{"id":7080,"date":"2026-05-26T15:27:36","date_gmt":"2026-05-26T13:27:36","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7080"},"modified":"2026-05-26T15:31:18","modified_gmt":"2026-05-26T13:31:18","slug":"chiuso-sovraffollato-e-malato-il-carcere-al-tempo-di-meloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7080","title":{"rendered":"Chiuso, sovraffollato e malato: il carcere al tempo di Meloni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Secondo il rapporto annuale di Antigone, le prigioni italiane versano in condizioni disumane: 8 mila detenuti in pi\u00f9 in 4 anni<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di <strong>Patrizio Gonnella<\/strong> pubblicato su il manifesto del 20 maggio 2026<\/em>.<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/edizioni\/il-manifesto-del-20-maggio-2026\/il-manifesto-del-20-05-2026\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"528\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-1024x528.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7081\" style=\"width:511px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-1024x528.jpg 1024w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-300x155.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-768x396.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-110x57.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-420x217.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1-770x397.jpg 770w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Senza-titolo-1.jpg 1212w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Celle allagate o sporche. Corridoi con rifiuti e cibo per terra. Celle lisce, che nel gergo penitenziario significa spazi oscuri dove accadono cose brutte. Agenti infiltrati nelle prigioni, gestione parallela della sicurezza affidata alla Polizia penitenziaria, svilimento del ruolo di direttori ed educatori, chiusura del carcere alla societ\u00e0 civile, migliaia di detenuti murati nelle celle, decine di detenuti morti per cause restano perennemente da accertare, abuso dello strumento disciplinare e dell\u2019isolamento in tutte le sue forme, celle sovraffollate oltre il limite della sopportazione. E ancora. Raddoppio in un anno del numero dei bimbi in carcere con le loro mamme; triplicazione dal 2022 del numero delle persone soggette a regime di vita chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SONO QUESTI ALCUNI<\/strong>&nbsp;squarci drammatici del Rapporto periodico di Antigone sulle condizioni di detenzione non a caso intitolato Tutto chiuso, frutto di oltre cento visite svoltesi nel 2025. Questo \u00e8 il carcere ai tempi del governo Meloni. Un sistema penitenziario in profonda crisi di umanit\u00e0. Dal 2022 a oggi i detenuti sono cresciuti di ben 8 mila unit\u00e0, nonostante siano tendenzialmente stabili tutti gli indici di delittuosit\u00e0. Come \u00e8 potuto accadere? Il mantra repressivo, securitario e vendicativo prodotto da un\u2019alleanza politica tra alcuni sindacati autonomi della Polizia penitenziaria e le componenti pi\u00f9 reazionarie del governo ha devastato il sistema penitenziario italiano. Il detenuto \u00e8 trattato come un nemico da contenere, neutralizzare, tenere ben chiuso in cella. La retorica rieducativa si \u00e8 andata lentamente spegnendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto certifica come nel corso del 2025 sono in calo le persone che scontano le misure alternative dell\u2019affidamento in prova al servizio sociale e della detenzione domiciliare. Eppure giacciono nelle galere italiane circa 25 mila detenuti con una pena residua da scontare al di sotto dei tre anni e che ben avrebbero potuto avere accesso a una misura diversa dal carcere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DAL 2022 LE PORTE<\/strong>&nbsp;delle celle e quelle delle prigioni sono chiuse a tripla mandata. Il 60% dei detenuti vive in un regime penitenziario chiuso, ossia trascorre buona parte della giornata in cella a oziare. E sempre meno persone riescono a lavorare all\u2019esterno. Dall\u2019inizio della legislatura sono stati introdotti oltre 55 nuovi reati, pi\u00f9 di 60 nuove aggravanti, 65 inasprimenti sanzionatori. Un\u2019orgia securitaria. Le pene si allungano, i regimi interni di vita si induriscono in forma ideologica e disumana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne subisce le conseguenze anche il giovane rapper Baby Gang, da qualche tempo in carcere, che viene sottoposto insensatamente a un regime duro di sorveglianza particolare (in sostanza isolamento) perch\u00e9 troppo carismatico. Carisma mafioso? Macch\u00e9. Carisma socio-musicale. D\u2019altronde era lui che aveva scritto Cella 0, vero e proprio manifesto sociologico della selettivit\u00e0 del sistema socio-criminale. Altro che rieducazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL CARCERE FA MALE.<\/strong>&nbsp;Il fallimento del sistema \u00e8 certificato dai tassi di recidiva: solo il 40% dei detenuti \u00e8 alla prima carcerazione. Storie di vita che si ripetono tragicamente, cos\u00ec come si vede anche dal numero altissimo degli eventi tragici, che si moltiplicano proprio nelle carceri pi\u00f9 chiuse all\u2019esterno. Un detenuto su cinque compie gesti autolesionistici. 106 persone si sono tolte la vita dal gennaio 2025 ad oggi, praticamente uno ogni 4-5 giorni. Se a Legnano o a Modica, cittadine con 64 mila abitanti si fossero ammazzati 106 cittadini negli ultimi 16 mesi saremmo tutti allibiti e chiederemmo una commissione di inchiesta dalla quale vorremmo sapere come pu\u00f2 mai accadere che altre 50 persone, tendenzialmente giovani, siano morte senza che nessuno indaghi le cause.<\/p>\n\n\n\n<p>Il carcere di oggi \u00e8 segregazione disciplinare nei confronti dei migranti (il 31% della popolazione reclusa), dei consumatori di droghe (un terzo dei detenuti), delle persone con disagio psichico, non di rado prodotto dalla stessa carcerazione. Il carcere fa mal al corpo e alla testa. Quasi met\u00e0 dei detenuti fa uso infatti di sedativi o ipnotici. Si investe sempre meno nei progetti educativi e sempre pi\u00f9 si puniscono i detenuti con l\u2019isolamento disciplinare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL PROSSIMO \u00c8 L\u2019ANNO<\/strong>&nbsp;che ci porta alle elezioni. Dopo quattro anni di decreti sicurezza, circolari che hanno stravolto la vita penitenziaria, messaggi truci rivolti dall\u2019alto, dal Rapporto di Antigone arriva l\u2019invito a sottoscrivere un piano Marshall perch\u00e9 si torni a un\u2019idea condivisa di carcere costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Dipartimento dell\u2019amministrazione penitenziaria potrebbe dare il buon esempio ritirando tutte le circolari che hanno chiuso il sistema. Potrebbe anche scriverne una nuova che autorizzi tutti i detenuti della media sicurezza a fare una telefonata al giorno ai propri cari durante la lunga estate calda italiana. Forse cos\u00ec potremmo contare a settembre qualche suicidio in meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il rapporto annuale di Antigone, le prigioni italiane versano in condizioni disumane: 8 mila detenuti in pi\u00f9 in 4 anni Articolo di Patrizio Gonnella pubblicato su il manifesto del 20 maggio 2026. Celle allagate o sporche. Corridoi con rifiuti e cibo per terra. 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