{"id":35,"date":"2018-10-21T17:30:21","date_gmt":"2018-10-21T15:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=35"},"modified":"2018-10-25T15:33:42","modified_gmt":"2018-10-25T13:33:42","slug":"io-sepolto-vivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=35","title":{"rendered":"Io, sepolto vivo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-36 \" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-1024x538.jpg\" alt=\"\" width=\"1386\" height=\"729\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-300x158.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-768x403.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-110x58.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-420x221.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920-770x404.jpg 770w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/painting-1877747_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1386px) 100vw, 1386px\" \/>Il mio nome \u00e8 Angelo. Sono ristretto nella Casa Circondariale di Ivrea. Sulle mie spalle sopporto un peso immenso, quello infinito di una condanna alla pena dell\u2019ergastolo: fine pena 9999. Sono sposato da circa trent\u2019anni e tra pochi mesi diventer\u00f2 nonno. Mia moglie, purtroppo, vista la mia condizione, potrebbe essere definita una <strong>vedova in bianco<\/strong>. Respiro ancora, ma in realt\u00e0 mi sento un sepolto vivo. Non ci si dovrebbe meravigliare di questo, dal momento che il Codice Penale del nostro Paese risale agli anni \u201930, a firma di Rocco e Mussolini, mentre la Carta Costituzionale \u00e8 nata nel 1948, ovvero un ventennio dopo. Un Codice che prevede una pena di morte lasciando l\u2019essere umano vivo, a soffrire perennemente, senza che possa neanche pensare ad un\u2019ipotesi di riscatto teso a restituire, attraverso condotte riparative, qualcosa alle vittime e alla societ\u00e0 tutta. Si tratta di una vera e propria tortura, anche se nel nostro Paese, la stessa, non \u00e8 ancora stata riconosciuta come reato, al contrario di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto in molti altri paesi membri dell\u2019unione Europea.<br \/>\nIn un noto film di cui non ricordo il titolo, il protagonista diceva spesso: \u201cdomani \u00e8 un altro giorno e si vedr\u00e0\u201d. No! Per gli ergastolani il domani non rappresenter\u00e0 un altro giorno, sar\u00e0 un giorno come quello appena trascorso, e cos\u00ec sar\u00e0 per dopodomani e tutti gli altri giorni a venire. Per gli ergastolani \u00e8 difficile riaccendere il lume della speranza, perch\u00e9 questo entrerebbe in conflitto con la stessa natura della pena e non fa altro che aumentare la sofferenza. Non hai pi\u00f9 nulla, ti manca la cosa pi\u00f9 importante: l\u2019affettivit\u00e0. Mentre la consapevolezza di non poterla coltivare pesa come un macigno e rappresenta una delle pi\u00f9 feroci barbarie.<br \/>\nMolti non si rendono conto che la vita di un ergastolano fa raggiungere il confine dell\u2019inesistenza, in quanto la vita non vale pi\u00f9 ed \u00e8 peggiore della morte. Non riesco a credere che in una societ\u00e0 civile non ci sia nessuno che abbia il coraggio di farsi carico dell\u2019abolizione di questa feroce pena, nonostante vi siano molte persone che continuano a combattere per raggiungere questo obiettivo. L\u2019Articolo 27, comma 3 della nostra Carta Costituzionale \u00e8 chiaro: \u201c Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere alla rieducazione del condannato.\u201d Spesso mi domando: <em>quando si emette una sentenza di condanna alla pena dell\u2019ergastolo, lo si fa in nome del popolo italiano, ma la Repubblica Italiana si fonda sulla Carta Costituzionale, quindi<\/em>? A mio parere si viene meno agli stessi principi costituzionali che rendono legittimo l\u2019operato del legislatore e dei nostri governanti. L\u2019ergastolo, se si riflette bene, pone sullo stesso piano del carnefice la societ\u00e0 che lo accetta come conseguenza normale per chi viola le norme e commette crimini efferati. In realt\u00e0 questo tipo di pena, che rappresenta una vendetta sociale e di Stato, non pu\u00f2 fare altro che mantenere aperte all\u2019infinito le ferite e le crepe che vengono a crearsi tra il reo e le vittime, nonch\u00e9 con tutta la collettivit\u00e0.<br \/>\nL\u2019Onorevole Aldo Moro, un tempo disse: \u201c<em>Ci si pu\u00f2 domandare se, in termini di crudelt\u00e0 non sia pi\u00f9 crudele una pena che conserva in vita privando questa vita di tanta parte del suo contenuto, che non una pena che tronca, sia pure crudelmente, disumanamente, la vita del soggetto e lo libera, perlomeno con sacrificio della vita di quella sofferenza quotidiana, di quella mancanza di rassegnazione e di quella rassegnazione che \u00e8 uguale ad abbruttimento, che \u00e8 la caratteristica della pena perpetua<\/em>\u201d.<br \/>\nDopo questa citazione mi accorgo che \u00e8 difficile chiudere con poche righe un articolo che tratta di un tema cos\u00ec forte e complesso. Quindi vorrei approfittarne solo per salutare Gina, colei che in questo momento continua a darmi la forza per andare avanti. Sarei lieto se attraverso le pagine di questo giornale arrivassero opinioni, commenti, al fine di aprire un confronto e uno scambio costruttivo in tema di pena all\u2019ergastolo.<\/p>\n<p><em>Angelo Sechi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio nome \u00e8 Angelo. Sono ristretto nella Casa Circondariale di Ivrea. Sulle mie spalle sopporto un peso immenso, quello infinito di una condanna alla pena dell\u2019ergastolo: fine pena 9999. Sono sposato da circa trent\u2019anni e tra pochi mesi diventer\u00f2 nonno. Mia moglie, purtroppo, vista la mia condizione, potrebbe essere definita una vedova in bianco. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":36,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-35","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ergastolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions\/38"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}