{"id":437,"date":"2020-02-25T20:11:40","date_gmt":"2020-02-25T19:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=437"},"modified":"2020-02-25T20:12:50","modified_gmt":"2020-02-25T19:12:50","slug":"il-mio-percorso-tra-droga-e-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=437","title":{"rendered":"Il mio percorso tra droga e speranza"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente leggo articoli, lettere, testi contenenti parole e frasi che mi hanno sempre accompagnato sin dall\u2019 infanzia: sono intrisi di terminologie usuali e comuni, ma al contempo tecniche attinenti alle emozioni ed ai sentimenti. Emozioni\u2026 Sentimenti\u2026 Ho sempre avuto una buona capacit\u00e0 a riconoscerli, distinguerli e descriverli, tuttavia una pessima abilit\u00e0 a controllarli. Soffro di un disturbo di personalit\u00e0 NAS depressivo \/ borderline, secondo quanto descritto dai criteri del DSM V (Manuale Diagnostico Statistico Rev. 5, riconosciuto come il pi\u00f9 recente testo ufficiale utilizzato a livello mondiale per la classificazione delle patologie mentali e correlate). Ho scoperto <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-438 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/depressione-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/depressione-300x200.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/depressione-110x73.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/depressione-420x280.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/depressione-645x430.jpg 645w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/depressione.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/>ufficialmente di avere questa problematica non molto tempo fa, dopo la mia prima breve esperienza carceraria del 2018, nonostante sin dalla tarda infanzia e prima adolescenza ricordo limpidamente lunghi periodi di ingiustificata tristezza, esplosioni di rabbia e giornate caratterizzate da un umore tendenzialmente elevato sopra la norma. L\u2019 anormalit\u00e0 di questo complesso quadro emotivo stava proprio nella peculiarit\u00e0 dell\u2019essere avulso da un contesto ambientale che fosse stimolante, stressante e deterministico per suscitare tali reazioni.<br \/>\nFiglio unico di una normale famiglia borghese, non ho mai sofferto di particolari mancanze (materiali ed affettive) da parte dei miei genitori, tuttavia ho sempre saputo che in me qualcosa non funzionava. Ho terminato regolarmente le scuole superiori (liceo scientifico), mi sono preparato per un percorso universitario che per\u00f2 sul subito non volevo affrontare e tale resistenza contro le elevate e pretenziose aspettative genitoriali ha creato malumori, delusioni, scontri e dissidi tra le mura domestiche. All\u2019et\u00e0 di 19 anni ho incontrato per la prima volta la cocaina, che abbinata ad un uso smodato di alcol (gi\u00e0 dai 17 anni) sembrava proprio essere una medicina, un tassello mancante per il mio cervello che mi permetteva di dimenticare di essere sempre triste ed insoddisfatto. Ovviamente, come comunemente saputo, alcol e droga comportano effetti collaterali, non solo nei riguardi della propria salute fisiologica, neurale e psicologica, ma soprattutto in termini di distorsione dei rapporti relazionali, che il pi\u00f9 delle volte vengono rovinati o addirittura distrutti, nonostante fossero stati coltivati da anni con sano amore, amicizia e riconoscimento reciproco. Scelsi per un po\u2019 di anni di continuare con l\u2019abuso di alcol e sostanze, poich\u00e9 attenuavano il mio stato perenne di depressione, sino al punto di diventare apatico per medi-lunghi periodi.<br \/>\nUn giorno, all\u2019et\u00e0 di 22 anni mi guardai attorno e\u2026 Mi resi conto di essere solo; lontano dal mondo reale, sempre pi\u00f9 distante da quella sensibilit\u00e0 che rende davvero umana la nostra specie. I miei genitori erano disperati e la mia compagna ormai era esasperata dalla situazione. Ebbi dunque all\u2019improvviso una sorta di illuminazione: volevo fermare tutto e ripartire da capo, iscrivendomi in primis ad una scuola professionale secondaria, che conclusi conseguendo un secondo diploma di tecnico di commercio internazionale quasi a pieni voti e dopo tentai con successo il test d\u2019 ingresso all\u2019universit\u00e0 nella facolt\u00e0 di Scienze e Tecniche Psicologiche. Credo fu il periodo pi\u00f9 felice della mia vita, durante il quale, ritrovai equilibrio interiore, presi le distanze dall\u2019alcol e dalla droga, mi impegnai assiduamente ed intensamente nello studio sino ad ottenere eccelsi risultati accademici. Insomma, avevo ritrovato me stesso, avevo ritrovato l\u2019amore, l\u2019amicizia e soprattutto la stabilit\u00e0 nei rapporti coi miei genitori.<br \/>\nA circa 6 mesi dalla laurea (contando gli ultimi 4 esami mancanti e la redazione della tesi), che conseguii comunque quasi a pieni voti con dignit\u00e0 di pubblicazione internazionale della tesi, accadde una Tragedia: mio padre, appassionato motociclista come me, fu coinvolto in un importante incidente in moto a fine marzo 2014: urt\u00f2 un\u2019auto che svolt\u00f2 di colpo senza freccia di fronte a lui, ed urtandola sbalz\u00f2 in aria, cadendo rovinosamente sull\u2019 asfalto a circa 25 metri di distanza dal luogo preciso dell\u2019impatto.<br \/>\nNon posso descrivere le condizioni fisiche in cui lo ritrovai in terapia intensiva\u2026 Tuttavia, miracolosamente, dopo una settimana di cure e di forte speranza riusc\u00ec a riprendersi. La convalescenza dur\u00f2 circa un mese sinch\u00e9 una tranquilla serata come tantissime altre usc\u00ec a cena con mia madre e dopo la pizza tornarono a casa abbastanza presto. Lui si rilass\u00f2 sul divano vedendo un film e poi and\u00f2 a letto. Quella notte io rincasai abbastanza tardi, circa all\u20191:30 dopo essere stato in un pub con la mia ex compagna. Passarono 10\/15 minuti dal mio rientro e sentii la sua voce strana ed ansimante chiamarmi con insistenza \u201cDiego vieni subito, sto morendo\u2026 Ora tocca a te mandare avanti la famiglia\u201d. Arrivarono i soccorsi, poi il trasporto in ospedale d\u2019urgenza ancora in quel maledetto reparto di terapia intensiva. Alle ore 4:17 del 1 maggio 2014 fu constatato il suo decesso, esattamente in concomitanza con una fortissima sensazione di un brivido gelato che mi pervase tutta la schiena. Ricordo il suo corpo esanime di fronte ai miei occhi, fissi sulle sue ultime contrazioni oculari, ricordo lo svenimento di mia madre e ricordo che la mia vita cambi\u00f2 drasticamente e per sempre.<br \/>\nQuesto lungo excursus autobiografico reputo sia strettamente correlato al motivo per cui oggi mi ritrovo in carcere ed ovviamente alle motivazioni che mi hanno portato qui. Dopo la tragica improvvisa morte per infarto di mio padre, sentii qualcosa rompersi dentro di me e ritornai anche se pi\u00f9 gradualmente, ma in forma pi\u00f9 pericolosa e massiccia ad assumere sempre maggiori quantit\u00e0 di alcol e di cocaina, sino a perdere nuovamente contatti con la realt\u00e0. La rabbia divenne la mia migliore amica e l\u2019amore e l\u2019amicizia solamente parole prive di significato. Litigai ed ebbi scontri verbali e fisici con le persone pi\u00f9 care della mia vita, che disperate e sofferenti pian piano mi allontanarono sino ad abbandonarmi. Il culmine del peggio lo toccai prendendomela con la mia amata compagna e con mia mamma.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-439 alignright\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-300x175.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-768x448.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-1024x597.jpg 1024w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-110x64.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-420x245.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept-737x430.jpg 737w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/hope_prison_concept.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><\/p>\n<p>A differenza di quanto magari gli altri detenuti possono concepire o interpretare, oggi vivo una condizione carceraria in cui mi sento pienamente meritevole di ci\u00f2 che sto pagando, scontando e vivendo da detenuto; credo di aver trovato la fede e di aver in qualche modo scoperto cosa significa vivere in un inferno: tutti ne parlano e ne hanno parlato dall&#8217;alba dei tempi (scrittori famosi e persone comuni), dandone una propria interpretazione. C\u2019\u00e8 chi lo descrive come stare in una cella, essere privo della libert\u00e0, mangiare cibo a volte scaduto e disgustoso oppure come mancanza totale di denaro, chi come handicap fisico, chi come altro ed altro ancora. Nel pieno rispetto dell\u2019opinione di tutti, per me invece l\u2019inferno consiste nell\u2019essere lucidi e consapevoli del fatto che le persone che ami e ti amano stanno soffrendo per colpa tua e citando un grande filosofo greco antico aggiungo che \u201cIl dolore pi\u00f9 grande, ma forse l\u2019unico che rende una persona davvero matura consiste nell\u2019essere pienamente consapevoli e crudelmente sinceri nell\u2019ammettere a noi stessi di essere la fonte ed il pi\u00f9 grande motivo di tutti i nostri mali\u201d.<br \/>\nPer concludere, mi sento disintossicato anzitutto da alcol e sostanze. Qui la vita \u00e8 dura, ma per me rieducativa e sto riacquisendo pian piano la piena consapevolezza della mia intera persona. Le emozioni che vivo sono certamente a volte di sofferenza, solitudine e disperazione, ma sto imparando ad affrontarle ed a controllarle. Prendo coraggio e vivo la speranza che domani sar\u00e0 un nuovo giorno ed in quel domani potr\u00f2 avere l\u2019ennesima (forse ultima possibilit\u00e0) di dimostrare nei fatti di essere una persona diversa, cresciuta nell&#8217;anima, che desidera migliorare ogni giorno sempre pi\u00f9, cercando di aiutare il prossimo, di ascoltare chi ne ha bisogno e soprattutto di stare lontano dai guai, evitando di ricommettere sempre gli stessi errori.<\/p>\n<p><em>Diego T.<\/em><\/p>\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a\u00a0 \u00a0<a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a>\u00a0oppure accedi a Facebook alla pagina\u00a0<em>la fenice &#8211; il giornale dal carcere di ivrea<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente leggo articoli, lettere, testi contenenti parole e frasi che mi hanno sempre accompagnato sin dall\u2019 infanzia: sono intrisi di terminologie usuali e comuni, ma al contempo tecniche attinenti alle emozioni ed ai sentimenti. 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