Pubblicato mercoledì 25 febbraio 2026 sul sito Antigone.it l’8° Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile.

Si è tenuta oggi la presentazione dell’VIII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile dal titolo “Io non ti credo più”. Frutto del monitoraggio dell’associazione di tutte le carceri minorili del Paese e di una costante raccolta di dati, statistiche e storie, il rapporto offre uno sguardo ampio sull’impatto che, dal Decreto Caivano in poi, la crescita dell’area penale ha avuto sul sistema della giustizia minorile.
“Con onestà intellettuale bisognerebbe dire che non abbiamo un quadro esatto e univoco del fenomeno. Ma men che meno abbiamo un quadro che supporti l’idea di un’emergenza criminalità minorile. Non stiamo assistendo a un’esplosione della criminalità minorile, ma a un’espansione della reazione penale”, ha dichiarato Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell’Osservatorio sulla giustizia minorile.
Nel 2024 le segnalazioni di minorenni sono cresciute quasi del 17%. Ma l’aumento si riduce al 12% quando si guarda alle prese in carico da parte dell’autorità giudiziaria e si abbassa al 2% considerando gli ingressi effettivi nel sistema della giustizia minorile. Secondo Eurostat, l’Italia ha un tasso di minorenni denunciati pari a 363,4 ogni centomila abitanti, quasi la metà della media europea (647,9). “Una parte consistente delle denunce finisce nel nulla. È la paura che cresce, sotto la spinta dell’allarme generato artificiosamente da questo governo”, sottolinea Marietti. “Attorno ai più giovani – prosegue – si è costruito un vero e proprio panico morale. La popolazione è stata portata a percepire gli adolescenti come una minaccia diffusa. Comportamenti che un tempo sarebbero stati affrontati in ambito educativo vengono oggi segnalati alle forze dell’ordine”.
Secondo i dati illustrati durante l’evento, al 31 dicembre 2025 i minori e giovani adulti in carico al sistema erano 17.027, con una crescita del 25% rispetto al 2022. Negli Istituti penali per minorenni si è passati da 381 presenze a fine 2022 a 572 a fine 2025. “È evidente che a crescere è stata la risposta penale. Il Decreto Caivano ha segnato una svolta simbolica e sostanziale: ha ampliato le possibilità di intervento custodiale, irrigidito le misure cautelari e trasformato strumenti temporanei in percorsi spesso definitivi verso il carcere”, ha sottolineato Sofia Antonelli, ricercatrice di Antigone e altra curatrice del Rapporto.
Particolarmente critica la situazione dei giovani stranieri. “La loro sovra-rappresentazione nei servizi residenziali e negli Ipm è il segno di una selezione che colpisce chi ha meno risorse sociali e familiari. Non è solo una questione di reato, ma di marginalità. Più si attacca il sistema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati più le carceri si affollano. Lo abbiamo dimostrato coi numeri. E comunque commettono in percentuale delitti meno gravi rispetto agli italiani”, ha concluso Rachele Stroppa, la terza curatrice.
Purtroppo l’ultimo biennio è stato anche il periodo in cui sono emerse le presunte torture al Beccaria per le quali è in corso il procedimento, del suicidio di un giovanissimo ragazzo a Treviso, delle proteste trattate solo come fenomeno criminale e disciplinare e non come segno di malessere.”C’è bisogno – ha concluso la conferenza stampa Patrizio Gonnella – di fare un passo indietro, di tornare a quel modello educativo a cui l’Europa guardava con interesse, che mettendo i ragazzi al centro di un percorso educativo, tentava la strada del loro recupero, di un futuro possibile da costruire con loro, non accettando di perderli”.
Il rapporto è sul sito www.ragazzidentro.it
