{"id":2552,"date":"2026-01-29T17:00:43","date_gmt":"2026-01-29T16:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2552"},"modified":"2026-01-29T17:00:43","modified_gmt":"2026-01-29T16:00:43","slug":"lunica-amnistia-e-quella-che-lo-stato-concede-tutti-giorni-a-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2552","title":{"rendered":"L\u2019unica amnistia \u00e8 quella che lo Stato concede tutti giorni a se stesso"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>Quando un ministro come Nordio lancia proclami temerari sulla giustizia o sull\u2019ergastolo, crea un grave scompiglio istituzionale e distoglie lo sguardo dai problemi reali: le carceri che esplodono, la salute mentale abbandonata, la dignit\u00e0 delle persone dimenticate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Articolo di Tonino D&#8217;Angelo pubblicato su L&#8217;Unit\u00e0 del <strong>26 Gennaio 2026 <\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&amp;url=https:\/\/www.unita.it\/2026\/01\/26\/lunica-amnistia-e-quella-che-lo-stato-concede-tutti-giorni-a-se-stesso\/&amp;title=L%E2%80%99unica%20amnistia%20%C3%A8%20quella%20che%20lo%20Stato%20concede%20tutti%20giorni%20a%20se%20stesso\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=L%E2%80%99unica%20amnistia%20%C3%A8%20quella%20che%20lo%20Stato%20concede%20tutti%20giorni%20a%20se%20stesso&amp;url=https:\/\/www.unita.it\/2026\/01\/26\/lunica-amnistia-e-quella-che-lo-stato-concede-tutti-giorni-a-se-stesso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?s=100&amp;display=popup&amp;title=L%E2%80%99unica%20amnistia%20%C3%A8%20quella%20che%20lo%20Stato%20concede%20tutti%20giorni%20a%20se%20stesso&amp;u=https:\/\/www.unita.it\/2026\/01\/26\/lunica-amnistia-e-quella-che-lo-stato-concede-tutti-giorni-a-se-stesso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"whatsapp:\/\/send?text=L%E2%80%99unica%20amnistia%20%C3%A8%20quella%20che%20lo%20Stato%20concede%20tutti%20giorni%20a%20se%20stesso%20%E2%86%92%20https:\/\/www.unita.it\/2026\/01\/26\/lunica-amnistia-e-quella-che-lo-stato-concede-tutti-giorni-a-se-stesso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"350\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-1024x350.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2553\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-1024x350.jpg 1024w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-300x103.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-768x263.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-110x38.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-420x144.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno-770x263.jpg 770w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/amnistiainterno.jpg 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho un figlio che si chiama Francesco. Da quasi sei anni si trova in un reparto psichiatrico del&nbsp;<strong>carcere di Reggio Emilia<\/strong>&nbsp;che, senza offesa per nessuno, potrei chiamare ancora&nbsp;<strong>OPG.<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9, anche se formalmente non esistono pi\u00f9, nella realt\u00e0 quotidiana stiamo tornando a quel modello: un luogo di custodia pi\u00f9 che di cura. Parlo non solo come padre, ma anche come uomo delle istituzioni. Per quarant\u2019anni ho diretto un servizio per le dipendenze patologiche e sono stato responsabile della sanit\u00e0 penitenziaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Dico una cosa che pu\u00f2 suonare provocatoria ma non lo \u00e8: il giubileo c\u2019\u00e8 gi\u00e0. C\u2019\u00e8\u00a0<strong>un\u2019amnistia,<\/strong>\u00a0c\u2019\u00e8 un\u00a0<strong>indulto,<\/strong>\u00a0ma di natura diversa da quella che appare nelle leggi. \u00c8 un giubileo istituzionale, un\u2019autoassoluzione generalizzata che le istituzioni concedono a s\u00e9 stesse. Ogni volta che denunciamo violazioni delle norme, delle sentenze, dei diritti fondamentali e nulla cambia, si compie un atto implicito di amnistia: chi governa e chi gestisce si perdona da solo. \u00c8 come se vivessimo in una continua sospensione della responsabilit\u00e0. Ecco perch\u00e9 non voglio pi\u00f9 amnistie o indulti solo per i detenuti: voglio\u00a0<strong>un\u2019amnistia sociale e istituzionale<\/strong>, un cambiamento culturale in cui lo Stato si assuma la propria parte di colpa. Perch\u00e9 quando un ministro come\u00a0<strong>Nordio<\/strong>\u00a0lancia proclami temerari sulla giustizia o sull\u2019ergastolo, crea un grave scompiglio istituzionale e distoglie lo sguardo dai problemi reali: le carceri che esplodono<a href=\"https:\/\/www.unita.it\/2026\/01\/08\/le-carceri-scoppiano-linferno-dei-penitenziari-italiani\/\">,<\/a>\u00a0la salute mentale abbandonata, la dignit\u00e0 delle persone dimenticate.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi stiamo chiedendo una liberazione anticipata speciale, ma anche e soprattutto la chiusura definitiva di questo sistema che riproduce vecchi manicomi giudiziari sotto nuovi nomi. Non esiste pi\u00f9&nbsp;<strong>l\u2019OPG,<\/strong>&nbsp;ma si sta costruendo un&nbsp;<em>\u201cospedale psichiatrico giudiziario diffuso\u201d<\/em>, che rinchiude e segrega chi avrebbe invece bisogno di essere curato. Io stesso sono coordinatore del gruppo&nbsp;<em>\u201cSalute mentale nelle carceri\u201d<\/em>&nbsp;della&nbsp;<strong>Consulta regionale dell\u2019Emilia-Romagna<\/strong>, e con Rita, Sergio ed Elisabetta stiamo cercando strade comuni per superare questo sistema. In questo, Nessuno tocchi Caino rappresenta una voce insostituibile: non solo denuncia le ingiustizie, ma costruisce rapporti, ricuce legami, difende la dignit\u00e0 umana. Eppure, fuori, qualcuno la deride o la criminalizza, come se parlare con&nbsp;<em>\u201cl\u2019altro lato<\/em>\u201d fosse tradimento. Ma chi opera nel rispetto dei bisogni della popolazione carceraria \u2013 e delle loro famiglie \u2013 non si piega a logiche di comodo: compie un atto di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le famiglie dei detenuti meritano parole di verit\u00e0. Ogni settimana compiono un pellegrinaggio silenzioso verso il \u201csantuario del carcere\u201d. Sono famiglie incarcerate anch\u2019esse, che vivono la pena attraverso l\u2019attesa, la vergogna, la fatica, e spesso senza alcun sostegno. E quasi sempre sono donne: madri, sorelle, mogli, figlie, spesso sole, invisibili sia alle istituzioni sia agli enti locali. Nessuno pensa a loro, ma sono loro a portare il peso pi\u00f9 doloroso e duraturo di questa condizione. Il carcere non finisce ai cancelli: continua nelle case, negli sguardi, nei silenzi.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una parola che sento spesso risuonare nelle sale colloqui, a voce alta o bassa, ma sempre sincera: piet\u00e0. Una parola antica, quasi dimenticata, ma essenziale. La&nbsp;<strong>piet\u00e0<\/strong>&nbsp;\u00e8 ci\u00f2 che manca alla nostra societ\u00e0, che si \u00e8 fatta dura, selettiva, impaurita. Eppure, senza piet\u00e0, non c\u2019\u00e8 cura possibile. Non c\u2019\u00e8 comunit\u00e0. Perch\u00e9 nessuno deve essere escluso dalle cure, neppure chi ha sbagliato o chi ha sofferto. Il carcere fa parte del territorio, della comunit\u00e0 cittadina, e deve ritrovare un ruolo umano e sociale. Credo che anche le vittime, nel loro intimo, chiedano piet\u00e0. Perch\u00e9 quando trasformiamo le vittime in simboli di una giustizia sommaria, generiamo altre vittime, altri carnefici. La giustizia senza compassione diventa vendetta, e la vendetta \u00e8 l\u2019opposto della civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve una rivoluzione gentile, che metta al centro l\u2019empatia, la misericordia e la riconciliazione.&nbsp;<strong>Papa Francesco<\/strong>&nbsp;ce lo ha ricordato con forza: il giubileo non \u00e8 solo un rito religioso, ma un tempo per riaprire le porte del cuore. Mio figlio, che in carcere si fa chiamare&nbsp;<em>\u201cBarabbas\u201d,<\/em>&nbsp;mi ha detto una frase che non dimenticher\u00f2:&nbsp;<em>\u201cHanno salvato Barabba per condannare un innocente.<\/em>\u201d Da quel pensiero ho capito quanto ancora dobbiamo imparare sul perdono, sulla dignit\u00e0 e sulla libert\u00e0. E allora sogno un futuro senza nemici, dove la fraternit\u00e0 non \u00e8 utopia ma scelta civile. Ecco, credo che questa sia la strada. Capire, tutti insieme, che questa non \u00e8 una battaglia di pochi, ma la battaglia di un Paese intero che vuole ritrovare s\u00e9 stesso, la propria piet\u00e0 e la propria dignit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un ministro come Nordio lancia proclami temerari sulla giustizia o sull\u2019ergastolo, crea un grave scompiglio istituzionale e distoglie lo sguardo dai problemi reali: le carceri che esplodono, la salute mentale abbandonata, la dignit\u00e0 delle persone dimenticate. 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