{"id":7127,"date":"2026-08-01T09:48:17","date_gmt":"2026-08-01T07:48:17","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7127"},"modified":"2026-08-01T09:48:17","modified_gmt":"2026-08-01T07:48:17","slug":"piano-carceri-al-palo-sovraffollamento-al-1397-per-cento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7127","title":{"rendered":"Piano carceri al palo, sovraffollamento al 139,7 per cento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Antonio Sasso<\/em> <strong>ottopagine.it, 31 luglio 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/news434563.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7128\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/news434563.jpg 700w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/news434563-300x169.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/news434563-110x62.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/news434563-420x236.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNel primo semestre del 2026 sono stati recuperati o realizzati oltre 960 posti detentivi\u201d. Lo riporta il comunicato relativo alla settima cabina di regia per l\u2019edilizia penitenziaria, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e che si \u00e8 svolta ieri a Palazzo Chigi. Ma i nuovi posti non hanno inciso sul sovraffollamento: reparti chiusi, manutenzioni rinviate e strutture inagibili hanno ridotto ulteriormente la capienza effettiva degli istituti: cos\u00ec il sovraffollamento ha raggiunto il 139,7 per cento (+6,3 punti rispetto a un anno fa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Governo promette oltre diecimila nuovi posti entro il 2027, ma le presenze continuano a crescere, ma a un anno dalla presentazione del piano straordinario per l\u2019edilizia penitenziaria, la distanza tra gli obiettivi annunciati dal Governo e la situazione reale delle carceri italiane continua ad aumentare. Il piano, approvato nel luglio del 2025 e successivamente ampliato, \u00e8 stato presentato come la risposta strutturale all\u2019emergenza. La programmazione indicata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio prevede investimenti per circa 900 milioni di euro e la disponibilit\u00e0 di oltre diecimila posti entro la fine del 2027, attraverso il recupero degli spazi esistenti e la costruzione di nuovi padiglioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario indicato dal ministro &#8211; Nel marzo scorso, intervenendo alla Camera, Nordio aveva tracciato una scansione precisa: oltre 580 posti consegnati nel 2025, altri 4.220 previsti nel 2026 e 5.866 da recuperare o realizzare nel 2027. Un programma definito dal ministro \u201cambizioso ma concreto\u201d, destinato a migliorare le condizioni di detenzione e la sicurezza del personale penitenziario. I numeri disponibili raccontano per\u00f2 una dinamica opposta. Al 30 giugno 2026 nelle carceri italiane erano presenti 64.773 persone, nuovo massimo dell\u2019ultimo decennio. Il tasso di affollamento reale, calcolato sottraendo dalla capienza regolamentare i posti non utilizzabili, ha raggiunto il 139,5 per cento. In molte strutture il livello supera ampiamente il 150 per cento, con situazioni ancora pi\u00f9 gravi in singoli istituti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I posti recuperati non compensano quelli chiusi &#8211; Il punto critico riguarda la differenza tra i posti formalmente realizzati e quelli effettivamente disponibili. Secondo il rapporto di Antigone, alla fine di aprile la capienza regolamentare era di 51.265 unit\u00e0, ma i posti realmente utilizzabili erano soltanto 46.318. Rispetto all\u2019avvio del piano, nel gennaio 2025, la disponibilit\u00e0 era diminuita di 537 posti. Ci\u00f2 significa che l\u2019apertura di nuovi spazi o il completamento di alcune manutenzioni non riescono a compensare le sezioni che nel frattempo vengono chiuse per problemi strutturali, lavori o mancanza dei requisiti minimi. Il risultato netto \u00e8 un sistema che continua a perdere capacit\u00e0 mentre la popolazione detenuta cresce. La coordinatrice nazionale di Antigone, Susanna Marietti, contesta per questo la rappresentazione governativa: i posti annunciati non corrisponderebbero a un incremento effettivo della ricettivit\u00e0, perch\u00e9 una parte consistente viene assorbita dalla continua indisponibilit\u00e0 di celle e reparti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo del 2027 sempre pi\u00f9 lontano &#8211; Anche Mario Serio, componente del Garante nazionale delle persone private della libert\u00e0, considera difficilmente raggiungibile il traguardo fissato dal Governo. Nel primo quadrimestre del 2026 sarebbero stati recuperati circa 800 posti attraverso attivit\u00e0 di manutenzione, mentre quelli ancora indisponibili restano quasi cinquemila. Per renderli tutti utilizzabili entro la fine del 2027 sarebbe necessario completare centinaia di interventi ogni mese, mantenendo contemporaneamente aperti gli spazi gi\u00e0 recuperati. Al ritmo attuale, sostiene Serio, la promessa complessiva di oltre undicimila posti tra nuove costruzioni e recuperi appare un obiettivo pi\u00f9 teorico che concretamente realizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova legge sulle dipendenze &#8211; Il secondo pilastro della strategia governativa \u00e8 rappresentato dalle misure alternative per le persone detenute con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza. Il 29 luglio la Camera ha approvato definitivamente il disegno di legge con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni. La norma consente, con alcune esclusioni, di scontare una condanna non superiore a otto anni in detenzione domiciliare o presso una struttura autorizzata, aderendo a un programma terapeutico. Nordio ha definito il provvedimento \u201cepocale\u201d, sostenendo che potrebbe consentire l\u2019uscita dal carcere di almeno diecimila persone. Il Ministero della Giustizia ha successivamente precisato che quella cifra rappresenta una prospettiva pluriennale e non l\u2019effetto immediato della legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La relazione tecnica individua una platea potenziale di circa 10.811 detenuti tossicodipendenti e 3.772 alcoldipendenti. Per il 2026, tuttavia, la copertura finanziaria \u00e8 stata calcolata per appena 500 persone. Rispetto ai circa 14.500 potenziali destinatari, le risorse iniziali permetterebbero quindi di sostenere un percorso per poco pi\u00f9 di una persona ogni ventinove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le comunit\u00e0 chiedono risorse certe &#8211; Il principio della cura fuori dal carcere \u00e8 condiviso da una parte rilevante delle associazioni, delle comunit\u00e0 terapeutiche e delle opposizioni. Le perplessit\u00e0 riguardano per\u00f2 la disponibilit\u00e0 dei posti, i finanziamenti, il personale sanitario e la capacit\u00e0 delle strutture di seguire programmi complessi e di lunga durata. Senza un rafforzamento stabile della rete territoriale, la nuova legge rischia di produrre numeri molto inferiori a quelli annunciati. L\u2019accesso alle misure alternative dipender\u00e0 inoltre dalla valutazione dei magistrati, dall\u2019idoneit\u00e0 del percorso proposto e dall\u2019effettiva disponibilit\u00e0 delle comunit\u00e0 accreditate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019allarme della Polizia penitenziaria &#8211; Alle difficolt\u00e0 strutturali si aggiunge la carenza di personale. I sindacati della Polizia penitenziaria denunciano organici insufficienti, aggressioni, turni sempre pi\u00f9 pesanti e istituti nei quali pochi agenti devono controllare intere sezioni sovraffollate. Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria, accusa il ministro di descrivere una realt\u00e0 lontana da quella vissuta quotidianamente negli istituti. Leo Beneduci, segretario dell\u2019Osapp, definisce il piano un fallimento e sostiene che la costruzione delle nuove strutture proceda senza un sistema pubblico di monitoraggio sufficientemente trasparente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pressione continua ad aumentare &#8211; Il problema non \u00e8 soltanto costruire nuove celle. Il sovraffollamento compromette l\u2019assistenza sanitaria, le attivit\u00e0 educative, il lavoro, la formazione e ogni reale percorso di reinserimento. Aumenta inoltre la tensione interna e rende pi\u00f9 difficile garantire la sicurezza degli operatori e delle persone detenute. Il piano governativo e la nuova legge sulle dipendenze possono rappresentare due strumenti utili, ma i dati disponibili impongono una valutazione prudente. I posti effettivi continuano a diminuire, le presenze hanno superato quota 64.700 e le risorse destinate alle comunit\u00e0 coprono soltanto una frazione dei potenziali beneficiari. Tra annunci, cantieri e programmi terapeutici ancora da finanziare, la promessa di risolvere il sovraffollamento entro il 2027 appare sempre pi\u00f9 lontana dalla realt\u00e0 quotidiana delle carceri italiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Link all&#8217;articolo su ottopagine.it: <a href=\"https:\/\/www.ottopagine.it\/italia\/cronaca\/434563\/piano-carceri-al-palo-sovraffollamento-al-139-5-per-cento.shtml\">https:\/\/www.ottopagine.it\/italia\/cronaca\/434563\/piano-carceri-al-palo-sovraffollamento-al-139-5-per-cento.shtml<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Sasso ottopagine.it, 31 luglio 2026 \u201cNel primo semestre del 2026 sono stati recuperati o realizzati oltre 960 posti detentivi\u201d. Lo riporta il comunicato relativo alla settima cabina di regia per l\u2019edilizia penitenziaria, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e che si \u00e8 svolta ieri a Palazzo Chigi. 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