{"id":446,"date":"2020-03-04T09:28:05","date_gmt":"2020-03-04T08:28:05","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=446"},"modified":"2020-03-04T09:28:53","modified_gmt":"2020-03-04T08:28:53","slug":"spegnere-il-proprio-odio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=446","title":{"rendered":"Spegnere il proprio odio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-447 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-300x300.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-150x150.jpg 150w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-250x250.jpg 250w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-125x125.jpg 125w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-110x110.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-420x420.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z-430x430.jpg 430w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/14203297611_d142ca81ba_z.jpg 622w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/>Oggi ho avuto la fortuna di leggere un articolo prodotto da uno dei nostri pi\u00f9 anziani membri appartenenti al gruppo de La Fenice. Un volto molto noto e molto simpatico, sicuramente non solo a me. Mi ha dato l\u2019ispirazione per incominciare questo nuovo testo, soprattutto in relazione alla lettura del suo ultimo paragrafo, che citava l\u2019importanza di \u201cportare fuori dal carcere la nostra voce\u201d, non solo con lo scopo di sfogare la sofferenza, la solitudine e la pena che proviamo noi detenuti, bens\u00ec con l\u2019intento pi\u00f9 aulico e nobile di trasmettere come si vive dietro le sbarre, fornendo informazioni e riportando emozioni, sentimenti, dinamiche relazionali a coloro che sono fuori, liberi, ma che possono proprio come noi commettere uno sbaglio, che sull&#8217;attimo pu\u00f2 sembrare banale, ma le cui conseguenze possono comportare successivi esiti disastrosi. Una sorta di monito, di voce che dice \u201cattento, non finire in galera\u201d. Da quando si entra in carcere, inizia il vortice della Giustizia, con la sua lenta e macchinosa burocrazia, i frequenti errori umani e la disorganizzazione metaforica di questo Paese. La vita di ognuno di noi cambia drasticamente ed in peggio ovviamente.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un detto sarcastico che circola tra noi detenuti: \u201cSai quando entri, ma non saprai mai quando e se uscirai\u201d. E\u2019 una frase che ha del vero, nonostante possa sembrare assurda. Chi ha la possibilit\u00e0 di avere una TV in cella e di essere aggiornato sulle news che circolano tra il territorio limitrofo e quello internazionale, si pu\u00f2 benissimo rendere conto della crisi socio-culturale che sta affliggendo il mondo occidentale, soprattutto tra pi\u00f9 giovani\u2026 Liti, omicidi, suicidi, violenze e crimini pi\u00f9 disparati e sempre pi\u00f9 frequenti in famiglia o tra droghe e vita notturna senza regole. Tanti valori umani stanno scomparendo e pare proprio che il senso del rispetto verso il prossimo e le cose o i beni altrui, oltre che il senso di autocontrollo stia sfuggendo di mano a moltissimi. La situazione generale \u00e8 davvero complicata e porta a pensare che peggiorer\u00e0 sempre di pi\u00f9 nel tempo. Io stesso che all\u2019et\u00e0 di 32 anni sogno ancora una famiglia e di poter avere dei figli, sono seriamente preoccupato per il futuro di questa societ\u00e0 impazzita, quasi anarchica.<br \/>\nOggi \u00e8 molto facile (come gi\u00e0 citavo sopra) finire in galera per un \u201cpiccolo sbaglio\u201d, un raptus, per emulazione, per un beffardo senso di onnipotenza e mancanza di educazione. Ma una volta qui dentro\u2026 La vita ti presenta il conto, con tutti gli interessi. E\u2019 davvero difficile tener duro.<br \/>\nPrima di tutto occorre prendere consapevolezza di ci\u00f2 che si \u00e8 commesso e non \u00e8 affatto semplice, siccome spesso ci nascondiamo dietro a molte giustificazioni inutili per proteggerci dalla nostra stessa sporca coscienza. Sempre ammesso che riusciamo ad essere crudelmente sinceri con noi stessi, dobbiamo imparare subito le regole del carcere, a partire dal comportamento e dagli atteggiamenti da mostrare e non mostrare in cella, fino a quelli della sezione tra detenuti ed infine tra detenuti e le guardie di polizia giudiziaria. Il carcere \u00e8 un mondo a parte, dove tempo e spazio sono deformati ed incostanti, le emozioni personali sono incostanti, cos\u00ec al pari le relazioni tra le persone. Tutto pu\u00f2 cambiare in pochissimo tempo e spesso le novit\u00e0 non portano molto di buono, anzi\u2026<br \/>\nPrendo atto che la Libert\u00e0 e l\u2019Amore non sono pi\u00f9 solo metaforicamente i valori pi\u00f9 importanti della vita, ma diventano solidamente (almeno per me) i punti cardine per interpretare i giorni che ho da vivere in una maniera differente, forse un po&#8217; all\u2019antica, ma basata sull\u2019umilt\u00e0, sull\u2019aiuto verso il pi\u00f9 debole, sul donare e non aspettarsi necessariamente di ricevere qualcosa in cambio. Nutro la speranza di un mondo migliore, forse illusoria, ma \u00e8 una forte motivazione per continuare a vivere e convivere qui dentro, aspettando la Libert\u00e0.<br \/>\nAuguro l\u00ec fuori a chiunque di spegnere il proprio odio, di aspettare e ragionare con calma prima di agire e soprattutto di reagire in forma violenta (che sia essa psicologica, piuttosto che fisica). Auguro di stare il pi\u00f9 lontano possibile dalle situazioni pericolose e dai guai. Credo che \u201cci\u00f2 che \u00e8 fatto, poi torna sempre\u201d.<br \/>\nSpero che questa flebile voce possa raggiungervi e contribuire a farvi ragionare ed a non sbagliare pi\u00f9 volte come ho fatto io.<\/p>\n<p><em>Diego T.<\/em><\/p>\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a\u00a0 \u00a0<a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a>\u00a0oppure accedi a Facebook alla pagina\u00a0<em>la fenice &#8211; il giornale dal carcere di ivrea<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ho avuto la fortuna di leggere un articolo prodotto da uno dei nostri pi\u00f9 anziani membri appartenenti al gruppo de La Fenice. Un volto molto noto e molto simpatico, sicuramente non solo a me. 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