{"id":7049,"date":"2026-04-09T12:17:08","date_gmt":"2026-04-09T10:17:08","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7049"},"modified":"2026-04-09T12:17:08","modified_gmt":"2026-04-09T10:17:08","slug":"gravemente-malato-ma-resta-in-cella-il-caso-finisce-in-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7049","title":{"rendered":"Gravemente malato, ma resta in cella: il caso finisce in Parlamento"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sepsi, infezioni sistemiche, danni neurologici. Le condizioni di Marco Leandro Bondavalli sono considerate incompatibili con il carcere, ma pure il ricovero in ospedale viene contestata come violazione<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Damiano Aliprandi pubblicato su Il Dubbio del 6 Aprile 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><a href=\"javascript:void(0)\"><\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"196\" height=\"213\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/download-1-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7051\" style=\"aspect-ratio:0.9202494497432135;width:316px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/download-1-copia.jpg 196w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/download-1-copia-101x110.jpg 101w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>Marco Leandro Bondavalli<\/strong>&nbsp;ha 48 anni, una pena da scontare fino al 3 marzo 2048 (pena lunghissima dovuta al cumulo di piccoli reati) e un corpo che, stando alle valutazioni di pi\u00f9 medici,&nbsp;<strong>non regge il carcere<\/strong>. Eppure in carcere ci \u00e8 finito lo stesso, a poche ore da un<strong>&nbsp;intervento chirurgico<\/strong>. Oggi \u00e8 ricoverato in&nbsp;<strong>ospedale a Piacenza<\/strong>&nbsp;con una sepsi in corso, infezioni sistemiche da candida e stafilococco, febbre alta, pressione molto bassa e un\u2019infezione del catetere venoso centrale. Il quadro \u00e8 critico e continua a peggiorare. A raccontare questa storia \u00e8 l\u2019associazione&nbsp;<strong>Yairaiha Ets<\/strong>, che segue il caso da anni. E ora c\u2019\u00e8 anche&nbsp;<strong>un\u2019interrogazione parlamentare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A fine marzo la deputata del Movimento 5 Stelle&nbsp;<strong>Stefania Ascari<\/strong>&nbsp;ha presentato un\u2019interrogazione a risposta scritta ai ministri della Giustizia e della Salute, chiedendo conto di quanto accaduto a Marco e sollecitando risposte urgenti. Nel testo dell\u2019atto, protocollato con il numero 4\/07430, la deputata ricostruisce la vicenda passo dopo passo, citando patologie, date, provvedimenti giudiziari e certificazioni mediche. \u00c8 una lettura difficile, perch\u00e9 mette insieme una condizione di salute devastante e una serie di decisioni che, almeno a guardare la cronologia, sembrano andare in direzione contraria rispetto alle valutazioni cliniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Le patologie di Marco sono numerose e gravi. Dopo una serie di interventi di chirurgia bariatrica ha sviluppato una&nbsp;<strong>sindrome da malassorbimento severo<\/strong>, con carenze vitaminiche che nel tempo hanno causato&nbsp;<strong>danni neurologici<\/strong>&nbsp;importanti: una neuropatia tossico-carenziale, una neurite ottica retrobulbare, una polineuropatia che gli ha fatto perdere l\u2019autonomia motoria. Ha anche una<strong>&nbsp;vescica neurologica<\/strong>&nbsp;che richiede la cateterizzazione permanente, con episodi ricorrenti di infezioni urinarie e un rischio elevato di sepsi. A tutto questo si aggiungono idronefrosi con insufficienza renale, anemia, e un\u2019ipertensione arteriosa resistente alle terapie farmacologiche, con valori pressori talmente alti da richiedere il 12 marzo 2026 un intervento chirurgico di denervazione simpatica renale bilaterale. In passato ha gi\u00e0 avuto un episodio di&nbsp;<strong>shock settico<\/strong>. La storia farmacologica \u00e8 ulteriormente complicata da una pluriallergia ai farmaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Un quadro del genere aveva gi\u00e0 convinto pi\u00f9 volte la&nbsp;<strong>magistratura di sorveglianza<\/strong>&nbsp;a concedergli la&nbsp;<strong>detenzione domiciliare per motivi umanitari<\/strong>. Sia il magistrato di sorveglianza di Verona che quello di Ancona, con la conferma dei rispettivi tribunali, avevano ritenuto le sue condizioni incompatibili con il carcere. Marco si trovava quindi ai domiciliari, con prescrizioni precise: spostamenti solo per esigenze sanitarie documentate, nei limiti del comune di residenza e in fasce orarie stabilite, con indicazione di rivolgersi alle strutture di Scandiano o Reggio Emilia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prescrizioni che non reggevano la realt\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che quelle prescrizioni, nella pratica, non si adattavano alla realt\u00e0 clinica di Marco. Il presidio di Scandiano ha un\u2019attivit\u00e0 limitata e non garantisce copertura continuativa. A Reggio Emilia, per la complessit\u00e0 del caso, non veniva preso in carico. Il suo vero centro di cura era<strong>&nbsp;l\u2019ospedale di Ravenna<\/strong>, l\u2019unica struttura che lo seguiva con continuit\u00e0 e con le competenze adeguate. Ma Ravenna non \u00e8 prevista dalle prescrizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 19 febbraio 2026 le condizioni di Marco peggiorano. Si reca al Cau di Reggio Emilia e da l\u00ec viene trasferito d\u2019urgenza all\u2019ospedale di Ravenna, dove viene ricoverato in attesa di intervento chirurgico. Rimane in ospedale oltre la data entro cui avrebbe dovuto rientrare al domicilio, fissata al 9 marzo 2026. Questo mancato rientro viene contestato come una violazione delle prescrizioni. Il fatto che Marco fosse ricoverato, con documentazione medica che lo attestava, non basta a escludere la contestazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 12 marzo 2026 viene operato con l\u2019intervento di denervazione renale bilaterale. A poche ore dall\u2019operazione, la polizia penitenziaria lo prende in consegna e lo porta al&nbsp;<strong>carcere di Ravenna<\/strong>. Il giorno successivo, 13 marzo, il magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia sospende in via provvisoria la misura della detenzione domiciliare, contestando le presunte violazioni. Al carcere di Ravenna la situazione precipita subito. Marco sviluppa febbre e una crisi ipertensiva acuta. Viene chiamato il 118 e viene nuovamente ricoverato in ospedale. Il medico dell\u2019istituto penitenziario mette tutto nero su bianco: il paziente \u00e8 incompatibile con il regime carcerario, ha bisogno di assistenza sanitaria continua e specialistica, non pu\u00f2 essere trasferito in sicurezza, e non \u00e8 gestibile neppure in strutture penitenziarie dotate di assistenza sanitaria avanzata. Il medico segnala anche la necessit\u00e0 di una rivalutazione giudiziaria urgente della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tutto questo, viene poi disposto il trasferimento al centro clinico del&nbsp;<strong>carcere di Piacenza<\/strong>. Anche l\u00ec il medico conferma l\u2019incompatibilit\u00e0 con il regime detentivo. Marco viene quindi portato all\u2019ospedale di Piacenza, sempre in stato di detenzione. Le istanze urgenti di&nbsp;<strong>differimento della pena<\/strong>&nbsp;presentate dall\u2019avvocato difensore vengono dichiarate inammissibili e rigettate.&nbsp;<strong>L\u2019udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Bologna \u00e8 fissata per gioved\u00ec prossimo 9 Aprile<\/strong>. Nel frattempo, se Marco dovesse essere dimesso dall\u2019ospedale prima di quella data, dovrebbe tornare in carcere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima il detenuto, poi il paziente<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019interrogazione della deputata Ascari chiede ai ministri competenti se siano a conoscenza di quanto accaduto, se intendano disporre verifiche ispettive sull\u2019istituto penitenziario e sugli uffici di sorveglianza coinvolti, e se non ritengano necessario adottare iniziative normative o amministrative per chiarire e uniformare i criteri in materia di differimento della pena e detenzione domiciliare per gravi motivi di salute. I riferimenti costituzionali sono l\u2019articolo 32 sul diritto alla salute,&nbsp;<strong>l\u2019articolo 27<\/strong>&nbsp;terzo comma sul senso umano della pena, e le norme della&nbsp;<strong>Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo<\/strong>&nbsp;che vietano trattamenti inumani e degradanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Yairaiha Ets, la storia di Marco mette in luce un problema che va oltre il caso singolo. Troppo spesso, dice l\u2019associazione, in situazioni come questa si guarda prima alla durata della pena e al fine pena lontano, e solo dopo alle condizioni reali di salute della persona. Il detenuto viene visto prima come tale, e solo in seconda battuta come paziente, anche quando il quadro clinico \u00e8 grave e ampiamente documentato. Il risultato \u00e8 che chi avrebbe bisogno di cure continue e sicure non viene messo nelle condizioni di riceverle.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di Marco la sequenza degli eventi \u00e8 tutta documentata. Una persona ricoverata in ospedale viene considerata in violazione delle prescrizioni perch\u00e9 non torna a casa, nonostante si trovi l\u00ec per esigenze mediche certificate. Viene poi condotta in carcere a poche ore da un intervento chirurgico. I medici, uno dopo l\u2019altro, firmano certificazioni di incompatibilit\u00e0 con il regime detentivo e segnalano che non \u00e8 gestibile in sicurezza. Le istanze urgenti della difesa vengono rigettate. I trasferimenti continuano. E le condizioni di salute peggiorano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora si attende gioved\u00ec, quando il tribunale di sorveglianza di Bologna si pronuncer\u00e0 sulla situazione. Nel frattempo la deputata Ascari ha messo il caso nelle mani dei ministri, chiedendo risposte concrete e in tempi rapidi. Come scrive nell\u2019interrogazione, il rischio per la vita di Marco Bondavalli \u00e8 concreto e attuale. E ogni giorno che passa senza una risposta \u00e8 un giorno in pi\u00f9 trascorso in una condizione che pi\u00f9 di un medico ha gi\u00e0 dichiarato incompatibile con la detenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sepsi, infezioni sistemiche, danni neurologici. 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