{"id":7140,"date":"2026-08-19T16:45:29","date_gmt":"2026-08-19T14:45:29","guid":{"rendered":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7140"},"modified":"2026-08-19T16:46:17","modified_gmt":"2026-08-19T14:46:17","slug":"carcere-di-ivrea-colosso-si-sveglia-per-il-comunicato-stampa-con-berruto-e-la-fenice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=7140","title":{"rendered":"Carcere di Ivrea. Colosso &#8220;si sveglia&#8221; per il comunicato stampa con Berruto. E &#8220;La Fenice&#8221;? (da La Voce)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Articolo di Liborio La Mattina su <a href=\"https:\/\/www.giornalelavoce.it\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.giornalelavoce.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La Voce<\/a><\/em> | <em>18 agosto 2026<\/em> |<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visita in carcere con il deputato Mauro Berruto riaccende il dibattito sulle condizioni dell\u2019istituto di Ivrea. L\u2019assessora parla di sport, reinserimento e dialogo. Ma resta una domanda: che cosa ha fatto in questi tre anni? E intanto il giornale dei detenuti non esiste pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi, rientri dalle ferie, apri la posta e ti trovi una mail con un comunicato stampa dell\u2019Amministrazione comunale. Racconta della visita dell\u2019assessora<strong> Gabriella Colosso<\/strong> al carcere di Ivrea, dove ha accompagnato il deputato<strong> Mauro Berruto<\/strong> nell\u2019ambito del progetto del Partito democratico dedicato alla situazione degli istituti penitenziari. Titolo: \u201cBisogna aver visto\u201d. E fin qui, benissimo. Bisogna aver visto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel comunicato si racconta che <strong>i due<\/strong> hanno incontrato la direttrice <strong>Alessia Aguglia<\/strong> e le diverse professionalit\u00e0 che lavorano all\u2019interno dell\u2019istituto, affrontando le condizioni di permanenza delle persone detenute, le esigenze della Polizia Penitenziaria, il lavoro degli operatori, degli educatori, del personale sanitario e dei volontari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si parla delle attivit\u00e0 educative, di quelle di supporto, dello sport, dei percorsi di reinserimento sociale. Tutto giusto. Tutto bello. Tutto molto istituzionale. E alla fine arriva pure un impegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abValutare la possibilit\u00e0 di strutturare un percorso dedicato alle attivit\u00e0 sportive, individuando nell\u2019accesso alla palestra e nella pratica sportiva un importante strumento di benessere per le persone private della libert\u00e0 e di supporto durante la permanenza in istituto\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il comunicato aggiunge che l\u2019assessora, <em>\u201cche segue da tempo le tematiche legate alla struttura penitenziaria\u201d<\/em>, ha sottolineato l\u2019importanza di mantenere un dialogo costante tra Comune, carcere e realt\u00e0 del territorio, favorendo, per quanto di competenza dell\u2019Amministrazione, occasioni di collaborazione e confronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che ci sono cadute le braccia. E forse anche qualcos\u2019altro, ma non diciamo che cosa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 a Ivrea esiste una delega specifica al carcere affidata proprio a <strong>Gabriella Colosso<\/strong>. Dopo tre anni di amministrazione, la domanda semplice \u00e8: <strong>che cosa ha prodotto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S&#8217;intende non nei comunicati. Che cosa \u00e8 cambiato? Quali sono stati i risultati? Quali iniziative strutturali sono state messe in campo dal Comune? Quali battaglie sono state combattute? Quali porte sono state aperte? Quali diritti sono stati difesi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se davvero l\u2019assessora segue <em>\u201cda tempo\u201d<\/em> le questioni del carcere, allora bisognerebbe anche raccontare che cosa \u00e8 accaduto nell\u2019estate del 2025 a <strong>La Fenice<\/strong>, il giornale online scritto dai detenuti insieme all\u2019associazione <strong>Rosse Torri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle poche voci vere che uscivano da quelle mura. Una voce scomoda, imperfetta, ruvida. Ma viva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ve lo diciamo noi&#8230; <strong>La Fenice<\/strong> non \u00e8 morta di vecchiaia. Non \u00e8 morta per mancanza di idee. Non \u00e8 morta perch\u00e9 i detenuti non avessero pi\u00f9 voglia di scrivere. Non \u00e8 morta perch\u00e9 i volontari si fossero stancati. <strong>La Fenice \u00e8 stata chiusa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima sospesa. Poi imbavagliata. Infine accompagnata educatamente alla porta, come si fa con tutto ci\u00f2 che disturba senza avere la buona educazione di stare zitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Succede nel gennaio 2025, dopo la morte di \u201cVespino\u201d, uno dei capiredattori. Prima gli articoli da pubblicare finiscono sotto controlli sempre pi\u00f9 soffocanti, poi, il 15 giugno 2025, arriva la parola fine e i pc vengono spenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragione? I testi pubblicati avrebbero danneggiato l\u2019immagine del carcere. Che meraviglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era il carcere a danneggiare la propria immagine con celle fatiscenti, muffa, letti sfondati, docce fredde, finestre arrugginite, sovraffollamento, diritti compressi e disperazione quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. A danneggiare l\u2019immagine erano quelli che lo raccontavano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sempre cos\u00ec. Non d\u00e0 fastidio la muffa. D\u00e0 fastidio chi la fotografa. Non d\u00e0 fastidio l\u2019acqua fredda. D\u00e0 fastidio chi scrive che l\u2019acqua \u00e8 fredda. Non d\u00e0 fastidio una cella indegna. D\u00e0 fastidio il detenuto che, invece di ringraziare per il privilegio di marcire in silenzio, prende carta e penna e racconta quello che vede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora oggi, a poco pi\u00f9 di un anno dalla chiusura, la domanda \u00e8 inevitabile. <strong>Gabriella Colosso dov\u2019era?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa ha fatto? Ha protestato? Ha chiesto spiegazioni? Ha difeso quella redazione? Ha incontrato i volontari?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha chiesto alla Direzione perch\u00e9 fosse necessario spegnere una delle pochissime esperienze capaci di mettere in comunicazione il carcere con la citt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto: <strong>lo ha raccontato a Mauro Berruto? <\/strong>O&nbsp;se n&#8217;\u00e8 guardata bene dal farlo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ha detto che fino a poco pi\u00f9 di un anno fa, in quel carcere, c\u2019era un giornale scritto dai detenuti e che oggi quel giornale non c\u2019\u00e8 pi\u00f9? Gli ha raccontato come e perch\u00e9 \u00e8 stato chiuso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ha spiegato che, mentre il Partito democratico gira l\u2019Italia con un progetto intitolato <strong>\u201cBisogna aver visto\u201d<\/strong>, a Ivrea c\u2019era chi aveva visto, scritto, raccontato e pubblicato? E che quella voce \u00e8 stata spenta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora sarebbe interessante conoscere, una volta per tutte, quali siano state in questi tre anni le politiche del Comune di Ivrea sul carcere. Quelle vere. Non le parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le politiche sociali, culturali, inclusive, rieducative, partecipative, progressive e tutte le altre magnifiche definizioni che nei comunicati comunali si riproducono pi\u00f9 velocemente dei conigli. Dov\u2019era Colosso quando gli incontri venivano sospesi? Dov\u2019era quando i volontari venivano lasciati fuori? Dov\u2019era quando si \u00e8 stabilito che raccontare il carcere avrebbe danneggiato l\u2019immagine del carcere? E soprattutto: <strong>che cosa ha fatto da allora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il silenzio, quando dura da pi\u00f9 di un anno, smette di essere prudenza. Diventa una scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quella raffinatissima forma di assenza che non lascia impronte, non sporca le mani, non firma documenti compromettenti, non fa rumore. Ma alla fine produce esattamente il risultato che serve: chi dovrebbe parlare non parla, chi potrebbe disturbare non disturba, chi dovrebbe chiedere conto non chiede conto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Fenice<\/strong> dava fastidio perch\u00e9 faceva una cosa terribilmente semplice: raccontava il carcere com\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non il carcere delle fotografie istituzionali. Non il carcere addolcito dalle parole <em>reinserimento<\/em>, <em>percorso<\/em>, <em>legalit\u00e0<\/em>, <em>umanizzazione<\/em>. Non il carcere raccontato soltanto quando arriva il politico di turno, si stringono mani, si ascoltano problemi, si prende un impegno e si torna a casa con una bella fotografia da mettere nel comunicato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nemmeno il carcere dei gattini che gironzolano qua e l\u00e0: utilissimi magari, tenerissimi certamente, perfetti per una bella narrazione buonista. Un po\u2019 meno efficaci contro sovraffollamento, muffa, caldo, celle indegne, carenza di personale e disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Fenice<\/strong> raccontava il resto. I muri. Le brande. I cessi. La rabbia. La vergogna. La noia. L\u2019attesa. La speranza. La depressione. Il tentativo disperato di restare persone anche quando tutto intorno tende a ridurti a un numero di matricola e a una pratica amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questo il punto. Un detenuto che scrive \u00e8 pericoloso. Non perch\u00e9 evade. Ma perch\u00e9 <strong>esiste<\/strong>. Esiste con un nome, un pensiero, una firma, una sintassi magari storta ma sua. Esiste fuori dal fascicolo. Fuori dalla matricola. Fuori dalla condanna. Esiste come persona detenuta, non semplicemente come corpo da custodire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora prima gli togli la firma. Poi la redazione. Infine la voce. Naturalmente tutto con garbo. Il carcere, per\u00f2, non dovrebbe avere paura delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se ha paura delle parole, il problema non sono le parole. <strong>\u00c8 il carcere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E una citt\u00e0 non dovrebbe voltarsi dall\u2019altra parte quando, dentro le sue mura, una redazione viene chiusa perch\u00e9 racconta troppo. Se lo fa, il problema non \u00e8 pi\u00f9 soltanto del carcere. \u00c8 della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ivrea nel giugno 2025 ha perso <strong>La Fenice<\/strong>. E ha fatto finta di niente. L\u2019assessora ha fatto finta di niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sindaco ha fatto finta di niente. Magari qualcuno avr\u00e0 pensato: pazienza, ci sono problemi pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo. Ci sono sempre problemi pi\u00f9 importanti. Sono il rifugio preferito di chi non vuole occuparsi di quelli scomodi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la chiusura di <strong>La Fenice<\/strong> era e rimane un problema importante. Perch\u00e9 quando si chiude un giornale, anche piccolo, anche interno, anche scritto dietro le sbarre, si spegne un pezzo di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si toglie la parola a chi non ha potere, si misura la qualit\u00e0 reale delle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando si arriva a sostenere che il racconto della realt\u00e0 danneggia l\u2019immagine, forse si sta confessando, senza volerlo, che tra realt\u00e0 e immagine c\u2019\u00e8 qualche problemino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi arriva <strong>Mauro Berruto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dopo la visita dice parole difficili da contestare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abIl Partito democratico, in considerazione dell\u2019emergenza carceri, prosegue il suo progetto dal titolo significativo: \u201cBisogna aver visto\u201d. S\u00ec, \u201cbisogna aver visto\u201d per capire che cosa significhi, nella realt\u00e0, il sovraffollamento dei detenuti e contestualmente il sotto-organico della Polizia penitenziaria, la difficolt\u00e0 di operatori, educatori, personale sanitario, volontari nell\u2019essere in rapporto adeguato ai detenuti, al fine di poter rispettare un mandato costituzionale, ovvero lo scopo rieducativo degli istituti penitenziari. Bisogna aver visto e sentito il caldo soffocante, gli spazi, la difficolt\u00e0 di preservare anche solo l\u2019igiene personale. E bisogna aver sentito, come \u00e8 successo nel mio caso, un detenuto implorare la possibilit\u00e0 di accedere alla palestra, dove poter sfogare l\u2019energia fisica, ridurre lo stress, la rabbia, l\u2019ansia. Lui non sapeva della mia esperienza sportiva, ma ancora una volta mi ha permesso di ricordare quanto lo sport, cui la Costituzione riconosce proprio il valore educativo, sia uno strumento formidabile e, purtroppo, sotto utilizzato\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco. S\u00ec. <strong>Bisogna aver visto.<\/strong> Ma bisognerebbe anche aver letto. Letto che cosa ha fatto, concretamente, in questi tre anni il Partito democratico che governa Ivrea per rendere un poco meno disumana la vita dentro il carcere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisognerebbe leggere l\u2019elenco delle iniziative. Dei risultati. Delle battaglie. Delle prese di posizione. Delle volte in cui il Comune ha alzato la voce. Delle volte in cui l\u2019assessora delegata ha detto: no, cos\u00ec non va. Delle volte in cui ha difeso chi, dentro quelle mura, provava semplicemente a raccontarsi. Tra le iniziative di questi anni, una se la ricordano bene un po&#8217; tutti: <strong>\u201cGatti Galeotti\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea di portare una colonia felina dentro il carcere. Un progetto sicuramente tenero. Sicuramente fotogenico. E forse, involontariamente, anche una perfetta metafora delle politiche carcerarie cittadine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 alla fine, a quanto pare, <strong>i gatti sono evasi. Tutti<\/strong>. Sono scappati! E basterebbe questa ad un sindaco per togliere le deleghe ad un\u2019assessora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Liborio La Mattina su La Voce | 18 agosto 2026 | La visita in carcere con il deputato Mauro Berruto riaccende il dibattito sulle condizioni dell\u2019istituto di Ivrea. L\u2019assessora parla di sport, reinserimento e dialogo. Ma resta una domanda: che cosa ha fatto in questi tre anni? 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