{"id":7104,"date":"2026-06-26T16:24:23","date_gmt":"2026-06-26T14:24:23","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7104"},"modified":"2026-06-26T16:24:23","modified_gmt":"2026-06-26T14:24:23","slug":"quando-la-giustizia-esclude-e-uccide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7104","title":{"rendered":"Quando la giustizia esclude e uccide"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Articolo di <strong>Claudio Novaro<\/strong> pubblicato su Volerelaluna.it l&#8217;11\/06\/2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Talvolta episodi apparentemente marginali o circoscritti mettono in luce dinamiche sociali consolidate e consentono di apprezzare come le&nbsp;rigidit\u00e0 culturali&nbsp;si radichino non solo nelle grandi questioni, ma anche nelle piccole pratiche quotidiane.&nbsp;<strong>In alcuni settori della magistratura sembra esservi, non da oggi, una scarsa consapevolezza di quel \u201cpotere terribile\u201d di cui la stessa \u00e8 titolare<\/strong>, un potere il cui esercizio discrezionale incide profondamente sui diritti fondamentali, sulla libert\u00e0 e sulle condizioni personali dei soggetti che lo subiscono. La capacit\u00e0 di soppesare attentamente le conseguenze delle proprie azioni, cardine di quell\u2019etica della responsabilit\u00e0 su cui ci si interroga da almeno un paio di secoli, richiede, per evitare di prendere decisioni incongrue, anche&nbsp;<strong>un minimo di empatia con la vita reale delle persone, con le loro relazioni, con le loro fragilit\u00e0, anche<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"584\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-1024x584.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7105\" style=\"width:538px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-1024x584.jpg 1024w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-300x171.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-768x438.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-110x63.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-420x240.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino-754x430.jpg 754w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/studenti-scontri-corteo-polizia-torino.jpg 1217w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dall\u2019inizio. Ho conosciuto F. alcuni mesi fa, perch\u00e9 era uno dei&nbsp;<strong>giovani denunciati dalla polizia per le manifestazioni a favore della Palestina<\/strong>&nbsp;dell\u2019autunno scorso. Con sorprendente velocit\u00e0, a F. e a diversi suoi compagne e compagni sono state&nbsp;<strong>applicate nel febbraio di quest\u2019anno una serie di misure cautelari<\/strong>. F., originario della provincia di Savona, a differenza di tutti gli altri e le altre, si \u00e8 visto applicare&nbsp;<strong>la misura del divieto di dimora a Torino<\/strong>, citt\u00e0 dove viveva da diversi anni, dove aveva studiato, dove aveva le sue pi\u00f9 importanti relazioni amicali e affettive. Questa decisione, confermata dal Tribunale del riesame, l\u2019aveva gettato nello sconforto. Nell\u2019ultima conversazione telefonica che aveva avuto con il mio studio gli era stato spiegato che si trattava di una misura temporanea, destinata ad essere modificata o revocata nel giro di qualche mese.&nbsp;<strong>Dopo un paio di giorni F. ha deciso di togliersi la vita<\/strong>. Non so dire che peso gli orrori del mondo, di questo mondo sempre pi\u00f9 plasmato dal linguaggio e dalla grammatica della guerra, segnato da diseguaglianze e sopraffazioni, possano avere avuto sulla sua scelta cos\u00ec definitiva e radicale. Certo \u00e8 che dal biglietto che ha lasciato sull\u2019auto, prima di gettarsi da un dirupo, sembra di capire che il provvedimento giudiziario, che riteneva profondamente iniquo, abbia avuto un peso non irrilevante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ho conosciuto, invece, direttamente C. Anche lui \u00e8 stato di recente denunciato a Torino per le manifestazioni e i cortei a favore della Palestina e purtroppo anche lui, a sua volta,\u00a0<strong>pochi giorni fa, ha deciso di mettere fine alla sua esistenza<\/strong>. Le sue compagne e i suoi compagni gli hanno dedicato la scorsa settimana un commosso ricordo collettivo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni tra loro, colpiti a loro volta dalla misura dell\u2019obbligo di dimora a Torino (tra l\u2019altro proprio nello stesso procedimento in cui anche F. era coinvolto)\u00a0<strong>hanno urgentemente chiesto alla giudice di poter partecipare sabato 6 giugno al suo funerale<\/strong>. Le esequie si sarebbero tenute a Settimo Torinese, un comune che confina con Torino, ma a cui, visti gli obblighi cautelari in corso, avrebbero potuto accedere solo previa autorizzazione della giudice che aveva in carico il fascicolo. Costei, preventivamente contattata nella mattinata di venerd\u00ec, si era detta disponibile a concedere tale autorizzazione, salvo poi allontanarsi dall\u2019ufficio nel pomeriggio, senza dare indicazioni di sorta. L\u2019istanza \u00e8 stata cos\u00ec assegnata al magistrato di turno che\u00a0<strong>ha ritenuto di respingerla con una laconica motivazione<\/strong>, fondata su\u00a0\u201cl\u2019assenza di legame parentale, nonch\u00e9 l\u2019inesistenza di comprovate ragioni, quali quelle ad esempio di salute, rilevanti dal punto di vista costituzionale\u201d<em>,\u00a0<\/em>una motivazione che, in tutta evidenza, trascura quella dimensione profonda ed etica dei rapporti affettivi che sfugge alla rigidit\u00e0 delle norme. Anche il colloquio esplicativo che chi scrive ha avuto sabato mattina con lo stesso giudice, a decisione gi\u00e0 presa, non ha minimamente inciso sulle sue convinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena allora di formulare alcune brevi considerazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima rimanda alla&nbsp;<strong>stessa misura applicata: un obbligo di dimora, accompagnato dall\u2019obbligo di fare rientro a casa nelle ore serali e notturne<\/strong>. Il minimo che si pu\u00f2 dire \u00e8 che appare altamente illogica la scelta di applicare un presidio cautelare di tal fatta a fronte di reati che, in ipotesi d\u2019accusa, sarebbero stati commessi in orario non serale e nella stessa citt\u00e0 dove viene imposto l\u2019obbligo. Ci si trova di fronte, come pare ovvio, a una&nbsp;<strong>misura meramente punitiva<\/strong>, scarsamente adeguata rispetto alle esigenze cautelari che pretenderebbe di neutralizzare. Peraltro, sul fronte della risposta giudiziaria ai reati di piazza, da tempo Torino riveste un ruolo di avanguardia in ambito nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da una, ancora parziale, raccolta di dati sui processi in corso contro i manifestanti Pro Palestina, fatta da avvocate e avvocati della Rete di resistenza legale, risulta che a differenza di molti altri circondari, dove in genere si procede con imputati a piede libero, a Torino i procedimenti avviati sono non solo decisamente pi\u00f9 numerosi, ma anche caratterizzati da una pletora di misure cautelari.<strong>&nbsp;In diversi casi, 27 in totale, la Procura ha richiesto l\u2019applicazione di misure di particolare afflittivit\u00e0, dagli arresti domiciliari sino alla custodia in carcere<\/strong>, in contrasto con il principio del minimo sacrificio necessario, ribadito in pi\u00f9 occasioni dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale. Per fortuna tali richieste nella quasi totalit\u00e0 dei casi sono state respinte dai giudici, che hanno per\u00f2 applicato numerose misure non custodiali, modulandole diversamente a seconda dei reati contestati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La seconda osservazione, invece, riguarda la decisione del giudice di respingere la richiesta di partecipazione al funerale<\/strong>. Una giustizia che espunge da s\u00e9 ogni sentimento di umana compassione e sensibilit\u00e0 finisce per assumere i tratti morali dell\u2019ingiustizia. In astratto&nbsp;<strong>la funzione delle norme&nbsp;<\/strong>(per paradossale che possa sembrare, anche di quella di natura meramente cautelare), e della loro applicazione giudiziale,&nbsp;<strong>deve essere finalizzate alla costruzione di migliori relazioni sociali<\/strong>. La vicenda in esame appare paradigmatica di un\u2019idea del diritto penale governato da una visione punitiva, una visione, come \u00e8 stato detto, verticale e autoritaria, che privilegia l\u2019applicazione rigidamente formale della legge, indifferente a qualsiasi comprensione del contesto umano, delle dinamiche e delle interazioni che lo sostanziano. \u201cL\u2019intelligenza delle emozioni\u201d applicata alle decisioni giudiziarie e amministrative significa anche questo, saper riconoscere il dolore e la vulnerabilit\u00e0 altrui, essere capace di tener conto della storia concreta delle persone, rispettare la loro dignit\u00e0 e i loro bisogni emotivi ed esistenziali. Lunga \u00e8 la strada da percorrere se solo si pone mente alla circostanza che, solo poche settimane fa, attraverso l\u2019uso di quella vergognosa norma sul fermo preventivo introdotta con l\u2019ultimo decreto sicurezza,&nbsp;<strong>91 aderenti ai movimenti anarchici sono stati bloccati, portati e trattenuti in questura per diverse ore, perch\u00e9 volevano partecipare ad un presidio a ricordo di due loro compagni morti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, mi pare che l\u2019intero episodio ponga, a prescindere dal caso concreto, una serie di interrogativi di non poco conto. Senza scomodare impervi paragoni con vicende dell\u2019antichit\u00e0, in cui pure erano a confronto le ragioni dello Stato e la piet\u00e0 verso i defunti, il tema \u00e8 quello del&nbsp;<strong>dovere o meno di rispettare decisioni (o leggi) ingiuste o che si ritiene contrastino con la propria coscienza.<\/strong>&nbsp;La questione ha risonanze antiche e richiama il conflitto tra diritto e morale, tra l\u2019osservanza del comando giuridico e l\u2019autodeterminazione delle persone. Quantomeno dal secondo dopoguerra del secolo scorso,&nbsp;<strong>il tema della disobbedienza \u00e8 entrato nel lessico della politica e viene costantemente praticato dai pi\u00f9 svariati movimenti, ambientalisti ed ecologisti, ma anche antagonisti e\/o territoriali<\/strong>. Da tempo, ad esempio, gli attivisti del Movimento No Tav, a fronte delle decine di ordinanze prefettizie, che da eccezionali sono ormai divenuti la normalit\u00e0 della militarizzazione del territorio valsusino e che individuano attorno al cantiere una zona rossa inaccessibile ai cittadini, hanno deciso coscientemente di trasgredirle. Parimenti, di fronte all\u2019emissione di fogli di via obbligatori dalla Valle per le persone non residenti, nell\u2019ovvio tentativo di allontanarle, neutralizzandone la partecipazione politica, hanno deciso di violarli, rivendicando pubblicamente tali violazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che nel 2023 questo Governo, cos\u00ec attento alla repressione di tutto ci\u00f2 che si connette con la protesta sociale, abbia, con l\u2019ennesimo decreto legge poi convertito in legge,&nbsp;<strong>inasprito fortemente le sanzioni per la violazione del foglio di via<\/strong>, portandole da sei a diciotto mesi di reclusione e prevedendo una multa fino a 10.000 euro, trasformando anche il reato da contravvenzione a delitto, per evitare possibili future prescrizioni. Con altro decreto di legge di qualche anno fa, emanato da un Governo di altro colore politico, sono state inserite, tra i&nbsp;<strong>parametri per stabilire la pericolosit\u00e0 sociale dei proposti alle misure di prevenzione come la sorveglianza speciale,&nbsp;<\/strong><strong>\u201cle reiterate violazioni del foglio di via\u201d<\/strong><em>.&nbsp;<\/em>Cos\u00ec, una violazione di un mero precetto, quello che in dottrina viene definito un reato di mera disobbedienza, appunto, in cui la condotta incriminata consiste nell\u2019inosservanza di un obbligo o di un semplice divieto formale, in contrasto con il fondamentale principio di offensivit\u00e0, diventa l\u2019ennesimo tassello di quella progressiva torsione del sistema penale verso le misure di prevenzione, che assicurano, non a caso, maggior velocit\u00e0 decisionale e minor tassativit\u00e0 dei presupposti normativi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Claudio Novaro pubblicato su Volerelaluna.it l&#8217;11\/06\/2026 Talvolta episodi apparentemente marginali o circoscritti mettono in luce dinamiche sociali consolidate e consentono di apprezzare come le&nbsp;rigidit\u00e0 culturali&nbsp;si radichino non solo nelle grandi questioni, ma anche nelle piccole pratiche quotidiane.&nbsp;In alcuni settori della magistratura sembra esservi, non da oggi, una scarsa consapevolezza di quel \u201cpotere terribile\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7105,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-7104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-voci-dal-carcere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7104"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7106,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7104\/revisions\/7106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7105"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}