{"id":561,"date":"2020-05-26T21:23:24","date_gmt":"2020-05-26T19:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=561"},"modified":"2020-05-26T21:24:09","modified_gmt":"2020-05-26T19:24:09","slug":"in-memoria-di-mio-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=561","title":{"rendered":"In memoria di mio padre"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-562 alignleft\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spighe-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spighe-300x200.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spighe-110x73.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spighe-420x281.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/spighe.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/>Finch\u00e9 la luce del sole lo illumin\u00f2 mi fu accanto. Sembra passata un&#8217;eternit\u00e0 da quando se n&#8217;\u00e8 andato.<br \/>\nIl ricordo di lui che viene a trovarmi in carcere \u00e8 sempre presente ed accompagna ancora oggi le mie giornate&#8230; Furono tempi molto duri quelli che seguirono il giorno del mio arresto. Fin da subito fui sottoposto al regime del carcere duro e trasferito a Pianosa. Poi, qualche tempo dopo si svolse e concluse l&#8217; ultimo processo che sanc\u00ec definitivamente la mia condanna. In nessuna occasione, durante tutte le trascorse udienze ebbi modo di vedere il viso di mio padre, nemmeno in occasione della mia sentenza.<br \/>\nQuando arrivano delle giornate cos\u00ec difficili, si sente pi\u00f9 di ogni altra cosa la necessit\u00e0 di rincuorare il proprio padre, di fornirgli speranza, di cercare di comunicargli che quel &#8220;FINE PENA MAI&#8217; non deve rappresentare l&#8217;inevitabile, poich\u00e9 pu\u00f2 esserci ancora speranza, nonostante tutto&#8230;<br \/>\nEra quello il mio pensiero: che per il resto della mia vita ci sarebbe sempre stata la possibilit\u00e0 che qualcosa potesse cambiare, svoltare un destino ineluttabile, inesorabile. Sentivo forte in me la necessit\u00e0 di nutrire il desiderio del &#8220;possibile&#8221;, del &#8220;qualcosa cambier\u00e0&#8221;. Soprattutto per infondere tale speranza nel cuore e nei pensieri di mio padre, in virt\u00f9 del mio e soprattutto del suo futuro.<br \/>\nRiuscii a reincontrarlo in un colloquio presso il carcere nel quale ero detenuto, qualche mese dopo la sentenza, ma erano gi\u00e0 passati ben tre anni dall&#8217;ultima volta che lo vidi di presenza. Nello stesso istante in cui entr\u00f2 nella saletta del colloquio, tutto intorno a me parve fermarsi. Lui era invecchiato, nonostante si dica che i padri non abbiano et\u00e0&#8230;<br \/>\nQuando ero bambino, la vita insieme a lui mi sembrava un lungo giorno: morivo con il sonno e risorgevo al risveglio e lui era l\u00ec, sempre accanto a me. Al colloquio era davvero difficile guardarlo in volto, cos\u00ec scavato e piegato dal dolore, ma nonostante ci\u00f2 io gli sorrisi. Mi ricordo bene che i suoi occhi mi fissavano con tenerezza, nonostante mi pareva che facesse fatica a riconoscermi, come fosse estraniato.<br \/>\nCi\u00f2 che io e lui stavamo vivendo non era l&#8217;occasione in cui ci stavamo curando le ferite a vicenda, bens\u00ec pareva solamente l\u2019 istante in cui ignoravamo in forma improvvisata l&#8217;inevitabile, quello che realmente poi sarebbe successo in futuro. Avrei voluto con tutto il mio cuore abbracciarlo e sostenerlo in quegli istanti, ma quel vetro divisorio ci impediva qualsiasi tipo di contatto, ci\u00f2 nonostante per qualche momento ricordo che ci sorridevamo vicendevolmente, come potessimo vivere per sempre, come potessimo morire insieme, senza stare ad immaginare quale sarebbe stata l&#8217;ultima volta in cui ci saremmo potuti di nuovo incontrare.<br \/>\nQuando se ne and\u00f2 per sempre, capii per la prima volta nella mia vita che esistono davvero situazioni irreparabili, irrimediabili, dalle quali non si torna decisamente pi\u00f9 indietro, qualunque tentativo si tenti di fare successivamente.<br \/>\nLe parole saranno sempre poche e saranno solo parole, forse sincere, conservate, mai dette o inutili e mai potranno sostituire i colpi, le carezze, le speranze, le stanchezze.<br \/>\nOggi ho qualche difficolt\u00e0 a riguardare le sue fotografie: \u00e8 come percepire intenso il suo sguardo nei miei occhi, e nei suoi rivedo i miei, colmi di dolcezza. Quel tempo di sguardi \u00e8 passato; ora\u00a0esiste solo illusione di governare il mio tempo. A separare le nostre vite non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 solamente quel maledetto vetro divisorio della saletta colloqui, attraverso il quale io e lui immaginavamo il futuro incerto e le speranze, forse anche illusorie. Bens\u00ec oggi mi \u00e8 rimasta l&#8217;immagine di lui che mi correva incontro tra le spighe dorate di un campo di grano, mentre toccava uno stelo con le dita.<br \/>\nSono io la spiga ed il figlio che lui dolcemente accarezzava; ma quelle carezze che avevo imparato a riconoscere anche dietro un vetro divisorio, non le sentir\u00f2 e non ci saranno mai pi\u00f9.<\/p>\n<p><em>Michelangelo D. (Uomo Ombra)<\/em><\/p>\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a\u00a0 \u00a0<a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a>\u00a0oppure accedi a Facebook alla pagina\u00a0<em>la fenice &#8211; il giornale dal carcere di ivrea<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finch\u00e9 la luce del sole lo illumin\u00f2 mi fu accanto. Sembra passata un&#8217;eternit\u00e0 da quando se n&#8217;\u00e8 andato. Il ricordo di lui che viene a trovarmi in carcere \u00e8 sempre presente ed accompagna ancora oggi le mie giornate&#8230; Furono tempi molto duri quelli che seguirono il giorno del mio arresto. 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