Pubblichiamo la lettera inviata al ministro Nordio da Walter Monaco, detenuto nel carcere Canton Mombello di Brescia, pubblicata da Il Giornale di Brescia il 22 agosto.

«Caro ministro Nordio, sono Walter Monaco, uno dei tanti detenuti in misura alternativa, oggi sono “quasi libero” ma come ogni anno rivedo nei miei occhi quei colori degli alberi sottostanti al carcere di Brescia Nerio Fischione. Caro ministro Nordio, se è vero che il sovraffollamento non ha nulla a che vedere con i continui suicidi nelle carceri, desidero illustrarle questa prospettiva.
Mi trovavo nel rumore più assoluto, in mezzo ad urla di disperazione, in mezzo ad altri detenuti che compivano gesti autolesionistici davanti all’infermeria di Canton Mombello per farsi dare psicofarmaci per poter non pensare più a nulla. Il carcere di Brescia è un ambiente strano, un’isola in centro città, fuori si ode il rumore delle auto, del traffico cittadino e dentro ci si sente soli, come noi detenuti di Brescia ci sentiamo ogni anno in questo periodo. Ci troviamo ad essere in mezzo ad un sacco di gente ma dentro siamo soli, siamo vuoti.
Sa ministro Nordio questo, come il Natale, è il peggiore periodo dell’anno. Tutto è fermo, non vediamo gli educatori, non vediamo nessuna prospettiva futura, il personale è in ferie, il caldo rovente nelle celle si trasforma in una trappola: troppo caldo per poterci muovere e scendere all’aria, troppo caldo per poter dormire, troppo stanchi per stare svegli. In questo periodo dell’anno caro ministro Nordio, parecchi di noi desiderano uscire da questa trappola e forse l’unica maniera è quella di chiudere gli occhi per l’ultima volta.
Sa ministro Nordio questo, come il Natale, è il peggiore periodo dell’anno. Tutto è fermo, non vediamo gli educatori, non vediamo nessuna prospettiva futura, il personale è in ferie, il caldo rovente nelle celle si trasforma in una trappola: troppo caldo per poterci muovere e scendere all’aria, troppo caldo per poter dormire, troppo stanchi per stare svegli. In questo periodo dell’anno caro ministro Nordio, parecchi di noi desiderano uscire da questa trappola e forse l’unica maniera è quella di chiudere gli occhi per l’ultima volta.»