{"id":2513,"date":"2025-11-26T18:22:57","date_gmt":"2025-11-26T17:22:57","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2513"},"modified":"2025-11-26T18:22:57","modified_gmt":"2025-11-26T17:22:57","slug":"carcere-il-silenzio-del-garante-e-la-memoria-perduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2513","title":{"rendered":"Carcere, il silenzio del Garante e la memoria perduta"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato su Il dubbio del 24 novembre 2025<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">\u201cCaro Parlamento\u201d \u00e8 il libro firmato dal primo Collegio nazionale composto da Mauro Palma, Daniela de Robert ed Emilia Rossi.&nbsp;Un&nbsp;testamento civile, un diario di bordo, una mappa per orientarsi nel \u201cmondo di dentro\u201d<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"263\" height=\"191\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/download-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2514\" style=\"width:354px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/download-1.jpg 263w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/download-1-110x80.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mauro Palma<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un<strong>&nbsp;libro<\/strong>&nbsp;che non \u00e8 semplicemente un&#8217;opera editoriale. \u00c8&nbsp;<strong>un diario di bordo<\/strong>, una mappa per chiunque voglia orientarsi nella nebbia fitta dei luoghi dove la libert\u00e0, pur limitata, non pu\u00f2 mai dirsi del tutto negata. Ed \u00e8, soprattutto, una collezione di sette messaggi, accorati e rigorosi, rivolti al cuore pulsante &#8211; o talvolta assente &#8211; della Repubblica: il&nbsp;<strong>Parlamento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volume si intitola&nbsp;<strong>\u201cCaro Parlamento\u201d<\/strong>, fa parte della collana \u201cDiritto penitenziario e Costituzione\u201d e porta le firme di&nbsp;<strong>Mauro Palma, Daniela de Robert ed Emilia Rossi<\/strong>, il&nbsp;<strong>primo Collegio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libert\u00e0 personale<\/strong>. Un&#8217;istituzione nata in un momento di crisi profonda, figlia diretta della condanna subita dall&#8217;Italia per il&nbsp;<strong>sovraffollamento carcerario<\/strong>. Per otto lunghi anni, dal 2016 al 2024, Palma e le sue colleghe hanno tenuto un filo teso tra il<strong>&nbsp;\u201cmondo di dentro\u201d<\/strong>&nbsp;&#8211; quello di galere, centri di detenzione, Rems, voli di rimpatrio &#8211; e il&nbsp;<strong>\u201cmondo di fuori\u201d<\/strong>, quello delle leggi e della politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggere queste pagine \u00e8 come ripercorrere un decennio di storia italiana visto dalla prospettiva pi\u00f9 scomoda, quella degli ultimi, dei dimenticati. Non \u00e8 un&#8217;analisi arida, formale. \u00c8 un&#8217;azione politica, nel senso pi\u00f9 nobile del termine. Il loro Garante si \u00e8 rivolto al Parlamento in sette occasioni, parlando a tre diverse composizioni parlamentari e interloquendo, con coraggio e lealt\u00e0, con ben sei diversi governi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dovere del Garante<\/h2>\n\n\n\n<p>Il volume non \u00e8 una semplice raccolta di documenti. \u00c8 il tentativo di dare forma a una memoria istituzionale che rischia di disperdersi proprio ora che servirebbe di pi\u00f9. Perch\u00e9 il nuovo Collegio del Garante nazionale, insediato dopo la fine del mandato di Palma e delle sue colleghe, finora non ha presentato alcuna Relazione al Parlamento. Non ha lasciato traccia pubblica del lavoro svolto. Non ha ripreso quel dialogo con le Camere che la legge impone e che il primo Collegio aveva costruito con pazienza, visita dopo visita, parola dopo parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non solo. In questi giorni&nbsp;<strong>l&#8217;Unione delle Camere Penali&nbsp;<\/strong>critica il Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libert\u00e0 per aver segnalato all\u2019organo disciplinare forense l&#8217;avvocato&nbsp;<strong>Michele Passione<\/strong>, che aveva rinunciato ai mandati difensivi in processi per tortura motivando la decisione con l\u2019inattivit\u00e0 e la scarsa collaborazione dell&#8217;Ufficio. Il Consiglio Distrettuale di Disciplina di Firenze ha archiviato l&#8217;esposto il 7 novembre scorso. La Giunta, per questo motivo, ha espresso perplessit\u00e0 per un organo di garanzia che si occupa di presunte violazioni deontologiche mentre permane silente di fronte all&#8217;emergenza carceraria e inadempiente nel riferire al Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco che il libro \u201cCaro Parlamento\u201d diventa di vitale importanza, perch\u00e9 fa capire come il lavoro del precedente Collegio non si sia mai limitato a una mera contabilit\u00e0 delle sventure.&nbsp;<strong>Le Relazioni annuali presentate in Aula<\/strong>&nbsp;non sono mai state ridotte a \u201cmere rilevazioni statistiche\u201d, sebbene i numeri siano stati sempre presenti, implacabili. Sono state piuttosto, come scrive&nbsp;<strong>Marco Ruotolo<\/strong>&nbsp;nell&#8217;introduzione, una costante opera di prevenzione, un argine posto contro la lesione della dignit\u00e0 e del libero sviluppo della persona, principi cardine della nostra Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Palma, De Robert e Rossi hanno costruito il loro mandato sulla base di uno \u201csguardo plurale\u201d e incessante. Hanno dato \u201cvisibilit\u00e0 al mondo del rimosso e del non accessibile\u201d, a tutte quelle realt\u00e0 che il Garante \u00e8 \u201cistituzionalmente chiamato a vedere, osservare e considerare nella loro problematicit\u00e0\u201d. Per loro, l&#8217;istituzione doveva farsi voce, e non una voce qualunque. Gi\u00e0 nella seconda Relazione, Palma usava l&#8217;immagine degli Apostoli alla Pentecoste, che parlano una lingua compresa da tutti, per spiegare il compito del Garante: parlare in modo che ogni persona privata della libert\u00e0, in qualsiasi istituzione si trovi, possa percepire un messaggio istituzionale, non di parte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sette&nbsp;anni di visite, sette&nbsp;discorsi al Parlamento<\/h2>\n\n\n\n<p>Le allocuzioni raccolte nel libro coprono sette anni di mandato. Tre legislature, sei governi. Un\u2019Italia attraversata da emergenze cicliche, tensioni securitarie, populismo penale. Ogni anno Palma, de Robert e Rossi si sono presentati davanti alle Camere per raccontare ci\u00f2 che avevano visto. Non con tono accusatorio, ma con la fermezza di chi sa che certi problemi, se non vengono nominati, continuano a esistere nell&#8217;ombra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel&nbsp;<strong>2017<\/strong>, la prima allocuzione si intitola&nbsp;<strong>\u201cChiamare le cose con il proprio nome\u201d<\/strong>. Palma parla del coraggio di dire tortura, anche quando \u00e8 scomodo. Racconta un Paese in cui esiste ancora la fatica di pronunciare quella parola, nonostante i trattati internazionali la definiscano con chiarezza. E spiega perch\u00e9 un garante deve distinguere tra legalit\u00e0 formale e legittimit\u00e0 sostanziale: un insieme di atti regolari pu\u00f2 produrre condizioni inumane.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel&nbsp;<strong>2018<\/strong>, l&#8217;anno dei decreti sicurezza, il Garante si confronta con un clima politico che spinge verso la chiusura. La parola che ricorre \u00e8<strong>&nbsp;\u201cattesa\u201d<\/strong>. Attesa di risposte, di riforme, di risorse. Attesa che nei luoghi chiusi si trasforma in immobilit\u00e0 forzata, in tempo sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel&nbsp;<strong>2019&nbsp;<\/strong>emerge la complessit\u00e0 dei luoghi visitati: oltre cento ogni anno. Non solo carceri, ma centri di rimpatrio, hotspot, case famiglia protette, reparti psichiatrici. La libert\u00e0 non \u00e8 solo spazio, \u00e8 anche tempo. E quando il tempo viene deformato &#8211; con attese interminabili, procedure inceppate, percorsi senza sbocchi &#8211; la dignit\u00e0 si incrina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>2020<\/strong>&nbsp;\u00e8 l&#8217;anno della&nbsp;<strong>pandemia<\/strong>. Tra isolamento forzato, sospensione dei colloqui, restrizioni interne, il Garante sceglie di insistere su un concetto semplice: dare un nome a ogni persona, non ridurla a un numero. La crisi sanitaria diventa l&#8217;occasione per mostrare quanto il sistema penitenziario sia fragile quando non esistono piani, strutture, personale sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni successivi intrecciano due metafore:<strong>&nbsp;la direzione dello sguardo e la misura del tempo<\/strong>. Il Garante osserva come i luoghi di restrizione vivano fuori sincrono rispetto alla societ\u00e0. Tempi rallentati, procedure bloccate, ritardi cronici nell&#8217;assistenza sanitaria e psichiatrica. Il tempo \u201cche non si conserva\u201d, scrive Palma, \u00e8 ci\u00f2 che logora pi\u00f9 della cella.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima allocuzione, nel&nbsp;<strong>2023<\/strong>, non \u00e8 una chiusura ma un\u2019ultima spinta. Si chiede agli interlocutori politici di assimilare quelle visite, quelle raccomandazioni, quella visione unitaria delle tante aree di restrizione. Il Garante non \u00e8 un controllore, \u00e8 un presidio che deve instaurare un dialogo permanente con chi governa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il filo non riannodato<\/h2>\n\n\n\n<p>Il desiderio che emerge, in queste pagine di bilancio, \u00e8 che l&#8217;attuale Garante Nazionale riprenda con forza e convinzione quel percorso di dialogo avviato dai suoi predecessori. Il cammino da raddrizzare, di cui parla Palma, comincia proprio da l\u00ec: dalla riaffermazione di quell&#8217;indipendenza funzionale che trova la sua massima espressione nel coraggio di presentarsi in Parlamento, sette volte se serve, per raccontare senza filtri la vita, la dignit\u00e0, e spesso la sofferenza, delle persone che non possono parlare per s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCaro Parlamento\u201d non \u00e8 scritto per addetti ai lavori. \u00c8 un libro che chiunque pu\u00f2 leggere, perch\u00e9 racconta con chiarezza cosa significa esercitare un ruolo di garanzia in un Paese attraversato da tensioni securitarie, emergenze cicliche, rimozioni collettive.&nbsp;<strong>Leggendolo, si capisce che il Garante nazionale non \u00e8 un lusso istituzionale. \u00c8 uno strumento per evitare che lo Stato, nei luoghi dove esercita il massimo potere, diventi arbitrario<\/strong>. \u00c8 un presidio per chi non ha voce. \u00c8 una memoria per chi rischia di dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma proprio per questo, chiudendo l\u2019ultima pagina, resta sospesa una domanda: il nuovo Garante ha ripreso quel lavoro, o la stagione inaugurata nel 2016 si chiude nel silenzio? Finch\u00e9 la risposta non arriver\u00e0, questo libro resta un documento essenziale. Una mappa per non perdere l\u2019orientamento nei luoghi dove lo Stato deve essere pi\u00f9 trasparente e pi\u00f9 umano. Un filo che l\u2019attuale Garante deve avere il coraggio di raccogliere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato su Il dubbio del 24 novembre 2025 \u201cCaro Parlamento\u201d \u00e8 il libro firmato dal primo Collegio nazionale composto da Mauro Palma, Daniela de Robert ed Emilia Rossi.&nbsp;Un&nbsp;testamento civile, un diario di bordo, una mappa per orientarsi nel \u201cmondo di dentro\u201d C\u2019\u00e8 un&nbsp;libro&nbsp;che non \u00e8 semplicemente un&#8217;opera editoriale. \u00c8&nbsp;un diario di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2514,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2513","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2515,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2513\/revisions\/2515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}