{"id":7111,"date":"2026-07-07T17:37:51","date_gmt":"2026-07-07T15:37:51","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7111"},"modified":"2026-07-07T17:37:51","modified_gmt":"2026-07-07T15:37:51","slug":"ancora-morti-in-cella-unestate-di-inferno-aspettando-la-corte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7111","title":{"rendered":"Ancora morti in cella, un\u2019estate di inferno, aspettando la Corte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Patrizio Gonnella, su Il manifesto del 2 luglio 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"413\" src=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Caldo-carceri.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7112\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Caldo-carceri.png 650w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Caldo-carceri-300x191.png 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Caldo-carceri-110x70.png 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Caldo-carceri-420x267.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Settantacinque anni, malato, da poco colpito da ictus, entrato qualche giorno prima per scontare una pena non elevata, muore in solitudine nel carcere fiorentino di Sollicciano. Pochi chilometri pi\u00f9 a ovest, alle Dogaie di Prato, a soli ventisei anni muore anche lui in carcere e non per scelta volontaria. Pare avesse denunciato violenze subite dalle forze di Polizia al momento dell\u2019arresto. Due storie che non stordiscono l\u2019opinione pubblica come dovrebbe accadere, che lasciano insensibili le istituzioni. Siamo a 114 morti nelle prigioni d\u2019Italia dall\u2019inizio dell\u2019anno. Una parte viene qualificata dall\u2019amministrazione penitenziaria come decessi con cause da accertare. Il punto \u00e8 che restano tali anche nei mesi e anni a seguire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due morti avvenute nelle carceri di Firenze e Prato sono tra loro molto diverse e riconducibili a responsabilit\u00e0 differenti. Nel caso del signore deceduto a Sollicciano, le indagini dovranno chiarire, in sequenza: perch\u00e9 una persona cos\u00ec anziana e cos\u00ec compromessa nella salute \u00e8 stata portata in carcere e non in una struttura medica? Perch\u00e9 \u00e8 stata portata proprio a Sollicciano? Perch\u00e9 si \u00e8 ignorato che tale istituto, come abbiamo raccontato sulle pagine di questo giornale, pochi giorni addietro era stato parzialmente chiuso dalla magistratura proprio per le sue condizioni insalubri e degradate? Perch\u00e9 non \u00e8 stato trasferito in un centro clinico penitenziario come quello di Pisa? Perch\u00e9 non \u00e8 stato previsto un ricovero ospedaliero controllato? Attendiamo risposte dalla magistratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il detenuto morto a Prato era giovane, cos\u00ec giovane che il suo decesso dovrebbe lasciare tutti basiti. In questo caso l\u2019autopsia sar\u00e0 determinante. Vanno preservate tutte le informazioni utili a capire cosa \u00e8 accaduto prima della sua morte, innaturale per un ragazzo cos\u00ec giovane. Come detto, pare avesse denunciato violenze subite al momento dell\u2019arresto. Le indagini dovranno accertare se ci sono state visite mediche di primo ingresso nel carcere di Prato e cosa hanno certificato. E andranno confrontate con i dati autoptici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a 114 morti in sei mesi nelle carceri italiane dovrebbe scattare la reazione politica.&nbsp;Temiamo non avverr\u00e0. Sarebbe del tutto ovvio attendersi l\u2019istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare diretta ad accertare responsabilit\u00e0 individuali e sistemiche. Sulle responsabilit\u00e0 individuali ci affidiamo alla magistratura, su quelle sistemiche \u00e8 invece necessario mettere in moto una catena di indignazione, trasformando quest\u2019ultima da reazione individuale a valanga sociale. \u00c8 del tutto incredibile che in una situazione cos\u00ec compromessa e degradata l\u2019amministrazione penitenziaria non faccia subito tre o quattro cose per rendere la vita in carcere meno indegna e indecente. Gliele suggerisco qua di seguito: consentire una telefonata al giorno ai propri cari, mettere un piccolo frigo e un ventilatore in ogni cella per rendere sopportabile l\u2019estate, chiudere del tutto gli istituti indecorosi come quello di Firenze, proteggere chi denuncia violazioni e abusi. Questo \u00e8 il minimo che ci si attende da un\u2019amministrazione pubblica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto due notizie, che sono due speranze, per il prossimo futuro carcerario. Il 14 luglio, la neonata alleanza per una pena umana e costituzionale, composta da tante associazioni, ha chiesto al ministero della Giustizia di poter visitare decine e decine di istituti in Italia insieme a esponenti delle istituzioni locali e della societ\u00e0 civile. Il 22 settembre la Corte costituzionale, sollecitata dal tribunale di Sorveglianza di Firenze a partire dal caso Sollicciano, dovr\u00e0 decidere se \u00e8 legittimo tenere una persona in carcere qualora questo sia un luogo insano, degradato o stracolmo. Tra il 14 luglio e il 22 settembre non vorremmo fare la conta dei morti, dei suicidi, delle tragedie. In una situazione cos\u00ec compromessa per la dignit\u00e0 e la salute di detenuti e operatori penitenziari, ogni inerzia \u00e8 colpevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Patrizio Gonnella, su Il manifesto del 2 luglio 2026 Settantacinque anni, malato, da poco colpito da ictus, entrato qualche giorno prima per scontare una pena non elevata, muore in solitudine nel carcere fiorentino di Sollicciano. 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