{"id":947,"date":"2021-07-15T17:08:08","date_gmt":"2021-07-15T15:08:08","guid":{"rendered":"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=947"},"modified":"2021-07-30T17:09:23","modified_gmt":"2021-07-30T15:09:23","slug":"il-trasferimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/?p=947","title":{"rendered":"Il Trasferimento"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"639\" src=\"http:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-948\" srcset=\"https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene.jpg 960w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene-300x200.jpg 300w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene-768x511.jpg 768w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene-110x73.jpg 110w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene-420x280.jpg 420w, https:\/\/lafenice.varieventuali.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Catene-646x430.jpg 646w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n<h4>Tra memoria e l&#8217;attualit\u00e0 dei pestaggi di Santa Maria Capua Vetere.<\/h4>\n<p>In quarant\u2019anni e passa di carcere ininterrotti, ho subito molti trasferimenti per punizioni perch\u00e9 nelle varie carceri in cui di volta in volta andavo a finire chiedevo solo i miei diritti di essere umano.<br>Mi ricordo di quella volta, tanti anni fa, quando dal carcere di massima sicurezza di Pianosa mi trasferirono nel carcere di massima sicurezza di Sulmona.<br>Quella notte mi ero addormentato tardi.<br>Avevo fatto le ore piccole a scrivere.<br>E stavo sognando il paradiso.<br>Mi trovavo in un luogo senza sbarre.<br>E invece che dalle guardie in divisa ero circondato da tanti bei fiori.<br>Poi all\u2019improvviso sentii dei rumori, aprii gli occhi.<br>In un colpo vidi la mia cella circondata da guardie vestite di grigio, notai subito che avevano facce soddisfatte.<br>Denti bianchi e aguzzi.<br>Sembravano tante iene invitate a un banchetto di sangue.<br>Ebbi subito timore che fossero entrati in cella per darmi una scarica di calci e pugni perch\u00e9 qualche giorno prima mi ero preso a male parole con il direttore.<br>Il brigadiere subito con voce da guappo: \u201cLei ha solo cinque minuti di tempo per prepararsi. Pu\u00f2 portare con s\u00e9 solo cinque chili di indumenti. Il resto glielo manderemo in seguito nel carcere dove va, come al solito.<br>Forza &#8230; &#8211; e con il sorriso sulle labbra &#8211; Si alzi &#8230; Non ci faccia perdere la pazienza.\u201d<br>\u201cDatemi il tempo di svegliarmi e di prepararmi la roba .\u201d<br>Poi mi alzai lentamente per farli incazzare. Feci lo spavaldo, ma mi giravano le palle.<br>Preferii non tirare troppo la corda.<br>Mi stavano gi\u00e0 guardando male.<br>Ero abbastanza sicuro che le guardie non mi avrebbero picchiato, sia per il viaggio da affrontare, sia perch\u00e9 di solito le prendi nel nuovo carcere dove arrivi.<br>Attraversai il corridoio con lo zaino sulle spalle.<br>E con il cuore disilluso. Avevo un brigadiere davanti. Due agenti ai miei fianchi. E due alle spalle. Non potei salutare nessuno dei miei compagni. Avevano tutti i blindi chiusi.<br>E le guardie avevano chiuso anche gli spioncini per impedirmi di scambiare un cenno di saluto con chiunque. Mi portarono all\u2019ufficio matricola. Mi fecero firmare delle carte poi mi chiusero nella cella liscia. La chiamavano cos\u00ec perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 dentro nulla. E di solito le guardie le usano per massacrare i detenuti. C\u2019era odore di chiuso, ma anche di qualcos\u2019altro. Qualcosa di familiare. Chiusi gli occhi e sentii meglio il puzzo di quella cella.<br>Era l\u2019odore di sofferenza che conoscevo bene, andai a mettermi in un angolo, in carcere non si sa mai cosa pu\u00f2 accadere. Ed \u00e8 meglio sempre avere le spalle al muro. Nell\u2019attesa che arrivasse la scorta mi accesi una sigaretta. \u201cIn carcere la sigaretta \u00e8 una compagna pi\u00f9 che un vizio\u201d.<br>All\u2019improvviso sentii l\u2019inconfondibile rumore delle manette.<br>E i passi degli anfibi delle guardie. Spensi la sigaretta. E non mi mossi fin quando non vidi il cancello aprirsi. si affacci\u00f2 il caposcorta. Mi chiam\u00f2 per nome e mi fiss\u00f2 negli occhi. \u201cVenga. Se deve andare in bagno lo faccia adesso perch\u00e9 non faremo fermate.\u201d Pensai che non sarebbe stato un bel viaggio. Arrivai al blindato. Mi fecero salire. E mi chiusero nella celletta interna senza togliermi neppure le manette. Ero indeciso se pensare a calmarmi o cercare di pensare a qualcosa per incazzarmi. Alla fine decisi di prenderla con filosofia sulle labbra e mi sedetti rassegnato perch\u00e9 non potevo fare altro.<br>Arrivai nel carcere di Sulmona distrutto dalla stanchezza, dalla fame e dalla sete. Dopo il viaggio obbligato nell\u2019ufficio matricola e quello del magazzino le guardie mi fecero strada verso le celle di punizione, la cella puzzava di umido, ferro arrugginito.<br>Pensai che non avrei dovuto aspettare molto.<br>Poi li sentii arrivare.<br>Ogni carcere ha la sua \u201csquadretta\u201d di guardie che fanno il lavoro sporco.<br>E quelle del carcere di Sulmona erano famose per tutti i detenuti che avevano massacrato di botte.<br>Per non pensare ai calci e ai pugni che presto sarebbero arrivati, tesi le orecchie per concentrarmi sulla pioggia che scendeva forte. Mi entrarono in cella in sei. Il pi\u00f9 grosso e pi\u00f9 alto mi si par\u00f2 subito davanti, sentii che gli puzzava il fiato di vino.<br>Pensai che non me ne andava bene una, perch\u00e9 da ubriachi le guardie picchiavano pi\u00f9 forte.<br>All\u2019improvviso mi arriv\u00f2 un pugno che mi fece sbattere contro il muro di fronte. Non potevo fare altro. Non mi conveniva. Non dovevo muovermi. Fin quando non si fossero stancati.<br>Mi arrivavano una cascata di pugni e calci. Chiusi gli occhi e desiderai di morire.<br>Per un attimo mi sembr\u00f2 che la vita mi stesse abbandonando.<br>Poi le guardie si stancarono di picchiarmi.<br>Andarono via.<br>E io mi sentii triste da morire.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 sono solidale con i detenuti di Santa Maria Capua Vetere, sono passati anni ma niente \u00e8 cambiato, tutto \u00e8 uguale, anzi, \u00e8 vero &#8230; qualcosa \u00e8 cambiato, solo le divise, dal grigio sono passate al blu, ma le ingiustizie sono rimaste uguali, le \u201cingiustizie della penitenziaria.\u201d<\/p>\n<p><em>M.<\/em><\/p>\n<p>Per contattare la Redazione La Fenice o commentare l\u2019articolo scrivi a: <a href=\"mailto:redazione.lafenice@varieventuali.it\" data-aalisten=\"1\">redazione.lafenice@varieventuali.it<\/a> oppure accedi a Facebook alla pagina <em>La fenice \u2013 Il giornale dal carcere di Ivrea (<span class=\"d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql lr9zc1uh a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb mdeji52x a5q79mjw g1cxx5fr knj5qynh m9osqain hzawbc8m\" dir=\"auto\"><span class=\"d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql lr9zc1uh a5q79mjw g1cxx5fr knj5qynh m9osqain\">@lafenice.giornaledalcarcere<\/span><\/span>)<br><\/em><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra memoria e l&#8217;attualit\u00e0 dei pestaggi di Santa Maria Capua Vetere. 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