carcere \u00e8 oggi solo l\u2019ultimo colpo della spada brandita minacciosa in una mano come appare nell\u2019iconografia della giustizia. Visita al carcere di Monza. Articolo di Mario Sacchi, Vicesindaco del Comune di Usmate Velate, su L&#8217;Unit\u00e0 del 9 novembre. 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