{"id":492,"date":"2020-04-06T16:34:22","date_gmt":"2020-04-06T14:34:22","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=492"},"modified":"2020-04-06T16:36:45","modified_gmt":"2020-04-06T14:36:45","slug":"la-mia-prima-liberta-a-soli-12-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=492","title":{"rendered":"La mia prima libert\u00e0 a soli 12 anni"},"content":{"rendered":"<p>Salve a tutti. Nel 1984 quando avevo solo 12 anni io lavoravo come operaio edile nell&#8217;edilizia e un giorno mi sono detto tra me e me: questo mese con i soldi che prendo mi compro una bella bicicletta. Ovviamente io sapevo gi\u00e0 che se toccavo un solo centesimo della mia paga poi dovevo fare i conti con mio Padre e mia Madre, ma a me non interessava! Mi sono detto: tutti i miei amici hanno una bicicletta nuova perci\u00f2 io adesso me ne compro una, anche usata.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-493 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-300x190.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-768x485.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-1024x647.jpg 1024w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-110x70.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-420x265.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bici-680x430.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/>Cos\u00ec a fine mese prendo la mia paga di 10.000 lire al giorno, cio\u00e8 250.000 lire al mese e mi compro una Graziella usata, l&#8217;ho pagata 20.000 lire. Non vi dico le urla di mio Padre e di mia Madre, ma dopo la bufera esce sempre il sole.<br \/>\nDal giorno che ho avuto anch\u2019io una bicicletta mi sentivo un&#8217;altra persona, mi sentivo realizzato! Non mi mancava pi\u00f9 niente, ormai avevo tutto, avevo un mezzo per poter andare ovunque volevo, cos\u00ec tutte le sere dopo una giornata di duro lavoro me ne andavo fuori paese con i miei amici. Andavamo tutte le sere nei paesi limitrofi, i nostri fratelli pi\u00f9 grandi ci andavano con le loro macchine e noi invece ci andavamo con le nostre biciclette, eravamo scatenati e non c&#8217;era salita che ci facesse paura, anzi nelle salite facevamo a gara a chi arrivava prima e nelle discese non vi dico. Nelle salite io facevo pi\u00f9 fatica degli altri perch\u00e9 tutti i miei amici avevano delle biciclette nuove, io invece avevo una Graziella che aveva mille problemi, si sgonfiavano sempre le gomme perch\u00e9 erano consumate e la ruota di dietro andava un po&#8217; storta ma tenevo lo stesso il passo di tutti i miei amici.<br \/>\nOgni tanto la domenica andavamo al mare a Margherita di Savoia che si trova a circa 40 km di distanza dal mio paese, ma a quei tempi e a quella et\u00e0 80 km da fare in un giorno andata e ritorno non erano niente, pur di farci un bel tuffo in mare. Non aveva importanza se era estate oppure era d&#8217;inverno, noi decidevamo l\u00ec sul momento dove andare e partivamo senza calcolare nessun tipo di imprevisto. Mangiare non era proprio un problema, conoscevamo bene tutti i vigneti che si trovavano per la strada e mangiavamo qualsiasi cosa, frutta maturata o ancora acerba! Ci riempivamo le tasche e si ripartiva e ad ogni ruscello che incontravamo per noi era d&#8217;obbligo fermarsi e buttarsi dentro, qualcuno anche con tutta la propria bicicletta e io ero tra quelli.<br \/>\nPoi un bel giorno il mondo intero mi casc\u00f2 addosso! Mi avevano rubato la mia bicicletta. Mi sentivo morire, tutte le cose belle erano diventate brutte, non c&#8217;era pi\u00f9 niente che mi faceva felice e piangevo come un bambino.<br \/>\nPoi dopo qualche giorno mio Padre cap\u00ec quanto era importante per me quella bicicletta, anche perch\u00e9 nonostante tutto io andavo a lavorare sei giorni a settimana senza assentarmi mai, la mia bicicletta era esclusivamente un dopo lavoro! Perch\u00e9 come diceva mio Padre prima il dovere e poi il piacere.<br \/>\nCosi un giorno mio Padre mi port\u00f2 da un suo amico e mi compr\u00f2 una bicicletta usata, io scelsi una bellissima 28, non credevo a i miei occhi, adesso avevo &#8220;una nuova bicicletta&#8221; e che bicicletta! La 28 era pi\u00f9 grande delle altre biciclette, e aveva le ruote che erano grandi il doppio della Graziella, della bmx, o di qualsiasi altra bicicletta e questo significava che era anche pi\u00f9 veloce. Cos\u00ec poi in automatico ero diventato il pi\u00f9 veloce di tutti, quella bicicletta sembrava che andasse da sola, facevo met\u00e0 sforzo e correvo il doppio.<br \/>\nPeccato che quei tempi si vivano una volta sola.<\/p>\n<p><em>Saverio C.<\/em><\/p>\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a\u00a0 \u00a0<a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a>\u00a0oppure accedi a Facebook alla pagina\u00a0<em>la fenice \u2013 il giornale dal carcere di ivrea<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salve a tutti. 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