{"id":2575,"date":"2026-03-10T16:39:39","date_gmt":"2026-03-10T15:39:39","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2575"},"modified":"2026-03-10T16:39:39","modified_gmt":"2026-03-10T15:39:39","slug":"io-non-ti-credo-piu-il-grido-di-antigone-per-i-giovani-detenuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=2575","title":{"rendered":"\u00abIo non ti credo pi\u00f9\u00bb. Il grido di Antigone per i giovani detenuti"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nuovo rapporto sulla giustizia minorile svela il volto feroce della detenzione: istituti sovraffollati, boom di psicofarmaci e tagli ai fondi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato su Il dubbio del 27 Febbraio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"656\" height=\"492\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/minori-rischio-devianza-kEuC-U3270521138142A2C-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2576\" style=\"width:581px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/minori-rischio-devianza-kEuC-U3270521138142A2C-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg 656w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/minori-rischio-devianza-kEuC-U3270521138142A2C-656x492@Corriere-Web-Sezioni-300x225.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/minori-rischio-devianza-kEuC-U3270521138142A2C-656x492@Corriere-Web-Sezioni-110x83.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/minori-rischio-devianza-kEuC-U3270521138142A2C-656x492@Corriere-Web-Sezioni-420x315.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/minori-rischio-devianza-kEuC-U3270521138142A2C-656x492@Corriere-Web-Sezioni-573x430.jpg 573w\" sizes=\"auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u00abIo non ti credo pi\u00f9\u00bb. Non \u00e8 soltanto il titolo dell\u2019<strong>ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile<\/strong>, \u00e8 un urlo silenzioso che rimbomba tra le sbarre degli&nbsp;<strong>Istituti Penali per Minorenni (IPM).<\/strong>&nbsp;\u00c8 il sentimento di chi ha smesso di sperare in un sistema che un tempo provava a recuperarti e che oggi, invece, sembra volerti solo punire. I ragazzi e le ragazze che finiscono dentro non si fidano pi\u00f9 degli adulti: vedono uno Stato che non ascolta, non accoglie e non sostiene, ma amministra la giustizia con un&nbsp;<strong>desiderio di vendetta<\/strong>&nbsp;che sa di resa.<\/p>\n\n\n\n<p>La giustizia minorile italiana, un tempo fiore all\u2019occhiello e modello di civilt\u00e0, sta andando al macero sotto i colpi di una retorica punitiva che trasforma il disagio in reato. Non c\u2019\u00e8 nessuna \u201cesplosione\u201d della criminalit\u00e0 tra i pi\u00f9 giovani, ma c\u2019\u00e8&nbsp;<strong>un\u2019espansione feroce della reazione penale.<\/strong>&nbsp;Lo dicono i numeri: nel&nbsp;<strong>2024<\/strong>&nbsp;le denunce sono cresciute del&nbsp;<strong>16,7%<\/strong>, ma le prese in carico da parte dei servizi sociali sono aumentate appena del&nbsp;<strong>2,4%<\/strong>. Significa che si denuncia di pi\u00f9, spesso per comportamenti che un tempo avrebbero richiesto un intervento educativo e non le manette.<\/p>\n\n\n\n<p>Attorno agli adolescenti \u00e8 stato costruito un vero e proprio<strong>&nbsp;\u201cpanico morale\u201d<\/strong>, portando la gente a percepirli come una minaccia diffusa. Eppure, a guardare i dati europei, l\u2019Italia \u00e8 ancora uno dei Paesi pi\u00f9 sicuri: il<strong>&nbsp;tasso di minorenni denunciati<\/strong>&nbsp;ogni centomila abitanti \u00e8 di 363,4, quasi la met\u00e0 della media europea che sfiora i 648. Persino gli omicidi, che scatenano i titoli pi\u00f9 allarmistici, sono stabili:<strong>&nbsp;27 nel 2022, 25 nel 2023 e 26 nel 2024<\/strong>. Molto rumore per nulla, verrebbe da dire, se non fosse che questo allarme generato artificiosamente sta distruggendo vite.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>svolta iper-punitiva<\/strong>&nbsp;ha un nome preciso:&nbsp;<strong>Decreto Caivano<\/strong>. Da quando \u00e8 entrato in vigore nel settembre 2023, il sistema \u00e8 andato in tilt. Per la prima volta nella nostra storia, le carceri minorili sono sovraffollate. Tra il 2023 e il 2024,<strong>&nbsp;la presenza media giornaliera di ragazzi detenuti \u00e8 schizzata da 425 a oltre 556, un aumento del 30,9%<\/strong>. Rispetto al periodo precedente alle nuove norme, le presenze sono cresciute complessivamente del 50%. \u00c8 un dato impressionante se pensiamo che negli anni Novanta le denunce erano molte di pi\u00f9 (oltre 46 mila nel 1995 contro le circa 38 mila di oggi), ma le carceri non scoppiavano cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo&nbsp;<strong>sovraffollamento<\/strong>&nbsp;ha spinto a oltrepassare soglie simboliche che non avremmo mai dovuto superare. A&nbsp;<strong>Bologna<\/strong>, per mesi, una sezione del circuito minorile \u00e8 stata spostata dentro il carcere per adulti della Dozza. \u00c8 il segno plastico di un sistema che rinuncia alla sua missione educativa per farsi mera galera. Non solo:<strong>&nbsp;il Decreto Caivano ha reso pi\u00f9 facili i trasferimenti nelle carceri per adulti<\/strong>&nbsp;per i ragazzi che hanno compiuto 18 anni pur avendo commesso il reato da minorenni. \u00c8 una pratica punitiva che colpisce i ragazzi pi\u00f9 difficili, proprio quelli che avrebbero bisogno di pi\u00f9 supporto psicologico e che invece vengono dimenticati nel \u201cgirone infernale\u201ddei grandi. Se questi trasferimenti non fossero aumentati cos\u00ec tanto, a fine 2024 avremmo avuto 671 ragazzi ammassati negli IPM, un numero insostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dentro queste carceri, il dolore si cura spesso con la chimica.<\/strong>&nbsp;<strong>L\u2019uso di psicofarmaci tra i pi\u00f9 giovani \u00e8 raddoppiato tra il 2016 e il 2024<\/strong>. Nelle celle si soffoca, e la violenza esplode. Come al&nbsp;<strong>Beccaria di Milano<\/strong>, dove le testimonianze parlano di pestaggi e torture compiuti sugli adolescenti. O come a<strong>&nbsp;Treviso<\/strong>, dove la tragedia di Danilo Riahi ci sbatte in faccia la realt\u00e0 pi\u00f9 cruda: un ragazzo di 16 anni, immobilizzato con il taser dalla polizia dopo un furto e portato in cella senza una visita medica, si \u00e8 tolto la vita poche ore dopo. Era in evidente stato di agitazione, ma il sistema ha risposto con la forza e l\u2019indifferenza, non con la cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato che gela il sangue riguarda i pi\u00f9 piccoli:<strong>&nbsp;ci sono 44 ragazzi tra i 14 e i 15 anni chiusi in cella.<\/strong>&nbsp;Sono giovanissimi adolescenti che vivono un\u2019esperienza drammatica in un\u2019et\u00e0 in cui dovrebbero stare a scuola o su un campo da calcio. E mentre loro soffrono, lo Stato taglia le gambe a chi dovrebbe aiutarli.&nbsp;<strong>Il bilancio del Dipartimento per la Giustizia Minorile ha subito un calo dello stanziamento complessivo per il 2026, riducendo i fondi per il benessere del personale e per i percorsi di reinserimento.<\/strong>&nbsp;Le uniche voci di spesa che aumentano sono quelle per la polizia penitenziaria e per costruire nuove mura, nuovi spazi di reclusione. Si investe sul cemento e sulle divise, non sulle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8&nbsp;<strong>il grande inganno sui minori stranieri<\/strong>, usati come capro espiatorio di ogni male. La politica parla di \u201cinvasione\u201d e di baby gang di altre nazionalit\u00e0, ma la realt\u00e0 racconta un\u2019altra storia: gli stranieri finiscono in IPM per reati meno gravi rispetto agli italiani. Se guardiamo ai reati peggiori, come gli omicidi commessi nel 2025, l\u201986% dei responsabili sono italiani. Anche per le violenze sessuali e lo stalking, il 63% degli autori \u00e8 di cittadinanza italiana. I ragazzi stranieri, invece, finiscono dentro soprattutto per&nbsp;<strong>reati contro il patrimonio<\/strong>, spesso legati alla loro condizione di marginalit\u00e0 (il 60% dei loro reati contro il 42,6% di quelli degli italiani).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vero problema non \u00e8 la loro pericolosit\u00e0, ma la loro povert\u00e0 e l\u2019assenza di una rete<\/strong>. Al 31 dicembre 2025, ben 11 mila minori stranieri non accompagnati erano fuori dal sistema di accoglienza perch\u00e9 non c\u2019erano abbastanza posti. Il Governo ha previsto una riduzione di circa 50 milioni di euro nei prossimi tre anni per i fondi destinati a questi ragazzi, spingendoli letteralmente sulla strada e nelle mani della criminalit\u00e0. \u00c8 una scelta precisa: si tolgono le risorse per l\u2019integrazione e si investe nelle sbarre. \u00c8 un destino criminale che gli stiamo cucendo addosso noi. <\/p>\n\n\n\n<p>La sofferenza non colpisce solo chi \u00e8 straniero. Guardando ai detenuti italiani, quasi un terzo proviene dalla\u00a0<strong>Campania (30,9%)<\/strong>, seguita da<strong>\u00a0Sicilia e Lombardia<\/strong>. \u00c8 lo specchio di un Paese dove le opportunit\u00e0 non sono uguali per tutti e dove il disagio sociale viene curato con la cella.\u00a0<strong>Ci sono 1,28 milioni di minori che vivono in povert\u00e0 assoluta in Italia<\/strong>, il 13,8% dei nostri ragazzi. \u00c8 l\u00ec che bisognerebbe intervenire, non con il \u201cpugno di ferro\u201d del Decreto Caivano che ha fatto esplodere anche gli ingressi nei Centri di Prima Accoglienza, cresciuti del 45,5% rispetto al 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi entra oggi in un carcere minorile vede un mondo capovolto.&nbsp;<strong>Un tempo l\u2019obiettivo era la \u201cmessa alla prova\u201d, il recupero, la possibilit\u00e0 di ricominciare<\/strong>. Oggi prevale l\u2019idea che la sicurezza passi per la punizione esemplare. Ma chiudere un sedicenne in una cella sovraffollata, magari sedandolo con i farmaci o trasferendolo in un carcere per adulti al primo segno di difficolt\u00e0, non rende la societ\u00e0 pi\u00f9 sicura. Crea solo persone pi\u00f9 arrabbiate, pi\u00f9 sole e pi\u00f9 convinte che degli adulti e della legge non ci si possa pi\u00f9 fidare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abIo non ti credo pi\u00f9\u00bb dicono i ragazzi.<\/strong>&nbsp;E forse, leggendo i dati di questo rapporto, dovremmo smettere di credere anche noi alla favola della sicurezza fatta di manette e di tagli al sociale. La giustizia minorile sta perdendo la sua anima, e con lei stiamo perdendo una generazione di ragazzi che avremmo potuto salvare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo rapporto sulla giustizia minorile svela il volto feroce della detenzione: istituti sovraffollati, boom di psicofarmaci e tagli ai fondi Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato su Il dubbio del 27 Febbraio \u00abIo non ti credo pi\u00f9\u00bb. 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